Cuore di cane - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Scritto da  Sabato, 16 Febbraio 2019 

In scena fino al 10 marzo, al Piccolo Teatro Grassi di Milano, “Cuore di cane”, il testo di Bulgakov raccontato attraverso il ricercato adattamento teatrale di Stefano Massini e l'abile mano registica di Giorgio Sangati, e portato in scena con straordinaria potenza interpretativa da Paolo Pierobon.

 

CUORE DI CANE
libera versione teatrale di Stefano Massini
dal romanzo di Michail Bulgakov
regia Giorgio Sangati
scene Marco Rossi
costumi Gianluca Sbicca
luci Claudio De Pace
trucco e acconciature Aldo Signoretti
con (in ordine alfabetico) Lorenzo Demaria, Giovanni Franzoni, Sandro Lombardi, Lucia Marinsalta, Paolo Pierobon, Bruna Rossi
produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa
coproduzione Compagnia Lombardi Tiezzi

 

Tutti rincorriamo la giovinezza, oggi come nel 1925, anno in cui Bulgakov scrisse “Cuore di cane”: il Professor Preobražénskij sta infatti cercando una terapia che ringiovanisca le persone. Ad essere preso come cavia è Pallino, cane randagio al quale viene trapiantata l'ipofisi di un giovane morto prematuramente. Ma la ricerca della giovinezza è solo un pretesto per raccontare una storia ben più tremenda.

La letteratura di fine Ottocento e primi del Novecento è piena di opere in cui si criticano aspramente i tentativi della scienza positivista di sostituirsi a Dio: riportando in vita i morti o trasformando gli animali in "civilissimi" esseri umani (si pensi a “Relazione ad un'accademia” di Kafka). Ma qui Bulgakov inserisce un ulteriore livello: in questa forzata umanizzazione di un povero cane randagio c'è tutta la sua critica al regime sovietico, tutta la sua delusione per una rivoluzione in cui aveva creduto e che non ha fatto altro che creare una società fondata sul terrore, sull'imposizione e sulla violenza.

In uno spazio scenico che sa essere intelligentemente versatile, capace di rappresentare con immediatezza tanto il laboratorio, quanto la gabbia del cane ma anche gli squallidi sobborghi nei quali si aggira il cane Pallino - poi diventato cittadino Pallinov - vediamo compiersi il tremendo "miracolo": la prima parte dello spettacolo è una lezione di teatro su quanto il fisico possa dire molto più di tante parole; parole che peraltro sono importantissime nella fase di umanizzazione di Pallino, dal momento che Massini indaga infatti con particolare attenzione il funzionamento del linguaggio, il suo potenziale espressivo nel creare una coscienza personale e un'idea politica.

Pierobon, che interpreta la malcapitata cavia, trasmette tutta la fatica e la sofferenza di una bestia vessata e costretta ad omologarsi e che viene disumanizzata quanto più cercano di renderla umana; ci racconta con grandissima immediatezza la sofferenza di questo cumulo di pelliccia che, mano a mano che perde il pelo e conquista la postura eretta, inizia anche ad elevare il proprio modo di esprimersi elaborando concetti di senso compiuto e ragionando con la propria testa. E per questo sarà condannato a tornare cane, destinato così ad una vita di frustrazione, senza poter essere mai più davvero cane e senza poter essere mai più nemmeno uomo.

 

Piccolo Teatro Grassi - Via Rovello 2 (M1 Cordusio), Milano
Per informazioni e prenotazioni: servizio telefonico 02/42411889, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30;
domenica, ore 16; lunedì riposo
Biglietti: platea 40 euro, balconata 32 euro

Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Grazie a: Valentina Cravino e Edoardo Peri, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

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