Dayshift - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Scritto da  Martedì, 23 Settembre 2014 

Un testo irlandese che, al di là di riferimenti specifici al proprio paese, parla di un mondo che è anche il nostro, un mondo in cui le dinamiche economiche e lavorative stanno collassando su se stesse perché incapaci di guardare all’uomo come persona, come valore e come fine.

 

DAYSHIFT
di Darren Donohue
traduzione Roberta Verde
regia Elisabetta Carosio
con Carolina Cametti, Sara Dho, Giacomo Ferraù, Simone Formicola, Gabriele Genovese
produzione LUMEN. Progetti, arti, teatro

La XIV edizione di Tramedautore -Festival Internazionale del Teatro d’autore - è dedicata all’Eurasia, concentrandosi da una parte sui PIIGS - termine coniato dalla stampa inglese in tono dispregiativo che indica i paesi impoveriti dell’Europa Occidentale (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna) - e dall’altra sullo sviluppo inarrestabile di Sud Corea e Singapore, due delle cosiddette Tigri Asiatiche. Il focus sull’Europa attinge dal Festival PIIGS di Barcellona, il primo Festival di teatro sul dramma della crisi. Svoltosi nel mese di luglio, il progetto ha commissionato a cinque autori diversi - residenti nei paesi in questione - la stesura di cinque testi incentrati sulla crisi economica e scoiale del loro paese. In questo contesto rientra Dayshift, il lavoro del drammaturgo e poeta Darren Donohue, selezionato dal Festival PIIGS a rappresentare l'Irlanda.

Per l’occasione il testo viene diretto da Elisabetta Carosio, giovane regista della compagnia Lumen, fondata insieme a Gabriele Genovese, in scena con Carolina Cametti, Sara Dho, Simone Formicola e Giacomo Ferraù. Lo studio che ne esce crea una messa in scena dotata di una buona dinamicità e di un buon ritmo, correndo senza soluzione di continuità tra un quadro e l’altro e coinvolgendo gli spettatori nel vortice surreale che si trova a vivere il protagonista. Particolare attenzione alla gestualità e alla mimica aggiungono spessore caricaturale alle figure, più o meno credibili. Al di là di impegnate riflessioni sociologiche o esistenziali, il testo racconta episodi di una folle giornata lavorativa in cui emerge un sostrato culturale che appartiene all’Irlanda tanto quanto all’Italia: un mondo lavorativo dominato da un agire irrazionale, che fagocita vite umane per trasformarle in meri numeri funzionali, perdendo completamente di vista ogni etica e finendo per connotarsi in termini surreali.

Day si alza, fa colazione e si prepara per il suo primo giorno di lavoro. Day fin da subito si trova a vivere una situazione kafkiana, una dimensione assurda da cui purtroppo non riuscirà ad uscire. Invecchierà e morirà, così. Day è una persona intelligente e si trova a lavorare in una catena di montaggio. Day è una persona sensibile, ma non riuscirà a intessere nessuna relazione con le persone che incontrerà perché - in un modo o nell’altro - deturpate dal sistema in cui vivono.

In scena il disagio sociale - a tratti di fantozziana memoria - che relega l’individuo in una dimensione di totale nullità: nulla è l’intelligenza che possiede, nulla la sensibilità, nulla ogni qualità che lo diversifica dagli altri. Una catena di montaggio che diviene simbolo di standardizzazione e omologazione, di annullamento del sé. I diritti umani sembrano soggiacere al teatrino macchiettistico di datori di lavoro ipocriti e corrotti, inclini a favoritismi e umanamente aridi, pregni di quell’ottica - di cui l’uomo da secoli non riesce a liberarsi - per cui l’altro non ha valore in sé come persona, ma è un semplice mezzo. Così è il mondo delle aziende e così quello della cultura, così sono i datori di lavoro e così - purtroppo - sono tanti colleghi.
Spettacolo interessante.

 

Piccolo Teatro Grassi - via Rovello 2, Milano (M1 Cordusio)
Per informazioni e prenotazioni: 848800304
Orario spettacolo: venerdì 19 settembre 2014, ore 20.30
Biglietti: intero platea 25 €, intero balconata 22 €, ridotto* platea 16 €, ridotto* balconata 14 € (Giovani Under 25, Anziani over 65, Abbonati Piccolo Teatro, Feltrinelli)

Articolo di: Serena Lietti
Grazie a: Maddalena Peluso, Ufficio stampa Tramedautore
Sul web: www.piccoloteatro.org

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