Dialoghi degli dei - Short Theatre 12, Macro Testaccio La Pelanda (Roma)

Scritto da  Giovedì, 14 Settembre 2017 

Recuperare in dispensa le immortali vicende degli dei dell’Olimpo, con il loro piccante corredo di tempestosi tradimenti, baruffe con i mortali e nascite stravaganti. Lasciarle sobbollire al fuoco vivace della coinvolgente narrazione di Luciano di Samosata, scrittore e retore di origine siriana dalla penna particolarmente arguta e mordace. Insaporire con la speziata regia frutto del connubio perfettamente amalgamato tra lo stile contemporaneo di Massimiliano Civica e la creatività gustosamente popolare dei toscanissimi Sacchi di Sabbia. Servire il tutto ben caldo grazie al ritmo serrato di un quintetto di interpreti - Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano e Giulia Solano - dalla sapida vis comica. La prelibata pietanza risultante, ‘Dialoghi degli dei’, ha deliziato la platea romana di ‘Short Theatre 12 - Lo Stato Interiore’ con tutto il fascino, genuino e ad un tempo ricercato, di un teatro artigianale d’altri tempi.

 

DIALOGHI DEGLI DEI
uno spettacolo de I Sacchi di Sabbia e Massimiliano Civica
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano, Giulia Solano
produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi
co-produzione I sacchi di sabbia
sostegno Regione Toscana

 

Talvolta minimalismo, semplicità e vivido estro drammaturgico fanno la differenza, enormemente più di sontuosi allestimenti o pirotecnici espedienti narrativi. E’ decisamente il caso di questo atto unico, confezionato con sorprendente perizia da I Sacchi di Sabbia e Massimiliano Civica sotto l’egida produttiva di Federico Tiezzi e Sandro Lombardi e presentato in prima nazionale al Festival di Castiglioncello dello scorso anno per celebrare il ventennale di Armunia.

Oggetti scenici centellinati al minimo indispensabile accendono nello spettatore il ricordo dei turbolenti anni trascorsi tra i banchi scolastici: banchi proprio come quello sul quale sono appollaiati i nostri eroici studenti - il belloccio e disinvolto Parrotto (Enzo Illiano) e l’introverso e bistrattato Carbone (Gabriele Carli) - alle prese con le implacabili interrogazioni a sorpresa della loro algida professoressa (Giulia Gallo), arroccata sulla sua fortezza-cattedra. Materia della gragnuola di domande? Il rutilante universo della mitologia greca con le scaramucce sentimentali delle divinità dell’Olimpo e le efferate crudeltà di cui usavano macchiarsi pur di perseguire le proprie infuocate passioni; un universo affascinante quanto spassoso che prende gustosamente corpo dinanzi agli occhi dello spettatore grazie agli esilaranti battibecchi tra Giovanni Guerrieri e Giulia Solano che, nelle loro tuniche bianche adornate di finimenti dorati, incarnano di volta in volta lo scavezzacollo e gaudente Zeus, la glaciale Era con la sua furibonda gelosia, il suadente fanciullo Ganimede, il burbero Efesto, l’elegante Apollo, la prorompente Afrodite con la sua bellezza magnetica o il forsennato Dioniso.

In un susseguirsi dinamico ed avvincente gag, bisticci e tutt’altro che divine recriminazioni si alternano alle inflessibili interrogazioni della rigida maestra che, con la sua matita impugnata saldamente, è pronta a scagliare una valanga di 2 contro l’inebetito Carbone, ormai sua vittima sacrificale senza possibilità di scampo, e di converso a coccolare e vezzeggiare il suo prediletto Parrotto, regalandogli 8 a profusione anche qualora non sia pronto a rispondere a qualche quesito (che problema c’è, ci penserà lei o le divinità dell’Olimpo a suggerirgli prontamente la risposta!). La critica sferrata contro il nozionismo, l’angusta chiusura mentale e gli inappropriati favoritismi che contraddistinguono talvolta la scuola italiana - alzi la mano, a proposito di scuola, chi non è mai incappato in simili grattacapi - è evidente e sottolineata con vigore, ma servita sempre con l’arma tagliente di una garbata ironia, nessun acredine, solo beffardo sarcasmo.

In questa iridescente cornice si incastonano, come tessere di un mosaico perfettamente congegnato, i siparietti messi in scena dalle divinità, forgiati dalla satira arguta di Luciano di Samosata ed attualizzati in linguaggio, stile e grazie a contaminazioni con l’attualità dal felice incontro tra lo humour sottile de I Sacchi di Sabbia ed il tocco registico lieve ma assolutamente personale di Massimiliano Civica. Ed ecco allora insinuarsi, tra le pieghe delle divine tuniche elleniche, grotteschi riferimenti al metodo Stanislavskij; le segrete liaison tra Zeus e l’imberbe Ganimede suscitano lo sdegno di Carbone, mentre Parrotto più sagacemente si compiace di queste unioni civili ante-litteram; o ancora Dioniso viene partorito dalla coscia dell’onnipotente Zeus che, dopo la morte della madre Semele, vi aveva cucito il feto per completarne la gestazione, in una sorta di utero in affitto, anche questo decisamente in anticipo sulla scienza moderna.

Leggerezza, gusto genuino del racconto, fulminanti battute di vivida ironia (potenti come gli ‘zot’ lampeggianti scagliati dal guascone Zeus), un’interpretazione corale davvero trascinante e mai sopra le righe, una regia sempre misurata e puntuale nelle scansioni ritmiche sono i tanti fiori all’occhiello di un lavoro teatrale di grande piacevolezza ed intelligenza. Fiumi di ambrosia dunque per i toscanacci Sacchi di Sabbia e Civica, portatori sani di creatività che speriamo tornino ad incontrarsi al più presto in una così riuscita sinergia.


BIOGRAFIE

Massimiliano Civica, classe 1974, nel 2007 vince il Premio Lo Straniero e il Premio Hystrio/Associazione Nazionale Critici Teatrali per l’insieme della sua attività teatrale. Sempre nel 2007 diventa Direttore Artistico del Teatro della Tosse di Genova e vince il Premio ETI Nuove Creatività. Nel 2014 dirige ‘Alcesti’ messo in scena nell’ex carcere delle Murate a Firenze e vince il Premio UBU 2015 per la miglior regia.

La compagnia I Sacchi di Sabbia nasce a Pisa nel 1995 e si distingue per la capacità di far incontrare tradizione popolare e ricerca spingendosi di volta in volta nell’esplorazione creativa di terreni diversi, dalla letteratura al cinema, dal fumetto all’opera. La Compagnia ha ricevuto un Premio UBU Speciale nel 2008 e il Premio Nazionale della Critica nel 2011. Nel 2016 I Sacchi di Sabbia vincono il Premio Lo Straniero per la loro attività.

 

Short Theatre 12, Macro Testaccio La Pelanda - Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/44 70 28 23 - Facebook: shorttheatre - Twitter: SHORTHEATRE - Instagram: shortheatre
Orario spettacoli: venerdì 8 settembre ore 22
Durata spettacolo: 50 minuti

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Amelia Realino e Debora Pietrobono, Ufficio stampa Short Theatre 2017
Sul web: www.shorttheatre.org - www.sacchidisabbia.com

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