Dieci storie proprio così - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Scritto da  Venerdì, 27 Gennaio 2017 

Dal 24 al 29 gennaio in scena al Piccolo Teatro Grassi “Dieci storie proprio così”, un’opera-dibattito sulla legalità, con drammaturgia di Emanuela Giordano e Giulia Minoli e la regia della stessa Giordano. Un bel lavoro, denso, stilisticamente impeccabile, teatro di denuncia e teatro-giornalismo che però mantiene intatta la vocazione del teatro senza diventare altro. Bella interpretazione con un’elegante scenografia, di grande equilibrio nei tempi e nei toni. Un inno alla vita e alla sua dignità nel segno dell’onestà dove il grido “combattiamo” è un monito a non rinunciare e a considerare il teatro come un possibile strumento.

 

DIECI STORIE PROPRIO COSÌ
da un'idea di Giulia Minoli
drammaturgia Emanuela Giordano e Giulia Minoli
regia Emanuela Giordano
musiche originali Antonio di Pofi e Tommaso Di Giulio
aiuto regia Tania Ciletti
con Daria D’Aloia, Vincenzo d’Amato, Tania Garribba, Valentina Minzoni, Salvatore Presutto, Diego Valentino Venditti, Alessio Vassallo
e con Tommaso Di Giulio, chitarre e Paolo Volpini, batteria

“Dieci storie proprio così” è parte integrante del progetto “Il Palcoscenico della legalità”
assistenti al progetto Ludovica Siani, Noemi Caputo, Luca Caiazzo

una produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa, Teatro di Roma - Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Napoli - Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale
in collaborazione con The CO2 Crisis Opportunity Onlus

Il progetto è promosso da Università degli Studi di Milano - Corso di Sociologia della Criminalità organizzata, Fondazione Pol.i.s., Libera, Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, Centro Studi Paolo Borsellino, Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, Fondazione Silvia Ruotolo, Italiachecambia.org.
con il patrocinio del Ministero della Giustizia e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

con il sostegno di Fondazione Cariplo, Banca Intesa, Enel Cuore, Fondazione con il sud, SIAE

 

“Dieci storie proprio così”, scritto da Giulia Minoli ed Emanuela Giordano, che ne cura anche la regia, in scena al Teatro Grassi dal 24 al 29 gennaio, racconta le vittime innocenti della criminalità organizzata, storie di impegno civile e riscatto sociale, di responsabilità individuali e collettive, di connivenze istituzionali e di taciti consensi ed è uno spettacolo dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il richiamo è a storie note come quella di Lea Garofalo, uccisa a Milano e ricordata anche per il recente film per la Rai di Marco Tullio Giordana, e anche a fatti di cronaca quotidiana che sarebbero rimasti inascoltati.

Un’ora densa che calibra in modo impeccabile lo spettacolo dove ogni battuta e movimento sono parte di una sinfonia: una toccante testimonianza corale, un appassionato affresco che ha il colore del coraggio, quello dimostrato dalle associazioni di ragazzi caparbi, e della tenacia, quella dei parenti delle vittime e di tutti gli italiani che fanno dell'impegno un diritto inalienabile.

Lo spettacolo nasce come opera-dibattito sulla legalità - parola della quale tutti si riempiono la bocca ma che spesso viene considerata vuota - e, partendo dall’esperienza della Campania, si è arricchito con storie di dolore e riscatto della Sicilia e del Lazio. Storie di Camorra e di Scampia, diventata una metafora, della n’drangheta calabrese e della mafia siciliana ma anche della corruzione romana e di Ostia che non ha più un lungomare ma un “lungo-muro” perché l’abusivismo l’ha cementificata. Dal 2017, in occasione dei 25 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, viene presentata una nuova versione drammaturgica con un ulteriore approfondimento su Mafia Capitale e sui legami tra la ‘ndrangheta calabrese e le sue ramificazioni in Lombardia.

“Dieci storie proprio così” è una ragionata provocazione contro quella rete mafiosa, trasversale e onnipresente, che vorrebbe sconfitta la coscienza collettiva, la capacità di capire e reagire. Presentato per la prima volta all’interno della stagione Educational del Teatro San Carlo di Napoli nel 2011, lo spettacolo nasce dall’incontro con decine di familiari di vittime innocenti di mafia, camorra, criminalità e con i responsabili di cooperative ed associazioni che sulle terre confiscate alla mafia hanno costruito speranze, lavoro, accoglienza, idee. In seguito a questo primo traguardo, lo spettacolo è diventato parte integrante di un progetto nazionale, ‘Il palcoscenico della legalità’, che coinvolge scuole, carceri minorili e teatri. La cultura diventa strumento di educazione alla legalità, attraverso il teatro, per apprendere insieme un nuovo alfabeto civile.

All’interno dello spettacolo infatti c’è il teatro nel teatro: il teatro può salvare, come ogni forma di arte e di lavoro percepito nella sua creatività, i ragazzi dalla strada e dalla deriva. Da allora sono stati attivati laboratori nelle scuole (più di 30.000 gli studenti coinvolti) e negli istituti penitenziari minorili. Attualmente il progetto educativo è attivo nelle scuole di Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia e nell’IPM Malaspina di Palermo e di Ariola (Bn). Dal 2017, il progetto si arricchisce della naturale collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e in particolare con il Corso di Sociologia della Criminalità organizzata di Nando Dalla Chiesa, con il quale il Piccolo, attraverso l’‘Osservatorio sul presente’ svolge, da tre anni, un intenso lavoro di studio e riflessione sui temi della legalità. Il lungo e rigoroso percorso scientifico ha portato, nel 2014, alla produzione di E io dico no diretto da Marco Rampoldi.

Lo spettacolo è un lavoro in fieri, in continua evoluzione perché chi ha lavorato al testo e alla costruzione della performance continua a lavorare anche fuori dal palcoscenico, raccogliendo testimonianze, domande e riflessioni frutto di esperienze diverse che entrano a vario titolo allo spettacolo. Interessante il modo di porsi del lavoro che non è didascalico né si propone come una serie di proclami o di tesi da sostenere. E’ invece l’incarnazione dell’essenza del giornalismo mosso da una sana curiositas, lontana dalla morbosità e dalla chiacchiera pettegola. E’ invece animato dalla voglia di capire le ragioni profonde e nascoste, animato dal coraggio delle verità più che dello scandalo; dall’ardore della testimonianza che è vissuto in prima persona, a proprio rischio e pericolo - come narra una delle storie raccontate: complimenti e licenziamenti per chi cerca davvero l’autenticità dell’informazione - senza pretendere di fare scuola agli altri ma piuttosto prefiggendosi di rendere un servizio sociale come dovrebbe essere la politica. Non certo quella che diventa, come è diventata nella maggior parte dei casi, un affare privato. Anche il teatro, questo teatro, come il giornalismo proposto, non si nutre di lusinghe, si rivolge soprattutto ai giovani, non promettendo certo guadagni facili ma stimoli prima che messaggi e consigli.

Sotto il profilo strettamente teatrale, lo spettacolo è di grande pulizia stilistica, con musica dal vivo, e un gioco di alternanza di voci e interpretazioni convincenti e calibrate, di un gruppo misto tutti in camicia bianca e pantaloni scuri, che interpretano storie mentre il gioco di luci sul fondo nero disegna parole e frasi come il gessetto sulla lavagna, i veri messaggi e il senso del raccontare, come “le idee che non si nutrono di paure” e il fatto che “mostri non si nasce ma si diventa”. Un modo certamente contemporaneo di fare teatro che però ne conserva i canoni dell’emozione e della presenza scenica senza diventare una vetrina per chi vuole dispensare la propria verità.

Sulla webtv del Piccolo Teatro il trailer dello spettacolo: bit.ly/Diecistorie

 

Piccolo Teatro Grassi - via Rovello 2, Milano (M1 Cordusio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 0242411889, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì ore 15 e 20.30; venerdì ore 20.30; domenica ore 16
Biglietti: platea 25 euro, balconata 22 euro
Durata spettacolo: 1 ora e 10 minuti

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Valentina Cravino e Edoardo Peri, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

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