Decameron - Teatro Sala Uno (Roma)

Scritto da  Lunedì, 01 Novembre 2010 
Decameron

Dal 19 ottobre al 7 novembre. Un esperimento originale ed inconsueto questa riduzione teatrale del romanzo di Giovanni Boccaccio, testo decisamente poco adatto alle assi del palcoscenico vista la sua struttura prettamente novellistica. Il “Decamerone”, pietra miliare degli albori della narrativa in prosa in volgare italiano, rivive al Sala Uno di Roma in uno spettacolo capace di coniugare una ricerca letterario-filologica affascinante ed attenta con il gusto di un intrattenimento leggero, divertente e spensierato. Dopo il successo de “Il berretto a sonagli”, l’affiatata e talentuosa compagnia guidata dall’attore romano Tony Allotta ci regala una nuova preziosa perla di arte teatrale foriera di sorrisi ed impetuose emozioni.

DECAMERON

Liberamente tratto dal Decamerone di Giovanni Boccaccio

Adattamento di Riccardo Barbera

Con Tony Allotta, Maria Borgese, Irma Ciaramella, Alfredo Oppio, Eduardo Ricciardelli e Dario Tacconelli

Costumi Claudia Balboni (sartoria Bice Minori)

Musiche Michael Wernli

Disegno luci Gill Mc Bride

Regia Roberto Della Casa

 

DecameronIn occasione del secondo appuntamento della stagione del Teatro Sala Uno, ritroviamo nuovamente in scena la compagnia magistralmente guidata da Tony Allotta, Maria Borgese ed Irma Ciaramella: appena un mese fa li avevamo apprezzati ed applauditi calorosamente per la loro rivisitazione moderna ed emozionante di uno dei classici del teatro pirandelliano, la commedia “Il berretto a sonagli”, ed oggi li accogliamo nuovamente in scena con uno spettacolo altrettanto interessante ed avvincente, frutto stavolta di una rilettura ironica, elegante e scoppiettante di uno dei capolavori della letteratura trecentesca, il “Decameron” di Giovanni Boccaccio, testo cardine dell’era cruciale che ha segnato la nascita della lingua italiana. Nel corso dei secoli innumerevoli sono state le trasposizioni cinematografiche e le rielaborazioni di quest’opera, numerose delle quali si sono accostate al magmatico microcosmo di bizzarri personaggi, rocambolesche vicende ed imprevedibili colpi di scena privilegiandone gli accenti più piccanti, sensuali ed erotici. In rare occasioni si è invece tentato di proporre le atmosfere cortigiane delle cento novelle decameroniche sulle assi del palcoscenico, vista l’intrinseca difficoltà del ricondurre tale struttura narrativa nella cornice drammaturgica di uno spettacolo teatrale: obiettivo che può dirsi invece pienamente raggiunto grazie al sapiente adattamento teatrale curato da Riccardo Barbera e alla pregiata regia di Roberto Della Casa. Lo spettacolo attualmente in scena al Teatro Sala Uno di Roma trascura gli aspetti più “pruriginosi” dell’opera boccaccesca, focalizzando invece l’attenzione sulla vena più marcatamente ironica, arguta, divertente ed immaginifica della prosa del narratore di Certaldo e soprattutto dando vita ad un singolare pastiche linguistico che ne costituisce una delle indiscutibili carte vincenti.

DecameronL’idea di portare in scena questo originale spettacolo scaturisce proprio dall’esigenza di un ritorno alle origini primigenie del nostro prezioso “idioma italico”, sempre più vituperato e scarnificato dalla povertà lessicale e dalla totale assenza di fantasia che caratterizza il linguaggio di internet e degli sms, tristemente in voga tra i giovani: il regista Roberto Della Casa, dopo l’ennesima discussione a tal proposito con la figlia, studentessa in un liceo di borgata, le aveva letto alcuni passaggi del Decamerone destando in lei una sorprendente reazione di piacevole meraviglia. Proprio da questo aneddoto era sorta l’idea di recuperare l’opera di Boccaccio, vestirla di modernità e trasformarla in un testo drammaturgico corale, frizzante, spensierato e giocoso, adatto per spettatori di ogni età e capace di coniugare la lingua italiana del giorno d’oggi con il volgare fiorentino, la sapida ironia delle novelle di Boccaccio con l’irriverente esuberanza della commedia dell’arte, la preziosità di un esperimento didattico inconsueto ed autentico con il piacere di una commedia divertente ed appassionante.

Appena giunti nello spazio avvolgente e raccolto del Sala Uno, ci ritroviamo immediatamente proiettati, con la complicità dell’accompagnamento delle musiche colme di reminescenze della chanson française medievale curate dal compositore Michael Wernli e dei costumi ricchi e sofisticati realizzati da Claudia Balboni privilegiando colori pastello ed un bianco candido e luminoso, tra le pagine immortali del Decamerone.

DecameronIn una Firenze funestata dall’epidemia pestilenziale del 1348, in cui per la tragedia del morbo e della morte incombente si sono smarrite tutte le regole del vivere civile codificate nella tradizione cortese, sette giovani donne e tre gentiluomini per preservare la propria salute ed uno stile di vita confacente alla loro posizione sociale, decidono di rifugiarsi per dieci giorni in una lussuosa residenza di campagna: le giornate trascorreranno spensieratamente secondo regole ben precise e cadenzate tra canti, balli, giochi e preghiere; per scacciare il tedio e la ripetitività dei ritmi di questo soggiorno forzato i dieci ragazzi escogitano lo stratagemma di dedicarsi all’arte del novellare, seguendo un rituale assolutamente rigoroso e codificato. Ogni giorno verrà eletto un sovrano che stabilirà la tematica alla quale dovranno ispirarsi tutti i narratori nell’ideare vicende immaginifiche e coinvolgenti: in questa cornice narrativa si incastonano pertanto cento novelle che, grazie alla loro straordinaria varietà e all’incredibile profusione di personaggi e tipologie umane passate in rassegna, ci offrono una panoramica a trecentosessanta gradi sulla civiltà fiorentina trecentesca, su vizi e virtù così delle classi popolari come dei ceti nobiliari, un affresco a tinte vivaci ed accattivanti dal preziosissimo valore storiografico e letterario.

DecameronNell’adattamento teatrale di Riccardo Barbera ci viene dapprima riproposto l’incipit dell’opera boccaccesca, tramite i versi che dipingono, con lugubri ed angoscianti toni documentaristici, gli effetti devastanti del contagio sulla popolazione di Firenze e sui suoi usi e costumi: la peste mortifera ci appare personificata in una creatura insinuante, oscura come la notte, avvolta da veli leggiadri che si dimena in una danza orgiastica da menade impazzita e sfiorando con il suo tocco produce malattia e morte; interpretato con grande trasporto e potenza espressiva dall’ottima Maria Borgese, il personaggio che simboleggia la micidiale epidemia ci introduce immediatamente, con estrema originalità, nel vivo della narrazione e il suo graffio al contempo temibile e seducente cerca di raggiungere tutti gli altri protagonisti in scena. Per sfuggire all’ineluttabilità del destino di luttuosa sofferenza che si dispiega dinanzi a loro decidono pertanto di rifugiarsi in una lussuosa residenza di campagna e l’atmosfera cambierà immediatamente, allietata dai colori luminosi di una natura salubre ed incontaminata, dalla gioia della danza e dalla musica e dal buonumore che scaturisce dal trascorrere ore con gli amici novellando con fantasia e creatività. In particolare ci verrà raccontata una delle storie più bizzarre e grottesche custodite nel Decameron (la novella terza della nona giornata), quella del gretto e credulone bottegaio Calandrino il quale, per la sua avarizia e stupidità, verrà punito e deriso dagli amici Bruno e Buffalmacco facendogli credere di essere incinto e sottraendogli tutti i denari da lui ricevuti in eredità, che verranno invece investiti in succulenti capponi per un luculliano banchetto.

DecameronPer rendere maggiormente appassionante e vivace il racconto di queste stravaganti vicende, nonché per agevolarne la comprensione, ecco però escogitato un fantastico “escamotage”: uno dei gentiluomini rifugiatosi nella magione di campagna, interpretato dal sempre vigoroso, eclettico e vibrante Tony Allotta, attore capace di destreggiarsi con altrettanta abilità sia nei toni drammatici che in quelli più brillanti della commedia, utilizza infatti una miracolosa polvere magica che trasformerà il suo eloquio e quello dei suoi scanzonati compagni di viaggio, tramutando il volgare fiorentino dapprima in latino antico (un errore che dà vita ad alcuni degli istanti più spassosi ed irresistibili dell’intera rappresentazione) e subito dopo in italiano attuale. Da questo incantesimo in poi il ritmo dello spettacolo accelera e la novella della beffa di Calandrino ci conquista con il suo umorismo bislacco e trascinante: ne sono protagonisti il simpaticissimo ed effervescente Alfredo Oppio (che veste egregiamente i panni del credulone Calandrino gabbato per la sua spilorceria, strappando un inarrestabile fiume di risate agli spettatori), la seducente Irma Ciaramella (che interpreta la sua sposa fedifraga), Eduardo Ricciardelli e Dario Tacconelli nel ruolo dei due bricconi Bruno e Buffalmacco che ordiscono l’impietosa beffa ai danni del loro amico facendogli credere di essere “pregno”.

DecameronChi l’ha detto che i classici del nostro patrimonio letterario debbano necessariamente essere relegati in scaffali polverosi o studiati svogliatamente tra i banchi di scuola? Il Decamerone che prende corpo in questo spettacolo ci regala un’ora e mezza davvero piacevole e divertente, grazie al talento innegabile della compagnia di attori in scena e alla modernità dell’adattamento con cui è stata riletta questa pietra miliare della nostra storia. Davvero gustoso e particolare, da non perdere.

 

Teatro Sala Uno -  Piazza di Porta S. Giovanni 10, Roma

Info e prenotazioni al nuovo numero: telefono 06/88976626 – fax 06/89531154 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - http://www.salauno.it

E possibile prenotare anche tramite il sito del teatro.

Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato alle 21,00 - mercoledì alle 17,00 - domenica alle 18,00

Prezzo biglietti: 15 – 12 – 8 euro

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Maya Amenduni, Ufficio Stampa Teatro Sala Uno

Sul web: www.salauno.it

 

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