Dedalus Lounge - Trend XIV Edizione, Teatro Belli (Roma)

Scritto da  Lunedì, 14 Dicembre 2015 

A distanza di un anno dall'appassionato ed incisivo "The One" di Vicky Jones, portato in scena con maestria nell'ambito della scorsa edizione della rassegna "Trend - nuove frontiere della scena britannica", Roberto Di Maio torna al Teatro Belli affondando la sua ormai riconoscibile ed affilata cifra registica nel magmatico materiale drammaturgico offerto da "Dedalus Lounge" dell'irlandese Gary Duggan. In scena un trittico di interpreti di grande carisma e potenza espressiva, Giovanni Anzaldo, Piero Cardano e Margherita Laterza.

 

DEDALUS LOUNGE
di Gary Duggan
traduzione di Natalia di Giammarco
con Giovanni Anzaldo, Piero Cardano e Margherita Laterza
trucco Daniela Cardano
foto Alberto Guerri
aiuto regia Giacomo Tarsi
scene, disegno luci e regia Roberto Di Maio
produzione ForzaMaggiore

 

Piero CardanoNon ci si lasci illudere dalla provenienza geografica dell'autore: nell'Irlanda tratteggiata nelle opere teatrali di Gary Duggan, non saranno evocate suggestive brughiere verde smeraldo tempestate di erica gialla e violetta, con l'accompagnamento musicale di romantiche ballate celtiche; invece che in questo paesaggio bucolico ci si ritroverà piuttosto immersi in una contemporaneità lacerante, dolorosa e priva di prospettive di speranza, tra le strade di una Dublino sempre più internazionale e cosmopolita e sempre meno legata alle proprie radici tradizionali. E' proprio questo il contesto umano e sociale in cui si incastonano le vicende dei tre protagonisti del nostro "Dedalus Lounge", alle prese con un Natale decisamente oscuro che segnerà indelebilmente le loro esistenze.

Il Dedalus Lounge non è altro che un vecchio bar del centro di Dublino, riuscito a rimanere pervicacemente ancorato al suo spirito originario, nonostante lo tsunami di invadente modernità che ha stravolto l'identità culturale dell'Irlanda intera. Ne sono avventori assidui tre amici inossidabili, tre compagni di scuola che oggi, trentenni, non si sceglierebbero mai come amici ma i cui destini sono ormai ineluttabilmente legati dall'essere cresciuti assieme, attraverso gli anni dell'adolescenza e le perigliose avversità disseminate lungo il cammino: Daragh (Giovanni Anzaldo), intraprendente, cinico e sbruffone si divide tra il taccheggio natalizio per sbarcare il lunario e conquiste amorose rigorosamente mordi e fuggi, con un incrollabile pragmatismo tale da sconfinare immancabilmente nella più totale imperturbabilità; Danny (Piero Cardano) rappresenta invece la sua perfetta antitesi, impacciato, introverso ed insicuro, devastato dal repentino abbandono della sua fidanzata di vecchia data ed oltretutto nerd al punto giusto da desiderare con tutto se stesso di interpretare Freddie Mercury in una tribute band dedicata ai Queen; infine la fascinosa Delphine (Margherita Laterza), sensuale e al contempo inconsapevole del sentiero che la sua vita sta intraprendendo, divisa tra un'improvvisa promozione al lavoro e una seduta di shopping compulsivo, tra qualche subitaneo deragliamento passionale e le cure amorevoli riservate all'anziana nonna che in realtà vorrebbe porre fine alle proprie sofferenze con l'eutanasia.

Giovanni AnzaldoIl nucleo essenziale della narrazione si concentra proprio sul rapporto di amicizia che lega questi tre personaggi, profondamente diversi per attitudine, esperienze e sensibilità, eppure ineffabilmente legati l'uno all'altro da un'affinità che affonda le proprie radici nel loro percorso di crescita comune. Cieca disperazione, sonore sbronze, sesso occasionale, repentini quanto improbabili tentennamenti omoerotici, impenitente infedeltà ai propri principi, prostituzione più per avidità e mero gusto dell'azzardo che non per bisogno di sussistenza, qualche barlume di tenerezza e tutta la frenesia di un universo contemporaneo che non accenna a concedere requie. Questo cocktail lisergico segnerà le alterne fortune del nostro trittico di protagonisti, sino ad un epilogo tutt'altro che scontato, foriero di corposi interrogativi piuttosto che di rassicuranti certezze.

La drammaturgia di Gary Duggan, densa di spiazzante ironia, cruda nel suo nudo scandagliare l'animo umano, audace e disturbante, ma non priva di emozionanti aperture al sentimento, declina il racconto in modo coinvolgente, senza che il ritmo si faccia forsennato, ma al contrario indulgendo talora in una piacevole ariosità che agevola la fruizione da parte dello spettatore. La regia accorta e vibrante di Roberto Di Maio asseconda la vertiginosa sinusoide emozionale dell'intreccio narrativo, sfoderando con equilibrio le componenti Margherita Laterzacaratteristiche della sua arte teatrale: lucidità della visione registica nell'insinuarsi tra le pieghe di testi iper-contemporanei senza derive sperimentalmente fine a se stesse; capacità di assemblare linguaggi espressivi eterogenei - in questa peculiare circostanza regia, disegno luci, video-proiezioni e allestimento scenografico - andando a comporre un organismo unitario e fortemente coeso; caparbietà del lavoro svolto con gli interpreti, scelti con accuratezza per ciascun lavoro teatrale, e diretti con evidente maestria ed intensità.


Anche in questa circostanza l'alchimia del trittico di interpreti risulta infatti ben calibrata: l'irruenza passionale di Giovanni Anzaldo incontra la cerebrale brillantezza di Piero Cardano ed entrambe sposano alla perfezione la femminea, carnale fragilità di Margherita Laterza. Tre artisti di indiscusso carisma, veri e propri distillati di talento, padronanza scenica e ricercatezza attoriale. Il loro connubio con la direzione registica di Di Maio confeziona una veste perfettamente calzante al testo di Duggan, testimoniando ancora una volta in questa quattordicesima edizione l'ormai consolidato pregio della rassegna "Trend - nuove frontiere della scena britannica": accendere i riflettori sulla più viscerale drammaturgia d'oltremanica affidandola all'estro creativo dei più promettenti giovani professionisti della scena contemporanea italiana. 


Teatro Belli - Piazza Santa Apollonia 11/a, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5894875, mail teatro: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: venerdì 4 e sabato 5 dicembre ore 21, domenica 6 dicembre ore 17.30 e 21
Biglietti: posto unico € 10

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Paola Rotunno e Margherita Fusi, Ufficio stampa Trend
Sul web: www.teatrobelli.it

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