Dieci - Fonderia Napoleonica (Milano)

Scritto da  Sabato, 04 Giugno 2016 

Elena Dragonetti porta in scena Dieci, tratto dal romanzo di Andrej Longo, uno spettacolo teatrale in cui dieci personaggi attraverso dieci monologhi si raccontano. In cui dieci vite narrate da dieci voci diverse disegnano quell’universo denso e variegato che è Napoli. Dieci come i dieci comandamenti. A cui ogni monologo è intitolato. E a cui ogni personaggio è legato. Dieci non è solo Napoli. E’ quella speciale capacità umana che permette di sopravvivere alle condizioni più estreme, di accettare e normalizzare anche l’intollerabile. E’ uno spettacolo dentro al quale poter ritrovare una parte della propria fatica di vivere e forse, tra le righe, una possibile via di scampo.

 

Narramondo & Teatro Altrove presentano
DIECI
dal romanzo di Andrej Longo
con Elena Dragonetti
regia Elena Dragonetti e Raffaella Tagliabue
scene Lorenza Gioberti
costumi Francesca Marsella
luci Danilo Raja
movimenti e foto di scena Valeria Chiara Puppo
video Laboratorio Probabile Bellamy
progetto crowdfunding Gabriella Barresi
grafica Gaea Riondino
datore luci Michele Ceglia
organizzatrice di compagnia Antonia Proto Pisani

 

Dieci è uno di quegli spettacoli inaspettati, difficili da dimenticare proprio perché imprevisti. A valere il prezzo del biglietto è anche la location: gli spazi per il festival Isola Off sono quelli della Fonderia Napoleonica, un tempo destinata alla fusione del bronzo e oggi riportata alla vita come sede di eventi, mercatini e, finalmente, anche per il teatro. È un allestimento che dimostra come anche con scarsi mezzi - l’aiuto di una campagna di crowdfunding, un palco pressoché vuoto, giochi di luce e una colonna sonora azzeccatissima - si possa far molto, moltissimo.

Dieci sono i comandamenti, a segnare le storie che Elena Dragonetti, sola sul palco, porta in scena. Nonostante non ci sia un’unica vicenda “da seguire”, che sia capace di avvincere con la sua suspense, come accadeva in Qui città di M, noir riuscitissimo dell’ultima stagione dell’ATIR, la Dragonetti riesce a non scadere mai nel banale o nel ripetitivo: la rappresentazione è viva e ritmata grazie alla danza, ai video proiettati, ai movimenti netti e decisi, alle luci e ai cambi d’abito in scena, capaci di incarnare i più tipici clichè della periferia napoletana.

Dieci sono gli squarci che aprono uno spaccato sulla città, scendendo nei suoi anfratti più oscuri. Si va dalla storia, intensissima, del figlio tredicenne che uccide la madre per sottrarla alle sofferenze della malattia, fino al siparietto ilare e grottesco di un “matrimonio per forza” in cui una casalinga cafona e arricchita, vestita d’infelicità e di un bustino tigrato, cerca di costringere la figlia alle nozze con il minaccioso reuccio del paese. Terribilmente reale la sensazione di morte che assale la platea di fronte alla voce registrata che racconta dello stillicidio della vita quotidiana di un cocainomane che trema sul palco, si torce, si accarezza il volto con la punta del coltello.

Dieci è uno spettacolo che racconta con attenzione e delicatezza il dolore, senza risultare stucchevole o ricorrere a infingimenti buonisti e strumentalizzazioni di tono patetico e retorico. È un collage di storie oneste, dirette, una serie di squarci e di strappi che costringono lo spettatore a guardare in faccia i padri che insegnano ai figli a sparare, come in un videogioco, o la “vrenzolella”, bel soprammobile da difendere nella discoteca di turno.

Emerge in tutta la sua forza il lavoro di ricerca, profondo e attento, sulle diverse declinazioni umane: la Dragonetti è credibilissima nella carne vibrante dei ben più di dieci ruoli in cui si è calata. Riesce a sostenere con forza e intensità la durezza delle sue storie e la schizofrenia che vive sul palco: è giovane e adulta, figlio e madre, padre e sacerdote. È spavalda con la canotta bianca, la targhetta e il bicipite allenato del diciassettenne Pipillo e persino ingenua, sciocca a tratti, nella nudità e nel ventre flaccido della moglie che s’accontenta di incontrare il marito pizzaiolo ogni martedì per tredici anni, per un pugno di ore.

Se i personaggi non sono presenti sul palco, la storia riesce a coinvolgerti senza mai farti spegnere l’attenzione, ti spinge a unire i punti, a completare i contorni, a attivare l’immaginazione e a costruire altre storie: per tutta la prima parte della sua storia, la gonna in pelle di Rosa e le sue scarpe di raso rosso, lasciano presagire ben altro che un aborto clandestino per strappare via il figlio di un padre violento.

Sono certa che anche gli altri spettatori abbiano avuto la sensazione di vedere correre all’impazzata, dritta davanti a sé, la Ferrari rossa che Rolex, Panzarotto e Ray Ban, hanno per una sfortunata e tragica coincidenza rubato allo scagnozzo di un boss o la fila di drogati in attesa della dose tra gli squallidi palazzone del rione. Se Dieci è un caleidoscopio caotico di stili, voci, personaggi, è praticamente impossibile rinunciare al fervore di immergersi nei suoi gironi infernali e sempre umani.

 

Fonderia Napoleonica - via Genova Thaon di Revel 21, Milano
Orario spettacoli: dal 2 al 5 giugno ore 20.00
Biglietti: L’ingresso agli eventi MILANO IN è gratuito. Con beneficio di prenotazione solo per i titolari della MILANO OFF FIL Card. La card si può acquistare sul sito www.milanooff.com e dà diritto a sconti per gli spettacoli inseriti in MILANO OFF e negli esercizi commerciali della zona.
Il costo degli spettacoli inseriti in MILANO OFF è dai 5 ai 10 euro.
Gli eventi del MILANO ISOLA FESTIVAL sono a ingresso libero.
Durata spettacolo: 90 minuti

Articolo di: Marta Anile
Grazie a: Ippolita Aprile, Ufficio stampa Milano Off Isola Festival
Sul web: www.milanooff.com

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