Dieci storie proprio così, terzo atto - Teatro India (Roma)

Scritto da  Venerdì, 30 Marzo 2018 

Nell’ambito del Festival dell’impegno civile, al Teatro India di Roma va in scena lo spettacolo “Dieci storie proprio così - terzo atto”, una raccolta di voci, storie, testimonianze, coraggio contro la mafia, verso la dignità; si tratta della nuova tappa di un percorso narrativo che attraversa il Paese, sottolineando l’esistenza di un spina dorsale, sana, che nonostante le mille difficoltà, lo sostiene.

 

DIECI STORIE PROPRIO COSÌ - terzo atto
da un’idea di Giulia Minoli
drammaturgia Emanuela Giordano e Giulia Minoli
regia Emanuela Giordano
con Daria D’Aloia, Vincenzo d’Amato, Tania Garribba, Valentina Minzoni, Alessio Vassallo
e con Tommaso Di Giulio (chitarre) e Paolo Volpini (batteria)
musiche originali Tommaso Di Giulio
video Davide Bastolla
aiuto regia Tania Ciletti
foto Andrea Boccalini
produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Napoli - Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione - Teatro Nazionale, Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus - Centro di Produzione Teatrale
in collaborazione con Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale e The Co2 Crisis Opportunity Onlus

DIECI STORIE PROPRIO COSÌ è parte integrante del progetto “Il Palcoscenico della legalità”
assistenti al progetto Giulia Agostini, Noemi Caputo, Tania Ciletti, Ilaria Meli

Il progetto è promosso da The Co2 Crisis Opportunity Onlus, CROSS-Osservatorio sulla Criminalità Organizzata, Fondazione Polis, Libera, Fondazione Falcone, Centro Studi Paolo Borsellino, Università di Pisa - Master in Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione, daSud, Italiachecambia.org, LARCO - laboratorio di analisi e ricerca sulla criminalità organizzata Università di Torino
con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e del Ministero della Giustizia
con il sostegno di Fondazione con il sud, SIAE, Poste Italiane, Eni

 

I migliori alleati della criminalità organizzata sono l’indifferenza, l’ignoranza, la distanza. E’ per questo che il teatro ha l’onere gravoso di rappresentarne l’antidoto, suo è il compito di favorire la ricostituzione della comunità umana, di far sentire la sua voce sincera in modo tanto forte da poter penetrare il silenzio di comodo.

Questo è il prezioso lavoro che Giulia Minoli ed Emanuela Giordano fanno, da anni, con qualità e passione e che si traduce ora nell’esito rappresentato dalla mise en scene al Teatro India.

“Dieci storie” racconta squarci di vita eccezionale e quotidiana al tempo stesso, storie di fragilità e di inevitabile, urgente coraggio, coscienza, rinuncia, conquista, consapevolezza. Bertolt Brecht affermava: “Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi”; il nostro popolo non è ancora beato e, spesso, ci si ritrova eroi solo per sopravvivenza, per dignità, per sfuggire l’orrore e una vita di errore.

Scelte difficili, consapevoli, come l’ostinata integrità del procuratore Bruno Caccia, pagata con la vita, la tenacia di Giovanni Tizian e Gaetano Saffioti, giornalista e testimone di giustizia, entrambi sotto scorta, la costanza dei ragazzi di “Cortocircuito, associazione culturale antimafia nell’apparentemente insospettabile Reggio Emilia, dove le infiltrazioni della criminalità organizzata sono state messe a nudo proprio dalle loro video-inchieste.

Colpiscono la poesia della salvifica orchestra Sanitansamble, progetto di educazione musicale ispirato al modello didattico “El sistema” creato da Josè Antonio Abreu, scomparso purtroppo in questi giorni, e la creatività della cooperativa sociale “La paranza” e dell’associazione “Torpiùbella”; e ancora meravigliose guerriere come la giornalista Federica Angeli, la collaboratrice di giustizia Maria Stefanelli o l’imprenditrice Elena Ferraro.

Vite raccontate con ritmo ed empatia dai bravi attori in scena, sostenuti da una scenografia duttile, accogliente, resiliente. Storie non solo da ascoltare, con partecipazione a teatro, ma da cercare intorno ad ognuno di noi. Italo Calvino ci ammoniva: “L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui… Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui, ovvero cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

 

Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) 1, 00146 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.684.000.311/314, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 21 marzo ore 21, 22 ore 11 e ore 17, 23 marzo ore 19, 24 marzo ore 18, 25 marzo ore 17, 26 marzo riposo, 27 marzo ore 9.30 e ore 11.30, 28 e 29 marzo ore 21
Durata spettacolo: 70 minuti + dibattito (45 minuti circa)

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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