Cyrano de Bergerac - Teatro Eliseo (Roma)

Scritto da  Venerdì, 02 Novembre 2018 

In occasione del centenario del Teatro Eliseo, in scena una delle più intense storie d'amore mai scritte: un'opera ancora straordinariamente moderna ed attuale, che tra ironia un po' guascona e versi magnificenti, coinvolge e cattura l'anima. Il “Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand, con l’ adattamento e la regia di Nicoletta Robello Bracciforti, apre la stagione teatrale con un appassionato Luca Barbareschi nei panni dell’immortale Cyrano, spadaccino dalla lama affilata tanto quanto il romantico ingegno poetico.



Produzione Teatro Eliseo presenta
Luca Barbareschi in
CYRANO DE BERGERAC
di Edmond Rostand
con Linda Gennari, Duilio Paciello, Thomas Trabacchi, Duccio Camerini e Massimo De Lorenzo
e con (o.a.) Valeria Angelozzi, Federica Fabiani, Alessandro Federico, Raffaele Gangale, Federico Le Pera, Gerardo Maffei, Matteo Palazzo, Carlo Ragone, Alberto Torquati
e gli allievi e le allieve del corso di Recitazione della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté Marilena Anniballi, Francesca Antonini, Marco Cicalese, Lia Grieco, Marlon Joubert, Michele Valerio Legrottaglie, Romana Maggiora Vergano, Gelsomina Pascucci, Federica Torchetti
scene Matteo Soltanto
costumi Silvia Bisconti
luci Pietro Sperduti
musiche originali Arturo Annecchino
collaboratore ai movimenti di scena Alberto Bellandi
vocal coach Elisabetta Mazzullo
adattamento e regia Nicoletta Robello Bracciforti


In un'epoca come la nostra, frettolosa, estremamente social e dedita alla tv del voyeurismo e del dolore a tutti i costi, in un momento storico dove anche a teatro spesso si assiste a lavori che si adattano ai tempi ma che risultano superficiali e senza contenuti, avere ancora la possibilità di assistere ad opere sensate e di spessore può sembrare un'impresa ardua. Fortunatamente, però, c'è ancora chi si impegna affinché esistano e possano essere fruibili al grande pubblico spettacoli di alta qualità, che consentano un arricchimento emotivo e culturale di chi vi assiste e che portino a conoscenza anche i più giovani riguardo all'esistenza di patrimoni letterari straordinari, affinché tutti possano godere del piacere di viaggiare nel tempo e con la mente, lasciandosi trasportare in uno scenario antico ma ancora straordinariamente moderno, assaporandone con gusto tratteggi, colori, sfumature e contrasti.

E' proprio quanto accade assistendo al “Cyrano de Bergerac” in scena al Teatro Eliseo di Roma fino al 25 novembre. Luca Barbareschi, anche direttore artistico del teatro, interpreta un personaggio dal temperamento complicato, incredibilmente moderno se si pensa che l'opera fu scritta da Rostand nel 1897, ispirandosi alla figura di Savinien de Cyrano de Bergerac, fantasioso scrittore francese seicentesco.

Cyrano è un rivoluzionario, un uomo libero e dignitoso, che non si assoggetta ad alcun potere e che non teme né sconfitte né condizionamenti di alcun tipo. Un uomo ironico, a tratti burlone, dall'animo forte e romantico, capace di sconfiggere i suoi nemici non soltanto con la sua abilità di spadaccino, ma anche e soprattutto con la potenza travolgente della parola. La sua spavalda sicurezza è messa in crisi solo dalla sua esteriorità, in particolare da quel famoso naso che "di almeno un quarto d'ora sempre lo precede": non è un uomo bello nel senso canonico del termine, Cyrano, e a causa di ciò non riesce ad esprimere il suo amore per la bella cugina Rossana, di cui è invaghito in segreto da tempo, ma che a sua volta è innamorata del bellissimo cadetto Cristiano, giovane prestante ma incapace di conferire forma verbale al suo amore, incapace cioè di usare il dono della poesia per conquistare la sua amata. Ecco che allora Cristiano e Cyrano stringono una sorta di alleanza: lo spadaccino aiuterà il soldato a conquistare Rossana, attraverso la magia e l'enfasi dei suoi versi d'amore; li presterà quotidianamente a Cristiano, il quale, grazie alla poesia di quelle parole unita alla sua avvenenza, potrà finalmente coronare il suo sogno ed avere la bella fanciulla in sposa.

Un sacrificio d'amore, quello di Cyrano, che svela appieno la sua grandezza. Un uomo capace di un gesto grandioso verso il suo rivale, un uomo generoso che per amore resta nell'ombra ed aiuta il proprio antagonista, scrivendo in sua vece meravigliose ed appassionate lettere d'amore, un uomo capace di non rivelarsi mai, di soffocare i propri sentimenti per vedere il suo oggetto del desiderio finalmente felice, grazie alle dolci frasi da innamorato che suggerisce a Cristiano.

Pertanto, questo testo teatrale ha non solo il merito di evidenziare l'importanza della libertà di pensiero e dell'indipendenza da qualsiasi potere, ma anche quello di porre al centro della scena proprio la parola, la sua capacità persuasiva, la forza che la circonda, la sua influenza sul destino dell'uomo e sulla realizzazione delle sue aspirazioni. Un testo in parte adattato ai nostri tempi, ma che è stato preservato e lasciato intatto nella sua bellezza originaria, in quei versi che rimangono scolpiti e impressi nella memoria, alchimia di parole suadenti di cui ancora oggi si apprezza la melodia. Meravigliosi la famosa descrizione del bacio proposta da Cyrano (riportata in calce) oppure il suo monologo nel secondo atto, quando afferma con convinzione la sua brama di dignitosa libertà. Sono momenti cruciali della narrazione, tutti sapientemente sottolineati dalle splendide musiche di Arturo Annecchino, che conferiscono enfasi e creano esattamente quell’atmosfera, a tratti ilare a tratti cupa, che lo spettatore si aspetta dalle diverse vicende.

Ma Cyrano è anche una metafora della vita, di quanto sia una sfida avvincente per chi la affronta con indomita passione, e di come - a conti fatti - si finisca sempre per uscirne sconfitti. L'epilogo della rappresentazione, infatti, va a sottolineare proprio questo aspetto, con un Cyrano che dopo tanti anni di duelli vinti, si ritrova ad essere colpito a tradimento, vigliaccamente alle spalle, e sceglie di andare a morire da Rossana, rimasta vedova di Cristiano anni addietro, la quale - quando ormai è troppo tardi - comprende tutto ciò che mai aveva inteso prima.

I personaggi si muovono in una scenografia imponente su tre livelli, con scale semoventi che assumono ora una funzione ora un'altra, sullo sfondo di quadri che vanno ad esaltare la bellezza della narrazione, quasi come se la vicenda raccontata si sviluppasse all'interno di un affresco d'epoca; suggestive e sorprendenti le botole che si spalancano sul palco, offrendo una percezione ancora più realistica della scena. Oltre alla carismatica prova recitativa di Luca Barbareschi nei panni di Cyrano, ottime anche le interpretazioni di Duccio Camerini (Regueneau) e Thomas Trabacchi (De Guiche); il cast è particolarmente nutrito, ventiquattro attori diretti con maestria da Nicoletta Robello Bracciforti, che riesce a ben armonizzare l'amalgama del gruppo e a distillarne la coralità e la forza del gioco di squadra. Da non perdere.

Atto III, scena IX
Ma poi che cosa è un bacio? Un giuramento fatto
un poco più da presso, un più preciso patto,
una confessione che sigillar si vuole,
un apostrofo roseo messo tra le parole
t’amo; un segreto detto sulla bocca, un istante
d’infinito che ha il fruscio di un’ape tra le piante,
una comunione che ha gusto di fiore,
un mezzo per potersi respirare un po’ il cuore
e assaporarsi l’anima a fior di labbra!

Personaggi e interpreti:
Luca Barbareschi - Cyrano
Linda Gennari - Rossana
Duilio Paciello - Cristiano
Thomas Trabacchi - De Guiche
Duccio Camerini - Regueneau
Massimo De Lorenzo - Le Bret
Valeria Angelozzi - Lisa/Bellarosa/Suor Marta
Gerardo Maffei - Cuigy/Cappuccino/Cadetto
Federica Fabiani - Governante/Madre Margherita/Spettatore/Presidentessa Aubry
Raffaele Gangale - De Valvert/Guardia/Poeta/Cadetto
Alessandro Federico - Ligniere/Cadetto
Federico Le Pera - Marchese/Cadetto
Matteo Palazzo - Jodelet/Poeta/Cadetto
Carlo Ragone - Montfleury/Carbone di Castelgeloso
Alberto Torquati - Borghese/Rosticciere/Cadetto

Allievi del corso di Recitazione della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté:
Marlon Joubert - Cavaliere/Rosticciere/Cadetto/Spettatore /Il Seccatore
Valerio Legrottaglie - Secondo Marchese/Poeta/Sentinella
Marco Cicalese - Servo/Spettatore/Apprendista/Un uomo/Cadetto
Gelsomina Pascucci - Preziosa/Spettatrice/Cameriera/Una giornalista/Suor Clara
Francesca Antonini - Preziosa/Prima attrice/Spettatrice/Donna/Suora
Lia Grieco - Vivandiera/Spettatrice/Cameriera/Qualcuno/Suora
Marilena Anniballi - Fioraia/Spettatrice/Cameriera/Una donna/Suora
Federica Torchetti - Paggio/Spettatrice/Suora
Romana Maggiora - Attrice giovane/Voce dai palchetti/ Donna/Suora


Teatro Eliseo - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83510216, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: lunedì ore 13/19, dal martedì al sabato ore 10/19, domenica ore 10/16
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20; mercoledì e domenica ore 17; sabato 3 novembre doppio spettacolo ore 16 e ore 20
Biglietti: da 15 € a 35 €
Durata spettacolo: due atti, 2 ore e 30’ escluso intervallo

Articolo di: Stefania Ninetti
Grazie a: Maria Letizia Maffei e Antonella Mucciaccio, Ufficio stampa Teatro Eliseo
Sul web: www.teatroeliseo.com

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