Delitto e castigo - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Giovedì, 12 Aprile 2018 

Dal 3 al 15 aprile. Sul palcoscenico del Teatro Argentina, Konstantin Bogomolov, regista emergente della scena attuale russa, racconta il suo personale “Delitto e Castigo”, irridendo e destrutturando il complesso e affascinante meccanismo psicologico di Dostoevskij. Uno spettacolo distonico e pop che ci schiaffeggia con la vacuità della società contemporanea che consuma anime, sotto un frastuono di sesso e nichilismo.

 

Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione presenta
DELITTO E CASTIGO
di Fëdor Dostoevskij
adattamento e regia Konstantin Bogomolov
traduzione Emanuela Guercetti (Giulio Einaudi Editore)
con Leonardo Lidi (Raskol’nikov), Paolo Musio (Porfiriy Petrovich), Renata Palminiello (Svidrigailov), Diana Höbel (Alena Ivanovna, Sonya Marmeladova), Enzo Vetrano (Lizaveta, Marmeladov), Margherita Laterza (Dunya Raskolnikova), Anna Amadori (Pulheria Raskolnikova), Marco Cacciola (Nikolka)
scene e costumi Larisa Lomakina
luci Tommaso Checcucci
assistente alla drammaturgia Yana Arkova
assistenti alla regia Teodoro Bonci del Bene, Mila Vanzini
foto di scena Luca Del Pia

 

Un Raskol’nikov che sembra costruito da un tweet di Salvini si aggira indolentemente e ottusamente in un mondo di freaks. L’originario tentativo di tormentato superuomo viene sostituito da un robusto giovanotto figlio della borghese banalità del male; il suo gesto violento appare gratuito e psicologicamente impunito, specchio dei delitti per noia di buona famiglia. Un decadente occidentale che si nasconde dietro una pelle nera, più comoda per tutti.

Prima di ucciderla, il protagonista abusa stolidamente dell’usuraia, con la stessa naturalezza con cui i “nostri figli” giocano con i cerini verso i clochard ma strumentalizzando tutti gli stereotipi violenti che gravano sugli immigrati che, quando erano bianchi, si chiamavano Sacco e Vanzetti.

Gli altri personaggi del romanzo si susseguono sullo sfondo, si raccontano a lungo, senza contraddittorio, ci tormentano; per loro fortuna una instancabile Sonja si offre loro, sotto lo sguardo attonito di un enorme crocifisso con fattezze aliene che sembra ricordarci come, in caso, ci sia un unico Dio per tutti.

Gli spiriti malvagi di Lužin e Svidrigajlov si aggirano in proscenio. Dunja, la sorella di Raskol’nikov, si difende. Pul'chèrija, la mamma, si confonde, accecata dall’aprioristico affetto per l’inutile figlio. Porfirij Petrovič, il giudice istruttore, si lascia ammaliare dall’ostentazione della malversazione dell’assassino e dalle sue carni.

La forza di Dostoevskij e dei grandi autori in genere è che la loro narrazione è sempre attuale, perché attuali restano le debolezze umane. Attualizzarne l’opera, senza un lavoro accurato sulla trasposizione delle fragilità e delle incongruenze sociali emergenti, offre il fianco a molti rischi, in primo luogo quello di banalizzarla e restituire una pallida istantanea analoga a quella che i media ci riverberano nitidamente tutti i giorni.

Mancano del tutto l’introspezione singola e collettiva, una chiave di lettura, l’esame di coscienza di un’umanità in caduta libera. Rovesciare il dramma in aperta farsa, ritenendo l’operazione da sola sufficiente a mostrarsi acuti ed originali è parso un peccato di presunzione, irrispettoso nei confronti della propria platea. Lo spunto, se ben sviluppato, poteva essere interessante ma si è persa un’occasione. Il teatro che provoca, che smuove gli animi, che fa riflettere e discutere è un’altra cosa.

 

Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.684.000.346 (ufficio promozione) - 06.684.000.311 (biglietteria), mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietteria: telefono 06/684000311/314 (ore 10-14/15-19 lunedì riposo), vendita on-line www.vivaticket.it
Orario spettacoli: prima ore 21, martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17, lunedì riposo
Biglietti: posto unico 15 € (ridotto 10 €, studenti 8 €). Le riduzioni sono riservate ai giovani fino a 35 anni, agli adulti oltre 65 anni
Durata spettacolo: 2 ore

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

Commenti   

 
#1 uno sfaceloGuest 2018-04-17 09:55
A metà spettacolo più della metà delle persone avevano scelto di andarsene, ed io ero tra loro. Sconsiglio nella maniera più assoluta. Un abominio.
 

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