Dancing in New York - Teatro Martinitt (Milano)

Scritto da  Domenica, 14 Ottobre 2018 

Il Teatro Martinitt di Milano ha una gran facciata imponente e bella ma si trova in una zona che un milanese considera periferia estrema, ovvero Cascina Gobba. Eppure è un luogo ben frequentato e, una volta arrivati, si è contenti di trovare tante persone felici di occuparsi di questo teatro, ristrutturato con un occhio alla storia. La stagione di prosa ha avuto inizio il 27 settembre ma già nelle settimane precedenti un focus sulla danza ha consentito di ospitare compagnie esplosive come questa, condotta dalla storica danzatrice Adriana Cava; oggi insegna e crea per il Teatro Nuovo di Torino e ha presentato in questa occasione “Dancing in New York” con una compagnia di giovani che hanno studiato con lei, ottenendo applausi continui dalla platea anche per la musica e le immagini che, con una proiezione su fondo totale, hanno incantato per bellezza e potere di suggestione.

 

Compagnia Adriana Cava Dance Company presenta
DANCING IN NEW YORK
ideato da Adriana Cava ed Enzo Scudieri
interpreti i ballerini dell’Adriana Cava Dance Company
coreografie di Adriana Cava ed Enzo Scudieri
costumi Loredana Capogreco e Leonardo Prada
luci Enzo Galia
management Cinzia Gandino

 

Il Teatro Martinitt ha abituato bene i suoi spettatori e la Rassegna Dance Explosion, giunta ormai alla sua quarta edizione, ha avuto inizio quest’anno con due spettacoli: “Plasma” della Compagnia Courant d’Cirque ed appunto “Dancing in New York” della Adriana Cava Dance Company.

Si alza il sipario e il buio viene illuminato da immagini veloci e coloratissime proiettate su uno schermo grande come il fondale, mentre sul palco si intravedono ragazzi e ragazze a terra che guardano pure loro ciò che guardiamo noi. La musica è incalzante, il video accelerato, si vede tutta la Grande Mela con i suoi luoghi più riconoscibili, sia di giorno che di notte.

Poi i giovani si alzano, sono quattro maschi e sei femmine in tuta scura con magliette col cuore rosso per intendere 'I love N.Y.' e le loro figure iniziano a danzare mentre le immagini video si cristallizzano e diventano foto fisse ma mutevoli. La danza è modern jazz ma questi giovani sono bravi e risolvono la disparità fra generi ballando a volte tra ragazze, quando si formano coppie. Il primo segmento è accompagnato dalle musiche dei Tangerine Dream con la coreografia di Adriana Cava, mentre il secondo brano, “Highline”, con musiche dei Silicone Soul, vede la prima coreografia di Enzo Scudieri, giovane danzatore alto e magro che da studente è diventato collega della sua maestra, mostrando buona creatività. Originale l'uso degli skates per scivolare sul palco quasi stesi a terra.

Suoi pure i movimenti di “Money” con le musiche struggenti dei Pink Floyd e un assolo sul palco di Cristian Dattomo, mentre sul fondale si vedono monete di ogni genere, gigantesche, moderne ed antiche. Quindi è la volta di “Harlem”, musicato dai Tape Five e coreografato da Simona Faggiani, altra allieva creativa, con in scena Martina Accorinti, Simona Chiancone, Eva Foresto, Cristian Dattomo, Erica Foresto e Nicolò Tacchetto. Le immagini ora sono computerizzate, perfettamente orchestrate dal videomaker di questa compagnia, l’eccellente Massimiliano Della Ferrera, affiancato dal light designer Enzo Galia; come non citare poi i costumi di Loredana Capogreco e Leonardo Prada, mentre il music editor, competente e fantasioso, è Simone Lampedrone e le suggestive riprese video sono opera di Mario Boltri. L'ideazione, le coreografie e la regia sono infine firmate congiuntamente da Adriana Cava ed Enzo Scudieri.

Perché citarli tutti? Perché questa è una Compagnia che lavora da anni anche ospitando grandi stelle della danza e apparendo in show televisivi, oltre che impegnandosi duramente per il teatro e per la scuola, che sforna ogni anno nuovi giovani talenti. Sono tempi duri per tutti ma soprattutto per chi lavora per passione e il minimo è rendere omaggio a questi eroi giovani e meno giovani. Se tra le ragazze un paio sono incappate in alcune imperfezioni, il livello del gruppo è comunque davvero buono, specialmente tra i ragazzi e sembrano tutti così in sintonia con le immagini della celebre città americana che viene da chiedersi quanti di loro l'abbiano davvero mai vista. Eppure la raccontano col sorriso sulle labbra e sguardi gioiosi, sia che si esibiscano in pas de deux sia che mettano in scena un brano dal musical “Memphis”, con un assolo, oppure col gruppo al completo in abiti anni '30 che ci regalano la formazione di tre coppie e poi un bel pezzo di swing dance.

E' a questo punto la volta di un brano da “West Side Story” con una coppia perfetta, lei sulle punte e lui impeccabile partner. Ecco dunque “Human” con un gruppo ben guidato e immagini disegnate di luoghi di Harlem. Entra infine un ragazzo con un pallone da basket e gioca un po' da solo; lo raggiunge allora Scudieri, il più alto e longilineo di tutti, legato dall'alto a una corda con cui gioca, scivolando di qua e di là, lasciando che pure il compagno si arrampichi sul cavo che lo sostiene. Sembra che sul palco si divertano perfino più del pubblico, che gradisce e regala applausi a ogni esibizione. Un brano di Michael Jackson al Madison Square Garden è purtroppo quello meno convincente, per il semplice motivo che cimentarsi con una leggenda del ballo quale è stata l’immortale re del pop è cosa in cui forse solo i massimi esperti dovrebbero avventurarsi.

Bello invece il pezzo eseguito davanti a un'immagine dello storico Blue Note Jazz Club di New York; tra i protagonisti delle coreografie anche Erica Ferrero, Marella Gamba, Carola Giarratano, Antonio Cornelj e Marta Chiappini, sarebbe un delitto lasciarsi sfuggire nomi che un domani potrebbero essere assai più famosi, viste le premesse. Ed è con le immagini dell'indimenticabile Marilyn Monroe ritratta da Andy Warhol che appaiono i costumi più splendidi di tutto lo spettacolo, mentre sul fondo si alternano immagini di grandi artisti. Per alcuni istanti è stata evocata fortemente la Factory, quel luogo dove sono state create alcune tra le opere d'arte di maggior rilievo tra gli anni '70 e '80 nel campo della musica, della pittura, del design e delle arti tutte, quindi anche la danza e il cinema. Tutto grazie a quel genio di Warhol, che riuniva e ospitava tutti nel basamento di un grattacielo di Manhattan.

Evocativo e affascinante, questo brano gode di immagini splendide, capaci di offrire emozioni attraverso movimenti sempre più fissi, finché restano tutti immobili, di spalle. E' il momento in cui sul fondale appare un cielo rosso, dietro alle due torri stilizzate. I ragazzi guardano e tremano, sembrano colpiti e saranno loro a cadere a terra. Lì si spogliano e restano in nero, sono i sopravvissuti alla devastazione, si alzano e la musica per la prima volta è classica: il Requiem di Mozart per un vero balletto di resurrezione. Infine appaiono tanti fiori disegnati sullo sfondo per poi passare di nuovo a immagini in movimento frenetico; New York è la città che non dorme mai, il traffico è continuo e le luci sul ponte che attraversa il fiume Hudson regalano un balletto dedicato a questa resilienza, a una città faticosa ma sempre orgogliosa.

Benvenuti, sembrano dire i nostri e quindi non poteva mancare il pezzo forte, “New York New York”, con cui si chiude lo spettacolo, che tornerà in scena il prossimo 10 novembre al Teatro Nuovo di Torino, il 19 novembre al Teatro Golden di Roma ed infine al Teatro Giacosa di Ivrea il 22 novembre, sempre che altri non se lo contendano per altre date e altri luoghi. Ne varrebbe la pena, è qualcosa che fa bene alla mente rilassarsi con un gruppo di giovani così talentuosi ed entusiasti nel dispensare la loro arte.

 

Teatro Martinitt - Via Pitteri 58, 20134 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36580010, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietteria: dal lunedì al sabato 10-20, domenica 16 settembre 15-20
Orario spettacoli: ore 21
Biglietti: 22 euro, ridotto 16 euro; miniabbonamento a 40 euro per 3 spettacoli

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Federica Zanini, Ufficio stampa Teatro Martinitt
Sul web: www.teatromartinitt.it

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