David Mixner Oh Hell No! - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Sabato, 23 Aprile 2016 

Al Teatro Elfo Puccini di Milano, lunedì 18 aprile è stata presentata la prima edizione fuori dagli Stati Uniti di ‘Oh Hell No!’, grazie all'associazione Parks - Liberi e Uguali insieme alle sue aziende partner. David Mixner, grande attivista per il riconoscimento dei diritti del movimento LGBT americano, ne racconta i 50 anni di storia. “È un onore e una grande gioia accoglierlo nel nostro teatro”, ha dichiarato Elio De Capitani, Direttore Artistico del Teatro Elfo Puccini. Lo show ha avuto il sostegno del Comune di Milano, del Consolato Generale degli Stati Uniti e dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali).

 

DAVID MIXNER SHOW “OH, HELL NO!”
diretto da Stephen Brackett
con David Mixner e Chris Bolan
Jacopo Brusa pianista
Marta Leung mezzo soprano
e con la partecipazione del Checcoro
con il patrocinio di Comune di Milano, Consolato Generale degli Stati Uniti,
UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) a difesa delle differenze
spettacolo in lingua inglese con traduzione simultanea in cuffia (servizio gratuito)

 

Non definirei il David Mixner Show come uno spettacolo. É vero che sul palco, dove ci sono solo uno scrittoio ed una sedia, una cantante, un cantante e poi un coro intonano qualche canzone. Ma non c'è show, non c'è spettacolo. C'è una narrazione in lingua inglese tradotta simultaneamente in italiano, personale, pacata, dove non si percepisce odio, con qualche battuta umoristica. A parlare è David Mixner, classe 1946, uno dei maggiori attivisti del movimento LGBT americano dalla fine anni '60 ad oggi, consigliere e consulente di sei presidenti americani, tra cui Bill Clinton e Obama, ideatore assieme ad altri del "Vietnam Moratorium" e di altre imponenti manifestazioni per la pace capaci di portare in piazza milioni di persone in tutti gli Stati Uniti, attivista per le battaglie per i diritti civili degli afroamericani. La sua più grande battaglia è stata però sicuramente per la comunità omosessuale.

Mixner comincia a raccontare partendo dalla sua esperienza personale: sono omosessuale, scrive a sedici anni in una lettera ai genitori, ma non mi lascerò spaventare dalla società che ci rifiuta. Mi avete insegnato a combattere, ad essere forte, ma per farlo, devo continuare ad avere il vostro amore. Risultato: il padre lo disconosce, la madre ha difficoltà a stargli accanto e sogna avvoltoi che si avventano, nell'ombra, su di lui. Sono gli anni in cui i genitori preferiscono lobotomizzare i propri figli omosessuali piuttosto che provare vergogna davanti alla società accusatrice. Molti i suicidi tra giovani ragazzi gay, anche tra i suoi amici, nonché i soprusi da parte dei compagni. La California sembra più aperta e Mixner ci va. É la che incontra un gruppo di giovani gay con cui decide di combattere per i loro diritti, fondando il Municipal Elections Committee of Los Angeles (MECLA), il primo comitato politico di persone, uomini e donne, omosessuali. Che tutti avversano; tra questi, la bella cantante Anita Bryant che, considerando gli omosessuali un pericolo per la società, riesce, grazie alla sua popolarità, a far abrogare, nella Contea di Miami, un decreto del 1977 che proibisce ogni tipo di discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale. Forte di questo successo, la cantante si sposta in California per appoggiare il senatore John Briggs, uno dei promotori della Proposition 6, legge che avrebbe permesso di licenziare gli insegnanti sospettati di essere gay. Ma la mobilitazione organizzata da Mixner e dal suo compagno Peter Scott la fa cadere.

Da allora Mixner conosce momenti di successo. La comunità omosessuale comincia ad uscire allo scoperto. Ma arriva l'AIDS, e un vento di morte la travolge. Mixner ricorda commosso i nomi dei tanti amici malati e le difficoltà a trovare strutture sanitarie pronte ad accoglierli. Alle sue spalle, la gigantografia colorata di quella che può sembrare una galassia lontana che traduce in immagine quel concetto di assurdo, straniero, lontano, diventa in bianco e nero. E quando l'attivista americano rievoca la morte del compagno di vita e di battaglia, tre candele appaiono sul lato sinistro. Ma la vita riprende e Mixner ci si butta dentro, continuando a combattere, sempre col sorriso, senza odio ed invita tutto il pubblico a continuare a sognare, perché solo sognando si ha la forza per lottare!

La messa in scena del “David Mixner Show, Oh Hell No!” all’Elfo Puccini di Milano è un grande successo per Parks - Liberi e Uguali, che ogni giorno lavora e supporta le Aziende a sviluppare una cultura di inclusione e rispetto, visti come opportunità e vantaggio competitivo per il business.

 

Teatro Elfo Puccini (Sala Shakespeare) - corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: lunedì 18 aprile, ore 20
Biglietti: posto unico € 15

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Veronica Pitea, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web: www.elfo.org

TOP