Der Park - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Domenica, 31 Maggio 2015 

Al Teatro Argentina, dal 5 al 31 maggio, è andato in scena Der Park, riscrittura sperimentale dal Sogno di una notte di mezz'estate di Shakespeare, a opera di Botho Strauss. Lo spettacolo è diretto da Peter Stein e prodotto dal Teatro di Roma.

 

Produzione Teatro di Roma presenta
DER PARK (Il Parco)
di Botho Strauss
dal Sogno di una notte di mezz'estate di Shakespeare
traduzione di Roberto Menin
diretto da Peter Stein
con Pia Lanciotti (Helen), Graziano Piazza (Georg), Silvia Pernarella (Helma), Gianluigi Fogacci (Wolf), Maddalena Crippa (Titania), Paolo Graziosi (Oberon), Fabio Sartor (Erstling), Andrea Nicolini (Höfling / Primo sportivo), Mauro Avogadro (Cyprian), Martin Chishimba (il giovane nero), Arianna Di Stefano (Ragazza / Cameriera), Laurence Mazzoni (Primo giovane / Pianista / Secondo sportivo), Michele De Paola (Secondo giovane / Cameriere), Daniele Santisi (Terzo giovane / Cameriere / Terzo sportivo), Alessandro Averone (Minotauro), Carlo Bellamio (Morte), Romeo Diana e Flavio Scannella (Piccolo Höfling)
scenografo Ferdinand Woegerbauer
costumista Annamaria Heinreich
lighting designer Joachim Barth
musiche originali Massimiliano Gagliardi

 

La riscrittura di Botho Strauss - elaborata dall'autore nel 1983 e concepita proprio per la regia di Peter Stein - sembra trarre la sua origine da una domanda: cosa accadrebbe se Titania e Oberon si ritrovassero non più nel regno fantastico al quale appartengono, protetti dal bosco e in perfetta sintonia con la natura, ma all'interno di una città moderna, confinati entro le siepi di un parco pubblico in degrado? Secondo Strauss, l'obiettivo della loro esistenza diventerebbe quello di risvegliare la sessualità negli uomini, troppo presi dalla routine quotidiana per dare libero sfogo agli istinti pulsionali. Ma il goffo tentativo di stimolare l'erotismo dei passanti sembra avere l'effetto dei maniaci esibizionisti che popolano i parchi delle grandi città, come ad esempio il Tiergarten a Berlino, Villa Borghese a Roma, il Bois de Vincennes a Parigi e così via: le prede, colte di sorpresa, fuggono nell'imbarazzo che ammutolisce.

Oltre alla posizione sociale di Oberon e Titania, molte sono le differenze tra il Sogno di una notte di mezz'estate e Der Park: la cornice delle nozze di Ippolita e Teseo scompare del tutto; i quattro innamorati non sono più Elena, Demetrio, Ermia e Lisandro, bensì Wolf, Georg, Helen e Helma; Puck non è un folletto che si serve del succo della viola del pensiero, ma un artista di nome Cipriano che produce e vende amuleti dagli strani poteri; dapprima Titania non si innamora di un paggio indiano, ma di un operatore ecologico di colore, sensuale e vigoroso, e successivamente non più di un uomo trasformato in asino da un incantesimo di Puck, ma di un toro dal manto bianco, che la renderà, come Pasifae, madre di un Minotauro; scompare anche il gruppo di artigiani che cerca di mettere in scena la vicenda di Piramo e Tisbe e al suo posto si trova un gruppo di ragazzi punk, che sembrano i protagonisti del romanzo di Christiane Vera Felscherinow.

Ben presto, Oberon e Titania si accorgono che i loro tentativi non sortiscono l'effetto auspicato. Tale consapevolezza provoca in loro un brusco risveglio che trasforma il re e la regina delle fate in uomini ordinari: Oberon diviene un borghese qualunque, mentre Titania sembra mantenere un legame con il passato. In maniera quasi febbrile, continua a cercare il suo compagno, senza però trovarlo, e incerta di essere in grado di riconoscerlo: Oberon è profondamente cambiato e ha tentato di confondersi tra gli abitanti della città. Come abbiamo visto, i personaggi di Strauss sono molto diversi da quelli shakespeariani, e dell'universo della celebre commedia non restano che stralci di battute masticate senza convinzione, perché inadatte alla contemporaneità. Protagonista assoluta, una sessualità costantemente esasperata: sia il toro che il ragazzo di colore incarnano il cliché di una sessualità vigorosa; Titania, col suo corpo di donna ma dotata di un fallo luminoso che mostra ai passanti, esibisce invece una sessualità ibrida.

Il parco in cui abitano o transitano tutti i personaggi è un luogo artificioso, sporco e inquinato; non c'è traccia dell'ordine naturale che caratterizzava il regno delle fate, in opposizione all'ordine della legge che dominava la città di Atene. Secondo Der Park, tale dualismo, all'interno della contemporaneità metropolitana, si riduce a una dimensione universale, che tuttavia si rivela profondamente caotica, ridondante e vana. Il testo è costellato di momenti ermetici e alienanti, che probabilmente vogliono evidenziare il vuoto della società odierna che non ha saputo fare tesoro della tradizione.

La regia si serve di una scenografia molto complessa e di frequenti cambi scena realizzati a vista dai numerosi macchinisti. Stein sceglie di collocare i tavoli di un ristorante nel Golfo mistico, interponendo un ostacolo piuttosto consistente tra gli attori e il pubblico, quando si tratta di fatto di una zona poco sfruttata dall'azione scenica. Se Der Park è per vocazione un testo sperimentale, alla ricerca di qualcosa, al punto di risultare alienante e difficile tanto da seguire quanto da comprendere, la messinscena di Stein ha il difetto di essere così fedele all'impianto drammaturgico, da tradirne la logica di fondo. Si ha la sensazione che il regista si sia limitato a estrapolare una serie di quadri con dei personaggi che eseguono delle azioni, senza l'intenzione di arrivare a capire e tentare di comunicare un significato che sottenda i vari archi narrativi, apparentemente sconnessi tra loro.

 

Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684000346, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietteria Teatro Argentina: telefono 06/684000311 (ore 10-14/15-19 lunedì riposo), vendita on-line www.vivaticket.it
Orario spettacoli: martedì, mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17, venerdì ore 20, lunedì riposo
Biglietti: intero da 7,00 € a 29,00 €; ridotto da 7,00 € a 26,00 €; scuole e studenti universitari da 11,00 € a 15,00 €
Durata spettacolo: 1 ora e 20 minuti primo atto, 15 minuti intervallo, 1 ora e 20 minuti secondo atto, 15 minuti intervallo, 1 ora e 25 minuti terzo atto

Articolo di: Cecilia Carponi
Foto di: Serafino Amato
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

TOP