Dignità Autonome di Prostituzione - Cinecittà Studios (Roma)

Scritto da  Lunedì, 03 Agosto 2015 

Sono trascorsi ormai otto anni da quando la straripante creatività di Luciano Melchionna e Betta Cianchini concepì quell'unicum performativo che porta fieramente il nome di "Dignità Autonome di Prostituzione"; un format che, dopo 39 edizioni, 377 repliche e oltre 370mila spettatori abbracciati in location inconsuete e suggestive, così come nei più prestigiosi teatri della tradizione italiana e in celebri festival internazionali, non accenna minimamente a perdere smalto, trascinante originalità e funambolico eclettismo. Gli oltre quaranta prostituti e maitresse dell'inconfondibile "bordello dell'arte", capitanati dall'incontenibile ed immarcescibile Papi Melchionna, accolgono stavolta i loro clienti nella storica cornice degli Studios di Cinecittà in un irripetibile cortocircuito tra l'atmosfera rorida di storia di questo tempio dell'arte cinematografica e la straordinaria potenza espressiva di una compagine di artisti foriera di un teatro irriverente, goliardico, commovente ed appassionato, in una parola imperdibile.

 

DIGNITA' AUTONOME DI PROSTITUZIONE
uno spettacolo di Luciano Melchionna
dal format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna

Il cast di DAdP@Cinecttà 2015:
Ornella Amodio “La Spagnoletta” / Joele Anastasi “Lia" “Il Diversamente Diverso” / Raffaele Ausiello “Il Vampiro” / Gaia Benassi “La Frigida” / Patrizia Bollini “Il Condannato” / Sandra Caraglia “La Non Camminare Scalza” / Betta Cianchini ”Anya” / Valentina Cruciani ”La Segretaria” / Veronica D’Elia ”L’Anarchica / Marika De Chiara “La Piccola Pornostar” / Sylvia De Fanti “La Francese” / Valentina De Giovanni “L’imbecille”/ Gonzalo De La Verga “Il Macho” / Heidi Di Bitonto “La Mio Fratello” / Gennaro Di Colandrea “Giovanni Miccichè“ / Antonella Elia “La Strega Swing” / Sara Esposito “La Massaggiatrice“/ Clio Evans “Wanda” / Adriano Falivene “Gnegno” / Annarita Ferraro “ La Lolitina“ / Emanuela Gabrieli “La Nave Scuola” / Emanuele Gabrieli “Il Colla ” / Martina Galletta “La Diopuntointerrogativo” / Giulia Galiani “La Pompei ”/ Sebastiano Gavasso “Il Tra Le Pietre” / Luciano Giugliano “Lo Scugnizzo” / Irene Grasso “La Ritrattista” / H.E.R. “ La Dama del fiume” / Alessandro Lui “Il Settimo“ / Claudia Mancinelli “La Marchigiana” / Giulia Maulucci “La Nuda Gratuita “ / Gianluca Merolli “Il Nella” / Momo “La Povera Pazza” / Carla Petrachi “La Pianista” / Ivan Picciallo “L’Arghentino” / Caterina Pontrandolfo “La Piccola Italia“ / Giulia Ricciardi “Nannarella” / Daniele Russo“Lia ‘e Pusileco” / Paola Sambo “I Panni Sporchi ” / Enrico Sortino “ Il Nonlovogliosapere “ / Chiara Spoletini “L’Edicola” / Federica Stefanelli “La Giulietta“ / Sandro Stefanini “Il Militar Gay“/ Adele Tirante “La Bidella“ / Giorgia Trasselli “Un’Altra“/ The Gentlemen’s Agreement

DADP

regia Luciano Melchionna
luci Gianni Caccia
audio Luigi Di Martino
costumi Michela Marino / Milla
aiuto regia Sara Esposito
assistente personale regista Valentina Cruciani
assistenti alla regia Agostino Pannone / Riccardo Toselli
organizzazione Antonio Cappelli
assistente all’organizzazione Catia Priorini
amministrazione Roberta Caldironi
ufficio stampa e web-promotion Melania Petriello
ufficio promozione Alt Academy
management Twelve Entertainment Agency

 

DADPVarcata la soglia monumentale dei Cinecittà Studios accediamo al cortile principale, nel quale solitamente troneggia indisturbata la scultura di Venusia, creata per il film "Il Casanova" di Federico Fellini; nelle notti di questa torrida estate, la placida quiete di questo luogo sacro portatore di memorie di un fulgido passato, ormai lontano ma certamente non dimenticato, è però stata turbata da un'invasione pacifica ma destinata a non passare certo inosservata.

Un maestoso, colorato tendone da circo è pronto ad accogliere infatti le centinaia di spettatori che ogni sera invadono il "bordello dell'arte" in cui il tenutario d'eccezione Luciano Melchionna ha assiepato una compatta schiera di interpreti, minuziosamente scelti tra i migliori attori, musicisti e giocolieri che la nuova generazione italiana possa orgogliosamente offrire. Ciascun cliente ha ricevuto all'ingresso una manciata di "dollarini", inconsueta valuta di scambio per accaparrarsi, in questo avvolgente microcosmo parallelo, le più pregiate pillole teatrali elargite dagli avidi prostituti e prostitute di questa "casa chiusa dell'arte"; obbligatorio contrattare il compenso, per non esaurire subito il proprio gruzzoletto e poter assaporare più performance possibili, ma ancor più importante sarà dischiudere lo spirito, lasciarsi incuriosire, sorprendere, trafiggere dall'emozione o graffiare dal caustico sarcasmo che tutti gli attori elargiranno copiosamente in monologhi scritti in larga maggioranza dallo stesso Melchionna o attinti dal repertorio classico ed opportunamente rivisitati - da Pirandello a Pasolini, passando per Shakespeare, Hugo e Dostoevskij - nel comune denominatore della ricerca di autentica meraviglia e della contaminazione di linguaggi.

Ma prima di abbandonarsi al tourbillon di incontri da fruire in intimità, l'intera famiglia dei nostri dignitosissimi anfitrioni accoglie i propri avventori con una sontuosa cerimonia di apertura. Dall'alto di una terrazza il Nella (Gianluca Merolli, sempre capace di interpretazioni superlative sia nel canto che nella recitazione) ci immerge sin da subito in un'atmosfera struggente sulle note di "Your Love (Once Upon A Time in the West)" di Ennio Morricone, colonna sonora della pellicola "C'era una volta il West" di Sergio Leone, incipit perfetto per omaggiare la straordinaria location che avremo stasera il privilegio di godere in tutte le sue sfaccettature. Ma ecco sopraggiungere baldanzoso su un ballatoio attiguo il bizzarra quartetto custode del bordello, pronto a descrivere minuziosamente le "regole del gioco": l'algida ed autoritaria direttrice Lia (Joele Anastasi), la sua svampita e prorompente fidanzata Wanda (Clio Evans), la stravagante mascotte Gnegno coi suoi equilibrismi giocolieristici (Adriano Falivene) e la tanto minuta quanto saputella e intransigente Anarchica (Veronica D’Elia). All'interno del tendone da circo avremo poi l'opportunità di assaporare la vocalità imperiosamente patriottica de “La Piccola Italia“ (Caterina Pontrandolfo), per poi abbandonarci alla energica parentesi burlesque offerta dal Macho (Gonzalo De La Verga) in perfetta tenuta da toreador, sintesi ben calibrata di provocante sensualità e giocosa autoironia. E non contenti di questa esplosiva accoglienza orchestrata da un Papi Melchionna in strepitosa forma, anche un ospite musicale di assoluta eccezione: ad avvolgerci di ineffabile emozione Marco Guazzone e gli Stag con la magnetica ballata "Guasto", poliedrici musicisti tra i più interessanti della scena capitolina in passato apprezzati anche sul palcoscenico sanremese e in innumerevoli concerti in Italia e all'estero. Divisi tra il desiderio di continuare ad ascoltare la loro pregiata musica e i tentacolari prostituti e maitresse che tentano di accaparrarsi clienti nella baraonda dei primi concitati istanti di apertura ufficiale del bordello, finiamo per lasciarci catturare dal nostro percorso alla scoperta di più "pillole di arte teatrale" possibili.

La nostra serata si dipanerà lungo quattro capitoli di umano disagio e sofferenza, desiderio di riscatto e tentazione di sprofondare nell'abisso, quattro storie di un'umanità in disarmo che però non demorde e cerca di aggrapparsi pervicacemente alle proprie forze per non soccombere. La direttrice Lia (Joele Anastasi), indossando i panni de “Il Diversamente Diverso” e conducendoci nella penombra degli uffici deserti di Cinecittà, si avventerà contro le categorie precostituite e le rigide definizioni di "normalità" e "diversità" tanto care ai benpensanti, per lanciare un grido ferino alla ricerca dell'umana desaparecida autenticità, rivendicare valori dimenticati e non abbandonarsi alla squallida mediocrità imperante. Subito dopo veniamo condotti nella imponente cornice della New York ottocentesca ritratta dal set di "Gangs of New York" di Martin Scorsese, per condividere le vicende esistenziali de "Il Colla" (Emanuele Gabrieli); insofferente al viscido bitume con cui troppo spesso il prossimo, incapace di reale ascolto e comprensione, si avventa insensibilmente sulle nostre fragilità per pura indiscreta curiosità, il nostro protagonista vedrà smorzare la propria rabbia animalesca solo al pensiero di ben altra colla, quel balsamo lenitivo e profumato che accompagna lo spontaneo sbocciare di un tenero sentimento d'amore. Nemmeno il tempo di ritornare sotto i baluginanti riflettori del circo-bordello, che veniamo irretiti da un effervescente "Scugnizzo" partenopeo (Luciano Giugliano), il quale ci conduce in una radura ai margini degli Studios e ci raccoglie in prossimità di un albero per disvelarci i segreti inconfessabili che hanno sconvolto per sempre la sua anima: una vita regolare ed un amore sereno accanto ad un ragazzo devoto e generoso non hanno saputo placare la sua fame insaziabile di sesso violento, sudicio, pericoloso alla mercé di completi sconosciuti; una spirale di depravazione che lo condurrà però ad uno strapiombo senza ritorno allorchè coinvolgerà in questi sentieri di dissipazione il sino ad allora ignaro e limpido compagno. Infine, rubando forse qualche minuto all'imminente liturgia di chiusura del bordello, ci avventuriamo celermente lungo le sale dedicate a Fellini e Visconti all'interno della mostra permanente Cinecittà Si Mostra per raggiungere una sorta di spelonca all'interno della quale ascolteremo “Il Tra Le Pietre” (Sebastiano Gavasso): una violenza cieca ed animalesca sferrata senza alcuna giustificazione contro la propria donna inerme o contro un automobilista reo di non aver ceduto il passaggio costituisce il simbolo di una sofferenza sconfinata, dell'impossibilità di innalzare l'accorata richiesta di aiuto che si annida nei recessi del suo animo.

DADPQuattro attorialità diverse ma tutte solide ed emozionanti: Anastasi instaura con il suo pubblico un fortissimo legame empatico, grazie alla totale adesione emotiva al suo personaggio e al suo pathos recitativo viscerale; Gabrieli dona carnalità e struggente passione alle istanze indagate nel suo monologo, con indubitabile carisma e personalità; Giugliano attraversa con sensibilità e generosità le tappe esistenziali con cui il suo scugnizzo precipita in un luttuoso baratro di abiezione; infine Gavasso con incredibile intensità e padronanza tecnica, sfida le condizioni ambientali decisamente proibitive in cui ha luogo la sua performance, riuscendo a commuovere e turbare profondamente ogni singolo spettatore. Quattro attorialità di primissimo livello, a testimoniare che "Dignità Autonome di Prostituzione" oltre che un format originalissimo ed incredibilmente longevo è anche una fucina di eccellenti artisti, sapientemente guidati dalla possente direzione registica di Melchionna e dal suo approccio maieutico alla creazione teatrale.

E' però giunta l'ora del congedo e, per stringersi in un ultimo caloroso abbraccio, l'appuntamento è sotto lo sfavillio del tendone circense: tra spassosi siparietti con una Wanda in un'inedita versione indiana alle prese con un elefante mignon, prodezze giocolieristiche con burleschi deragliamenti nella clownerie dell'irresistibile Gnegno e i brani musicali interpretati con sentimento e trasporto da Gianluca Merolli, Valentina De Giovanni, Antonella Elia, Momo, H.E.R., Adele Tirante e i The Gentlemen’s Agreement un'atmosfera festosa ci conduce nella notte inoltrata; ma non finisce qui, perchè come da tradizione il bordello dell'arte chiude i propri battenti coinvolgendo tutti i propri ospiti nelle danze sfrenate di una enorme balera, senza confini, timidezze o inibizioni, tutti quanti - prostituti, maitresse e clienti - a esorcizzare i problemi del quotidiano attraverso il potere liberatorio del movimento e della sincera condivisione.

A questo punto sorge spontanea la domanda: se Luciano "Papi" Melchionna per gli otto anni di "Dignità Autonome di Prostituzione" è riuscito a espugnare Cinecittà tornando a colorarla di così tante, variegate emozioni, cosa potrà accadere per le celebrazioni del decennale? Ritroveremo forse i nostri amati dignitosi ad occhieggiare ai clienti dai fornici del Colosseo oppure agghindati di tutto punto in qualche palazzo nobiliare della Roma Barocca? Non vediamo l'ora di scoprirlo!

 

Cinecittà Studios - via Tuscolana 1055, Roma
Orario spettacoli: martedì 14, mercoledì 15, sabato 18, mercoledì 22, giovedì 23, venerdì 24, sabato 25, giovedì 30, venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto, ore 21.00
Durata spettacolo: circa 4 ore
Biglietti: È possibile acquistare i biglietti presso la biglietteria di Cinecittà si Mostra nei giorni in cui si terrà lo spettacolo a partire dalle 09:30. Prevendite circuito TicketOne.it
Ristorazione: Il Caffè di Cinecittà, all’interno degli Studi è presente un elegante bistrot che per l’occasione rimarrà aperto durante le serate di spettacolo.

Articolo di: Andrea Cova
Foto di: Angelo Palombini
Grazie a: Melania Petriello, Ufficio stampa DADP; Vincenzo Vasco, Digital PR Estrogeni
Sul web: www.cinecittasimostra.it - www.dignitaautonome.it

 

Video

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP