Diario di un pazzo - Teatro Argot (Roma)

Scritto da  Caterina Paolinelli Venerdì, 26 Ottobre 2012 
Diario di un pazzo

Dal 23 ottobre all’11 novembre. In scena al Teatro Argot Studio “Diario di un pazzo” per la regia di Andrea Renzi. Un monologo. Atto unico che vede in scena l’attore Roberto De Francesco. Un viaggio all’interno dei pensieri, vagheggiamenti e ricordi di un personaggio surreale e inquietante.

 

 

Produzione Teatri Uniti presenta
DIARIO DI UN PAZZO
di Nikolaj Gogol
regia Andrea Renzi
tratto da “I racconti di Pietroburgo – Le memorie di un pazzo”
con Roberto De Francesco
scenografia Barbara Bessi
costumi Ortensia De Francesco
luci Pasquale Mari
suono Daghi Rondanini
aiuto regia Francesco Paglino

 

Un armadio al centro della scena. Un unico personaggio. Un monologo interiore esteriorizzato e reso spettacolo. Un uomo solo, immerso in un mondo che conosce solo lui: la sua interiorità. Sconfinati immaginari, pianeti, diversi sistemi solari coestistono dentro di noi, la realtà è sempre soggettiva e il modo di percepire se stessi e gli altri artefatto dallo stato d’animo che ci domina. Questo personaggio è così, costantemente in preda ad uno stato di collera, una sovraeccitazione forzata che lo fa sudare oltre la decenza e gli fa dire e pensare cose fuori dal buon senso. Arriva a leggerci lettere che egli stesso sostiene essere state scritte da un cane. E, per assurdo, quel cane, anzi cagnetta, nemmeno ha la decenza di scrivere quello che lui vorrebbe leggere!
Sembra la storia di un amore non corrisposto, ma non lo è. Sembra un caso banale di impiegatuccio un po’ vile e frustrato, ma neppure questo basta. E’ un mondo, uno spazio interiore, la parte oscura dell’uomo che emerge e ci agghiaccia e ci trascina, se non stiamo attenti, facendoci credere che tutto ciò che accade sia vero. Il pubblico ha riso a tratti, ma il riso era amaro.
Roberto De Francesco è un attore bravo, un mestierante, preparato a sostenere questa prova. L’allestimento è forse di troppo. Questo armadio multifunzionale ad un certo punto stanca, non si avverte la reale necessità dell’utilizzo di tutti questi “gadget”.
La regia c’è, tranquilla, sorniona, pronta a sottolineare quello che ci viene detto.
Nel complesso lo spettacolo risulta un po’ retrò. E’ un teatro che non scopre niente, non parla di niente se non esattamente di ciò che il testo già racconta. Ancora una volta si potrebbe aprire la discussione su cosa vuol dire fare teatro oggi, sul perché si mette in scena un testo/autore piuttosto che un altro, ma sinceramente non importa. Forse è ora di imparare a distinguere una messa in scena da uno spettacolo. Una riproduzione da una tela originale. Posso dipingere una mela in molti modi. Far passare il mio messaggio attraverso quella mela è un’altra cosa.

 

Teatro Argot - via Natale del Grande 27, 00153 Roma (Trastevere)
Per informazioni e prenotazioni: telefono | fax 06/5898111, mobile 392/9281031, mail
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: tutti i giorni ore 20,45, domenica ore 18,00, lunedì riposo
Biglietti: da €6 a €12 + tessera €3 - ingresso riservato ai soci

 

Articolo di: Caterina Paolinelli
Grazie a: Giulia Taglienti, Comunicazione Teatro Argot Studio
Sul web:
www.teatroargotstudio.com

 

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