Dignità Autonome di Prostituzione - Teatro Bellini (Napoli)

Scritto da  Domenica, 30 Ottobre 2011 
Dignità Autonome di Prostituzione

Dal 27 ottobre al 13 novembre. “Mi paghi prima. E anche dopo se ti è piaciuto”. DAdP è la Casa Chiusa dell’Arte, dove gli attori – come prostitute - sono alla mercè dello spettatore. Rigorosamente in vestaglia o giacca da camera, adescano e si lasciano abbordare dai clienti/ spettatori che – muniti di dollarini, il denaro locale – contrattano il prezzo delle singole prestazioni con una “Strana  Famiglia” tenutaria della Casa. Conclusasi la trattativa, il “cliente” – uno, due o piccoli gruppi a seconda delle “perversioni” – si apparta, con l’attore scelto, in un luogo deputato dove fruirà di una o più pillole del Piacere: monologhi o peformances del teatro classico e contemporaneo, atti ad emozionare, far riflettere e divertire lo spettatore in uno “stupore nuovamente sollecitato”.

 

DIGNITA’ AUTONOME DI PROSTITUZIONE

uno spettacolo di Luciano Melchionna

dal format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna

Lo strepitoso cast che si alternerà in questa edizione:

Thyago Alves "LA BOLLA DI PIACERE" "/ Tiziana Avarista "LA MADRE" / Paola Barale "LA STREGONA" / Gaia Benassi "LA FRIGIDA" Lina Bernardi "LA SIGNORA DELLE TOILETTE" / Giovanni Bussi "IL NON LO VOGLIO SAPERE" / Giovanni Maria Buzzatti "GORAN" / Fabio Canino "IL CARTOMANTE" / Betta Cianchini "ANJA" / Cinzia Cordella "L'INEVITABILE" / Diego D'Elia "L'INDUSTRIALE" / Rosaria D'Urso "IL DRITTO" / Sylvia De Fanti "LA FRANCESE" / Valentina De Giovanni "L'IMBECILLE"  / Marco Mario De Notaris "L'ANARCHICO" / Mirko Dettori "SIOR MIRKACCIO" / Adelaide Di Bitonto "LA MIO FRATELLO" / Gennaro Di Colandrea  "GIOVANNI MICCICHE' " / Rino Di Martino " 'O PREVETE" / Clio Evans "WANDA" / Adriano Falivene "GNEGNO" / Annarita Ferraro "LOLITINA" / David Gallarello "L'INQUISITORE" / Sandro Giordano "IL POMPEI" / Cristina Golotta "LA CARLA" / Irene Grasso "LA RITRATTISTA" / Gabriele Guerra "CEREBRO" / Her "L'EVIDENZA" / Luigi Iacuzio "IL CONDANNATO" / Laccio "IL CE N'E' PER TUTTI" / Giulia Maulucci "LA NUDA GRATUITA" / Gianluca Merolli "IL NELLA" / Momo "LA POVERA PAZZA" / Valerio Morigi "ER MECCANICO" / Alessandra Muccioli "LA GELIDA" / Gina Perna "LA GRAZIA" / Autilia Ranieri "L'ENNESIMA" / Stefania Rocca "LA RIBELLE" / Marcello Romolo "L'ORSACCHIOTTO" / Alessandro Russo "IL CONTE NERI RAGNO DELLA VEDOVA ALLEGRA" / Daniele Russo "LIA" / Paola Sambo "LA RUSSA" / Skuba "IL RAPPER" / Federica Stefanelli "LA GIULIETTA" / Sandro Stefanini "IL MILITARGAY" / Pino Strabioli "ER TONACA / Angelo Tantillo "L'ONANISTA" / Serenella Tarsitano "LA MEGLIO DI NIENTE" / Adele Tirante "MADEMOISELLE A" / Giorgia Trasselli "UN'ALTRA"

luci Camilla Piccioni

costumi Michela Marino

consulenza musicale Riccardo Regoli

assistenti alla regia Adelaide Di Bitonto - Davide Sacco

direttore tecnico Manuel Pietrangeli

organizzatore Antonio Cappelli  

relazioni esterne Andreina Di Bitonto

supervisione al progetto Mario Melchionna

 

Dignità Autonome di ProstituzioneQuesto è ciò che una spettatrice come me, che rifugge dai classici mal interpretati e dalle sperimentazioni teatrali che sanno poco di teatro e molto di amatoriale, ama vedere. Gli spettatori affollano il foyer e all’ingresso sono in molti a programmare già quale “dignitario” seguiranno, eppure è la prima edizione napoletana del “Bordello dell’arte”.

Il Teatro Bellini, splendida cornice dal 1864 per qualsiasi rappresentazione teatrale, appare sventrato, affollato di figure spesso disorientate e bagnate da un’oscurità sottile. Poltrone divelte, a cui si avvicina lo spettatore abbonato, reclamando il suo posto; inconsapevole che quella figura esanime abbandonata su quella poltrona, di lì a poco si unirà alle altre figure eclissate, in un canto corale di denuncia contro un tal “Macellaio”.

Il Macellaio è colpevole di aver svilito, oppresso, minimizzato e ridotto in miseria l’arte e la cultura del nostro paese. Scontati gli accostamenti alla politica e alla tutela di quella debole essenza che chiamiamo ancora democrazia. Scontata la denuncia di quella che è non-arte e l’accostamento ai vari talent e alla spudorata astuzia venduta come talento. In una platea trasformata, per l’occasione, in una casa chiusa di inizi ‘900, le prostitute camminano, parlano, ancheggiano, cantano e urlano! Un urlo pieno di rabbia, a cui si unisce un pubblico già vibrante.

Dignità Autonome di ProstituzioneIn scena c’è la dignità di chi ha talento, di chi ha un sogno e vive di quello e per quello. Ciò che si compra con i quattro dollarini consegnati insieme al biglietto è ciò che in Italia è costituzionalmente tutelato dall’articolo 9 della Costituzione ed è ciò che Totò, il Principe napoletano che ha fatto l’Italia, con la risata ha sempre difeso.

Luciano Melchionna, “il Papi” del bordello, con la sua spiccata capacità visionaria, travolge lo spettatore e inscena l’irrealtà del reale, con il sapore rischioso di un progetto che è diventato una conferma. Ciò che è riuscito a mettere in piedi è uno sfavillante show che appaga occhi ed orecchie.

Dopo la presentazione di tutti gli abitanti del bordello, lo spettatore entra nel suo game-show: sceglie, contratta, acquista, vede e vive il talento del suo dignitario. Vieni travolto dall’entusiasmo generale e come un avido cliente ti aggiri per il teatro, in cerca del tuo prossimo artista in vendita.

A chi, in questa casa chiusa dell’Arte, ti prende per mano e ti travolge con la sua pillola di talento sai rispondere solo di SI’.

SI’…questo è teatro, la forza di un’idea sostenuta dal talento.

La scelta della “prostituta” è casuale e personale, così può capitare di imbattersi in un monologo acquistato per due dollarini, nel sotterraneo del Bellini da un intenso Inquisitore (David Gallarello), che ci introduce in questo classico della letteratura senza guardarci mai negli occhi: “Il grande inquisitore” tratto da “I fratelli Karamazov” di F.M. Dostoevkij. Intenso il brano ed intensa la recitazione. «…Ciascuno di noi è colpevole di tutto e per tutti sulla Terra, questo è indubbio, non solo a causa della colpa comune originaria, ma ciascuno individualmente per tutti gli uomini e per ogni uomo sulla Terra”.

Gianluca MerolliEmozionante la performance de “Il Nella”, al secolo Gianluca Merolli, tra i dignitari più coinvolgenti in sala e che si regala al suo pubblico generosamente; prima di abbandonare la sala, strappa a tutti la promessa di non svelare nulla del suo monologo e di assicurare agli altri spettatori che con “il Nella” si ride…a questo punto io posso solo dire che se con “il Nella” si ride, con l’attore Merolli ci si emoziona.

Perfetta la direttrice (Daniele Russo), che chiede al suo pubblico di indignarsi, di agire, di lottare e di far sentire la propria voce, perché è assurdo che il nostro Governo affami i suoi cittadini. Lei con le sue calze a rete, con i suoi tacchi a spillo è il risultato di una società consumista che non ha altri modi di ribellarsi se non quello di “arrangiare”.

Continui rimandi alla cultura e al leit-motiv dell’intero spettacolo: un paese senza cultura è un paese morto. Performer straordinari sono anche “Il Dritto” (Rosaria D’Urso), ermetica la sua interpretazione, e l’ esilarante “Gnegno” (Adriano Falivene).

Uno spettacolo della durata di cinque ore, che non si esaurisce in una sola serata e che non è mai replica di se stesso, fa sì che ogni spettatore che abbandona il teatro si riprometta di tornare ancora, stavolta senza tacchi e borse ingombranti, perché si cammina, si corre e ci si arrampica per scale e soffitte…

Alle persone, poche persone, che ho visto abbandonare con il volto contrito il teatro, perché questo non è uno spettacolo (cit.) riesco solo a dire che Melchionna ed il suo strepitoso cast diventano un’ossessione per chi li ha scoperti, il coraggio di chi un sogno lo ha visto e non soffocato, la forza di chi possiede il presente.

 

Teatro Bellini - via Conte di Ruvo, Napoli

Orario spettacoli: ore 21 (ma l’ingresso sarà consentito fino alle 23.30), domenica 30 ottobre, 6 e 13 novembre ore 18 (ma l’ingresso sarà consentito fino alle 20.30), riposo 1/2/7 e 8 novembre

Biglietti: dal lunedì al giovedì intero € 17,00 - ridotto € 14,00, venerdì/sabato/domenica intero € 20,00 - ridotto € 16,00

 

Articolo di: Romina Attianese

Grazie a: Katia Prota, Ufficio Stampa Teatro Bellini

Sul web: www.teatrobellini.it

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