Diffidate dalle parole - Teatro Arsenale (Milano)

Scritto da  Lunedì, 30 Novembre 2015 

Sino al 17 dicembre, il Teatro Arsenale di Milano presenta al suo pubblico una piéce spassosissima e leggera, “Diffidate dalle parole”, di Jean Tardieu (1903-1995). Lo spettacolo riunisce tre brevi commedie del poco conosciuto autore francese: “Lo sportello”, “Finite le vostre frasi!” e “Di che si tratta?”. Sorprendenti gli attori, che offrono il loro piacere di recitare, il piacere delle parole e quello di recitare con le parole.

 

Produzione Teatro Arsenale presenta
DIFFIDATE DALLE PAROLE
traduzione Federica Locatelli
adattamento e regia Marina Spreafico
con Claudia Lawrence, Mario Ficarazzo, Giovanni Di Piano, Isabella Bert Sambo
scene e dipinti Ambra Rinaldo
costumi Lella Diaz
ambientazione sonora Walter Prati
luci Christian Laface
assistente ai costumi Alessia Donnini

 

Il pubblico presente nel foyer del suggestivo Teatro Arsenale è invitato da una dinoccolata signora, dall'aria un po' burlesque, a seguirla in una vecchia soffitta; “una soffitta dove sono accatastati, in apparente disordine, tanti momenti di vita; una gran confusione, vista dal buco della serratura o sbirciando dalla porta appena socchiusa; ma dove basta entrar senza paure per ritrovare volti, situazioni, suoni, immagini…”.

Eccoci entrati nell'universo di Tardieu, autore poco conosciuto in Italia e non troppo ricordato in Francia, dove nasce nel 1903 all'interno di un doppio universo: musicale e pittorico. La madre è infatti suonatrice d’arpa ed il padre pittore post-impressionista. Questo doppio universo lo porta a costruire ponti con la scrittura. “Non ho fatto altro nella mia vita, dirà, che trasferire nella mia scrittura quello che avevo imparato in pittura e nel comporre musica”.

La sua passione è l'arte astratta di Hans Hartung, Kandinsky, Klee. E l' astrazione è presente nella sua opera che parla di un universo invisibile, ma reale perché pieno di sensazioni, messaggi, parole e per questo forse più intenso della realtà che resta incompleta. Poiché per Tardieu il linguaggio tradizionale è inadeguato a descriverla, la scompone, la disarticola, giocando con le parole. Le sue opere di teatro, spesso brevi, partono da una situazione semplice, banale, in cui i dialoghi inizialmente convenzionali vanno trasformandosi in qualcosa di solo apparentemente incoerente, astratto, che stupisce, fa sorridere, ma che in realtà nasconde una ricerca musicale e di senso sofisticata e profonda.

Come in “Lo Sportello”, dove una banale richiesta di informazioni sull'orario e la destinazione di un treno si traduce nel senso del viaggio della vita. O in “Finite le vostre frasi!”, dove due vecchi amanti si rincontrano e si parlano con frasi incompiute ma dense di senso. Il pubblico ride divertito, trasportato dal gioco delle parole. Bravissimi tutti gli attori. Un plauso particolare a Claudia Lawrence che, con la leggerezza dei suoi 90 anni, va oltre il reale, sorvola l'assurdo, si prende gioco delle convenzioni (non solo lessicali).

“Era primavera, poi ha nevicato, poi era autunno, poi fu l'estate e non so più in che ordine si sono avvicendati: che cosa mai è successo? noi uomini assai spesso restiamo ingarbugliati assieme con la vita senza aver mai capito che cosa sia successo”.

 

Teatro Arsenale - via Cesare Correnti 11, 20123 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02.8321999, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da mercoledì a sabato ore 21, domenica ore 16
Biglietti: € 22 - 15

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Valentina Colorni, Ufficio stampa Teatro Arsenale
Sul web: www.teatroarsenale.it

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