Dignità Autonome di Prostituzione - Casale della Cervelletta (Roma)

Scritto da  Antonella Vercesi Giovedì, 18 Giugno 2009 
dignità autonome di prostituzione

Dal 12 al 14 giugno. Attori che indossano i panni di seducenti prostitute e si muovono in spazi adibiti a casa chiusa, ricercano il cliente-spettatore a cui vendere la performance artistica di dieci minuti. Il pubblico, diviso per stanze e relativo spettacolo, è di massimo quindici persone.

 

DIGNITA’ AUTONOME DI PROSTITUZIONE

Regia di Luciano Melchionna

uno spettacolo di Luciano Melchionna dal format Cianchini/Melchionna

Interpreti:

Tiziana Avarista (La madre)
Gaia Benassi (Frigida)
Giovanni Maria Buzzatti (Goran, la guardia del corpo)
Betta Cianchini (Anja)
Sylvia De Fanti (La francese)
Clio Evans (Wanda)
David Gallarello (L’inquisitore)
Veronica Gentili (La meglio di niente)
Sandro Giordano (Lia)
Gabriele Guerra (Cerebro)
Giulia Innocenti (L’acqua e il sapone)
Milena Mancini (La 1004)
Fabio Mascagni (Il non lo voglio sapere)
Alessandra Muccioli(L’essere clone)
Momo (La povera pazza)
Valerio Morigi (Er meccanico)
Massimiliano Nicosia (Jane)
Giada Prandi (La mogliettina)
Giulia Ricciardi (Nannarella)
Paola Sambo (La russa)
Federica Stefanelli (La Giulietta)
Sandro Stefanini (Militargay)
Angelo Tantillo (L’onanista)
Adele Tirante (Mademoiselle A)
Nella Tirante (Fantasma)
Thyago Alves (O Brasileiro)
Gabriele Elliot Parrini (Er Menestrello)
Rita Gianini (La Pompa)

 

Monologhi cuciti come seconda pelle esaltano le capacità di questi professionisti che portano all'estremo limite l'interpretazione di un alter ego, magistralmente individuato dal regista Luciano Melchionna.

“Dignità Autonome di Prostituzione”, dal progetto Luciano Melchionna-Elisabetta Cianchini, è una compagnia di attori, con la particolare caratteristica di rappresentare un esercito di parenti, zii, sorelle, amici di casa, relazionati secondo le gerarchie di un vero nucleo familiare tradizionale: chi è nato prima, dalla penna dell'Amministratore, detiene le redini della casa chiusa. Oggi, il gruppo ha scelto uno spazio suggestivo: a Roma, all'interno del festival “Eclettica”, Casale della Cervelletta, a pochi chilometri dalla frenetica vita cittadina, in aperta campagna. Dalla tenuta si aprono i cancelli di fronte agli occhi increduli e ai piedi scalpitanti di un pubblico che li conosce o ha sentito parlare delle meraviglie a cui si associano.

L'umanità accalcata che attende, in comune, possiede la vibrante curiosità di buttarsi tra le braccia di questa Sagrada Familia un po' retrò, perché si sa, è assicurato il viaggio profondo, ironico e divertito che il loro teatro ci porta, accompagnati per mano in una messa in scena davvero unica.

Insieme al biglietto sono allegati quattro dollarini con cui si possono pagare le prestazioni delle prostitute attrici o prostituti attori, disponibili nelle stanze, per dieci, massimo quindici persone.

Ma, i monologhi, fruibili in pillole di  un quarto d'ora, sono davvero tanti e godere delle rappresentazioni  di ognuno diventa necessario come salire sulle giostre e non stancarsi mai.

Districarsi nel movimento caotico per trovare l'eroe di cui vogliamo sentire la storia è l'obiettivo principale e l'immenso fluire di corpi in cerca d'attori è governato dalle fantastiche improvvisazioni delle maitresse “Wanda”, “Lia la Direttrice” con i suoi fratelli ”La Frigida” (Gaia Benassi) e  “il Cerebro” (Gabriele Guerra) che  ci aiutano a trovare posto nella vita del personaggio.

É uno spettacolo itinerante di fusione attore-spettatore, la sottile linea che li divide è marcata da vestaglie di seta, guepière e talenti impegnati nel tenere un personaggio dentro e fuori la stanza in cui si consuma il gentile atto d'amore artistico.

I quattro gettoni di carta che ci hanno dato all'ingresso non bastano più, riesco a vedere “1004 anni a Piazza Venezia”, “l Australiana” Milena Mancini che mi commuove, bellissima all'apparenza, racconta il male profondo e nascosto che cela l'uomo più impensabile; “La Mogliettina” Giada Prandi, attrice sfortunata e brava, sta rinunciando al sogno per ricercare il temibile acaro della polvere, ma il telegramma che arriva, non è l'ennesima brutta notizia sul lavoro, è solo morto suo marito.

“Momo” e le certezze che ti danno quegli amici che ci sono per farti sentire vivo. “La Francese”- Sylvia De Fanti tiene tra le calze a rete il desiderio feroce a cui tutti aspirano e, reduce da un passato tragico, sceglie di fare la prostituta, perché vuole quello che fa.

“Il Non lo voglio sapere”- Fabio Mascagni, scisso in due. Una parte di sé chiede il perché di tutto, il superfluo, perché il barbone legge il giornale e il tale non si lava, l'altra, più leggera, esiste, motivo: semplicemente non lo vuole sapere.

“La meglio di niente” Veronica Gentili, diretta come un macigno nel dire quella che pensa, cinica, mischia delicatezza e forza.

Per vederli tutti non resta che attaccarsi alla gonnella della “Gelida”- Alessandra Muccioli, lei vende altre fiches, oppure trattare a fine serata un monologo in saldo, quando tempo e denaro scarseggiano.

Il gran finale è garantito. In un primo tempo si muove, tra botta e risposta, lo show delle tre  star “Wanda”-Clio Evans che prova a cantare senza troppi risultati, ma assicura effetti strabilianti nel resto delle sue doti, “L' insegnante” Massimiliano Nicosia in arte Jane, che resuscita dal sarcofago dopo il gorgheggio di riscaldamento e “Lia la Direttrice” alias Sandro Giordano, sexy governante.

New York New York di Lisa Minnelli è la colonna sonora con cui gli attori ci chiedono gentilmente di levare le tende, noi, impacciati spettatori, balliamo, senza la minima intenzione di andarcene, ma sono le tre di notte, forse è giunto il momento di scendere dalla giostra.

Avrei voluto sapere dove ci avrebbe portato il “Fantasma” Nella Tirante, per quale motivo “Mademoiselle A” (Adele Tirante) si chiama così e la vera storia di“ Er Meccanico” Valerio Morigi.  Giulia Innocenti “Acqua e sapone”, Paola Sambo “La Russa”, Elisabetta Cianchini “Anja”, Sandro Stefanini “Il Militar Gay”, Angelo Tantillo “L'Onanista” erano interessanti, ma partecipare anche alla loro storia richiedeva un rave teatrale di due giorni. Per la prossima volta in lista “La madre” Tiziana Avarista e la sua gabbia con uccellino annesso,  Federica Stefanelli, dolce, “La Giulietta”, Giovanni Maria Buzzati bestiale “Guardia del corpo” , David Gallarello “L'inquisitore” che fa molto portiere del Rocky Horror Pictures Show e Giulia Ricciardi “Nannarella”, forse per lei si deve prenotare, c'era la fila di fronte alla porta della stanza  e i fortunati, all'uscita, erano tutti molto soddisfatti.

 

Casale della Cervelletta, Roma uscita Tor Cervara

Festival Eclettica

Ore 21.00, biglietti 12 euro

 

Articolo di: Antonella Vercesi

Sul web: www.ecletticalab.org

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