Cuoro - Carrozzerie | n.o.t. (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 29 Ottobre 2014 

Dal blog di Gioia Salvatori alla messa in scena teatrale in tre giorni di tutto esaurito alle Carrozzerie | n.o.t. con la regia di Giuseppe Roselli, "Cuoro" è uscito dai new-media e prova a comunicare attraverso una forma maggiormente classica, quella del teatro, ma con il linguaggio moderno e frizzante caratteristico dei blog e dei social network.

 

CUORO
di e con Gioia Salvatori
regia Giuseppe Roselli
scene Giuseppe Crisafio
costumi Le CostuMistiche
video Luca di Prospero e Maddalena Monti
luci Javier Delle Monache
grafica e foto Manuela Giusto

 

“C’è qualcuno dei miei ex in sala?” Sempre meglio accertarsene. Così Gioia Salvatori, nel suo vestito da bomboniera rossa, fa il suo ingresso nella sala delle Carrozzerie | n.o.t. completamente agghindata in bianco, rosso e nero. Nell’entrare e vedere le sedie posizionate sfruttando la lunghezza del corridoio e dando le spalle alla scena allestita, si ha quasi l’impressione, grazie ai nastri bianchi e rossi che di solito separano da una scena del crimine e che qui delineano un lungo rettangolo invalicabile, di stare per assistere ad una sfilata di moda. Ed eccola che arriva con un voluminoso vestito rosso, grande energia, parlantina rapida e spigliata e tante di quelle verità semi-taciute che ti fanno raggelare e divertire assieme.

“Una volta che hai dei genitori, non ti può più andare bene”, inizia parlando della famiglia come di un’istituzione voluta dalle case farmaceutiche per continuare a vendere psicofarmaci, come del nucleo dal quale nascono tutti i nostri disagi; in particolare, se cresci con l’amore per l’arte, allora davvero ti sei preso il peggiore dei problemi e stai certo che la causa è nella famiglia: nella madre, quella signora a cui vengono date tutte le colpe, che i maschi riescono ad accettare per via delle tette, ma le ragazze o se ne distanziano totalmente o diventano come quelle persone che non hanno una vita propria, sempre legate a lei per qualsiasi decisione; e nel padre, quel signore a cui vengono pure date tutte le colpe, che i figli accettano perché li fa divertire giocando a calcio e che le figlie usano per estorcere denaro grazie all’arte appresa dalle madri; ed infine nei fratelli e nelle sorelle, meri ostacoli all’eredità totale. Per quanto spiegate con un’ironia intelligente e per quanto la critica sia affilata non ci si può non ritrovare in alcuni passaggi ed è questa sua capacità quasi empatica a spaventare e a far ridere a crepapelle.

Tra canzoni da chiesa, dialoghi con orsi di peluche giganti, strane telefonate che parlano di cose improbabili e canzoni pop anni ’90 che ti fanno completamente uscire di senno, Gioia Salvatori si innalza come un’eroina classica: la sua verità, salva dalle ipocrisie della nostra società, è una sveglia di acqua fredda ed è una guida nell’analisi del diverso da sé. Pennarello rosso che fa del bianco e lucido pavimento delle Carrozzerie un memento di tipologie di persone da evitare: dal problematico per cui tutto è un fastidio, al tranquillone che qualsiasi cosa accade gli scivola addosso, al sincerone che ti offende facendosi portatore di verità, all’ottimista che vede sempre il bicchiere mezzo pieno fino al grande mostro, la dietologa, che a prescindere dai tuoi sforzi e risultati ti ricorda che non sei abbastanza. Accanto ai prototipi dell’altro da sé stila una lista di sentimenti da usare in ogni evenienza: l’odio, la vendetta, la paura e la rabbia. Viene quindi meno in questo spettacolo ogni buonismo e ipocrisia.

Inizia la seconda parte, ci si sposta nell’area allestita e intorno a noi vediamo bianche nuvole appese, cuori giganti, tappeti decorati, divani pieni di morbidi cuscini rossi e un trono sul quale si siede lei, una moderna Regina di Cuori. Sembra uno di quei programmi televisivi con gli opinionisti che parlano di moda, criticano i vip, ti dicono cosa mangiare per essere in forma perfetta; lei è tutto e niente di tutto ciò, parla di moda, è vero, boccia i gonnelloni, le birkenstock, i colori pastello ma tutto è tramite per veicolare un disagio più grande e più profondo ed è interessante percepire come ognuno degli spettatori sia toccato su corde emotive ed intellettuali diverse.

Attenta la regia di Giuseppe Roselli, che ha saputo indirizzare e pulire il vulcano di energia e idee di Gioia Salvatori, che sempre con nuova forza si è gettata nel suo monologo rendendolo indubbiamente fresco e stimolante. Intelligente anche l’utilizzo dello spazio scenico che permette una totale integrazione in questo flusso di parole che ti bombarda e che lascia interdetti o fa esplodere in risa.

Con il suo muoversi a singulti nel “Guarda che ti faccio questo ballo col mio corpo” il teatro è piegato in due, diventerà il nuovo tormentone estivo.

 

Carrozzerie | n.o.t. - via Panfilo Castaldi 28/a, 00153 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 347/1891714 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 23-24-25 ottobre, ore 21.00
Biglietti: intero 12 euro, ridotto 7 euro, ingresso con tessera associativa 3 euro

Articolo di: Chiara Girardi
Grazie a: Giulia Taglienti, Ufficio stampa OffRome
Sul web: www.carrozzerienot.com

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