CuoreMio - Teatro Belli (Roma)

Scritto da  Giovedì, 01 Ottobre 2009 
cuoremio

Dal 29 settembre al 4 ottobre. Una talentuosa compagnia guidata da un giovane ed innovativo regista ed un testo profondamente poetico ed appassionante danno origine ad uno spettacolo drammatico, fosco e commovente, una storia oscura e triste nella quale si ritaglia però prepotentemente il proprio ruolo anche la luce: è la luce che deriva dall’amore di una madre nei confronti del proprio figlio. Un amore che nulla, nemmeno la droga, potrà minimamente scalfire.

 

 

 

 

Teatro Belli presenta

Dal 29 settembre al 4 ottobre 2009

CUOREMIO

una produzione NoirDesir.it

Scrittura scenica di Vania Mattioli

Regia di Massimo Stinco

Con Diletta Oculisti, Simone Marzola, Fabio Maffei, Valentina Caimmi

Scenografie di Gianni Calosi e Massimiliano Duchi

Disegno Luci di Marco Faccenda

Musiche di Yann Tiersen, Rollback

Fonica a cura di Danilo Giannini

Assistenti alla regia Vania Mattioli e Duccio Stroppa

 

Intenso, duro, scioccante, secco, crudo, ma anche poetico, pieno d’amore ed in un certo senso delicato. In definitiva, bello ed assolutamente da non perdere. Vogliamo iniziare questa recensione con le impressioni finali suscitate dalla visione di “CuoreMio”, portato in scena al “Belli” di Roma da Massimo Stinco ed i “suoi” giovani attori della compagnia NoirDesir.it. E’ anzitutto doveroso constatare che riempie sinceramente il cuore di sconforto il vedere un testo teatrale così profondo e prezioso attrarre a teatro relativamente pochi spettatori, mentre rappresentazioni dai nomi più roboanti, ma non di rado sciattamente portate in scena da compagnie supponenti, riempiono sale intere di spettatori non sempre del tutto coscienti del reale valore dell’arte teatrale. Pertanto, parte da queste pagine un’esortazione convinta a non dimenticarsi dei teatri più di nicchia, delle giovani compagnie e dei registi innovativi; spesso proprio dall’interazione di questi elementi nascono delle piccole e poetiche gemme che meritano di essere viste, apprezzate e, perché no, anche riviste.

È proprio il caso di “CuoreMio”, spettacolo che porta in scena il disagio di una donna, una madre, alle prese con una delle prove più difficili e devastanti che il destino possa presentare: un figlio problematico, un ragazzo fragile che nasconde il proprio disagio nella via più facile da percorrere, quella dell’evasione dalla realtà, quella dell’effimero benessere che riempie di godimento qualche fugace istante ma poi lascia nella solitudine e nella disperazione della dipendenza, quella droga che spesso non concede una seconda opportunità. Una donna che affronta questo dramma con al proprio fianco un marito che non riesce ad imporsi, taciturno, debole, che presto abbandonerà la lotta e cederà sotto il peso della malattia, lasciando la donna ancora più sola nell’affrontare la più terribile sfida della vita, quella di salvare il proprio figlio dalla perdizione. E dire che Marina pensava che la propria vita sarebbe stata gioiosa e dedicata ad una famiglia prolifica e unita quando, già a quindici anni, si era ritrovata madre di un bellissimo ed amorevole bambino. Ed invece, quando si alza il sipario, ci troviamo davanti una donna provata, devastata, affranta dal dolore di un figlio drogato, violento, ladro. Una donna attanagliata dai ricordi di una vita felice e dalla disperazione di un presente opprimente, una madre stretta tra il desiderio di salvare il proprio figlio e la stanchezza di una vita piena di ostacoli. Marina ci sembra quasi sull’orlo di cedere alle voci che infestano la sua mente e che la spingono ad abbandonarsi alla follia, a rinunciare alla lotta cedendo all’oblio. Ma Marina non cede, Gianluca deve essere salvato, a costo di enormi sacrifici, a costo di versare un mare di lacrime. Non si può smettere di lottare, non ci si può abbandonare alla solitudine, né allo sconforto. Eppure Gianluca sembra destinato ad una sorte fosca e senza scampo: il ragazzo “non vede più l’azzurro davanti a sé, né dietro, né di lato”. È proprio questo il nemico più difficile, la mancanza di prospettive, di speranze, di sogni. La solitudine, assordante silenzio, devasta l’anima di Gianluca e non risparmia neanche la nostra povera Marina. Dove trova la protagonista il coraggio per andare avanti? Come riesce Marina a non scalfire minimamente il proprio amore nei confronti di un figlio violento, che picchia non solo la fidanzata, ma anche la propria madre? È nell’amore che la giovane donna trova imperturbabilmente la forza per lottare, l’amore tipico di una madre, una forza che vincerebbe qualsiasi guerra e che abbatterebbe qualsiasi barriera. Ed è proprio l’amore incondizionato a sostenere la madre nell’andare avanti e a convincerla che dalla cenere prima o poi Gianluca si potrà rialzare. Infatti, dopo molta sofferenza, dopo aver toccato il fondo, Gianluca riuscirà ad intravedere la luce e grazie ad una guida amica tornerà a sorridere, a parlare ed il suo cuore tornerà a battere ed a provare dei sentimenti per una madre, il cui cuore non aveva mai smesso di sperare, né di amare.

cuoremio2Un testo estremamente poetico e commovente e l’interpretazione eccezionale dei quattro giovanissimi attori in scena rendono questo spettacolo avvincente e, nella sua drammaticità e crudezza, assai piacevole ed appassionante. Una rappresentazione da godere tutta d’un fiato, che inchioda alla poltrona sciogliendo i sentimenti in una tempesta di emozioni che ci rendono inevitabilmente partecipi di drammatiche vicende che tante donne e uomini si trovano purtroppo a vivere quotidianamente. “CuoreMio” è un storia triste, drammatica, ma al contempo anche piena d’amore e di speranza, una luce brillante che si staglia sullo sfondo dell’oscura apparenza e dona un lieto fine che alleggerisce i cuori e regala sollievo.

Incredibilmente sorprendente, intensa e di una sincerità lacerante l’interpretazione di Diletta Oculisti nei panni di Marina: la giovane attrice si cala perfettamente nei panni di questo impegnativo personaggio donandoci con generosità e passione un continuo fluire di forti emozioni con una padronanza scenica ed interpretativa che trascina immediatamente lo spettatore nella drammaticità della situazione. Ottime davvero anche le prove recitative fornite  dagli altri attori della compagnia, Simone Marzola, Fabio Maffei e Valentina Caimmi (molto convincente nel ruolo della ragazza di Gianluca), che dimostrano una piena maturità interpretativa e nulla hanno da invidiare a più illustri e navigati colleghi. Le audaci scelte registiche di Massimo Stinco, parliamo della semplice, claustrofobica e tetra scenografia, delle musiche ad alto volume che accompagnano in maniera penetrante le emozioni degli spettatori, della decadente e drammatica atmosfera che viene magistralmente ricreata sul palcoscenico e che si proietta di riflesso in tutta la sala, sono assolutamente apprezzabili e di grande originalità e ci fanno riflettere sul fatto che probabilmente sia necessario recarsi in teatri estranei ai circuiti maggiormente pubblicizzati per godere di una regia fresca e libera come quella che caratterizza l’arte del giovane regista toscano. Insomma, per non ripetere le considerazioni di inizio articolo, ben poco possiamo aggiungere, se non tornare ad incoraggiare gli amanti del buon teatro a recarsi al Belli, per godere di una rappresentazione sorprendente e, a tratti, anche esaltante.

 

Teatro Belli

Piazza di Sant’Apollonia, 11

00153 Roma

Per informazioni: 06/5894875

Biglietti: Interi € 18,00 – Ridotti € 13,00 – Prevendita €1,00

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Ufficio Stampa Maya Amenduni

Sul web: www.noirdesir.itwww.teatrobelli.it

 

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