Cuisine & Confessions - Romaeuropa Festival, Teatro Brancaccio (Roma)

Scritto da  Domenica, 06 Dicembre 2015 

Grazie al Romaeuropa Festival è arrivata nella capitale la compagnia quebecchese Les 7 doigts de la main. Ensemble circense composto da nove artisti di diversa nazionalità, è andato in scena al Teatro Brancaccio con il suo ultimo gioiello intitolato "Cuisine & Confessions", dove, in una cucina attrezzata di tutto punto, lo spettacolo comincia quando i fuochi si accendono e finisce quando i piatti sono pronti in tavola: gli spettatori sono tutti invitati!

 

CUISINE & CONFESSIONS
creazione, regia Shana Carroll, Sébastien Soldevila
interpreti Sidney Iking Bateman, Héloïse Bourgois, Melvin Diggs, Mishannock Ferrero, Anna Kichtchenko, Gabriela Parigi, Emile Pineault, Matias Plaul, Pablo Pramparo
assistente artistico, direttore di palco Sabrina Gilbert
direzione musicale Sébastien Soldevila
sound engineer Colin Gagné
disegno luci Éric Champoux
scenografia Ana Cappelluto Props Cloé Alain-Gendreau
costumi Anne-Séguin Poirier
apparato acrobatico Yannick Labonté
acrobatic design Jérôme LeBaut
acrobatic coaching Francisco Cruz
assistente alla scenografia Clara Maria Gonzalez
consulente per la cucina Mat & Alex Winnicki – Satay Brothers
manager di produzione Luc Paradis
direttore tecnico Yves Touchette
musiche originali, arrangiamenti Nans Bortuzzo, Raphaël Cruz, Colin Gagné, Spike Wilner, DJ Pocket
canto Alexandre Désilets, Frannie Holder
chitarra Serge Nakauchi-Pelletier & Benoit Landry
C.E.O. Nassib El-Husseini
direzione artistica Shana Carroll, Isabelle Chassé, Patrick Léonard, Gypsy Snider, Sébastien Soldevila, Samuel Tétreault
direzione touring, sviluppo, eventi speciali Tina Diab
comunicazione Marion Bellin
ispirato al libro “Young and Hungry” di Suzanne Taylor
foto © Alexandre Galliez
coprodotto da CNCDC Châteauvallon – Centre National de Création et de Diffusion Culturelles (Ollioules, France), Espace Jean Legendre, Théâtre de Compiègne – Scène nationale de l’Oise en préfiguration (Compiègne, France), Grand Théâtre de Provence (Aix-en-Provence, France), Thomas Lightburn Producer (Vancouver, Canada), TOHU (Montreal, Quebec)
Les 7 doigts de la main è supportato da Conseil des art et des lettres du Québec, Conseil des arts du Canada, Conseil des arts de Montréal

 

Tante pièce hanno per oggetto il cibo e i riti a questo connessi, così rivelatori di risvolti psicologici della vita, perché in fondo, al di là delle performance gastronomiche, la cucina è l’intramontabile luogo del cuore, evocativo di memorie, conflitti, affetti.

Shana Carroll e Sébastien Soldevila, autori dello spettacolo "Cuisine & Confessions", hanno voluto tradurre il coinvolgimento emotivo e sensoriale di una cucina collettiva in uno spettacolo globale, mettendo contemporaneamente in gioco tutte le risorse dell’arte circense, dove il corpo stesso diventa ingrediente fondamentale. Creando un’atmosfera al contempo familiare e fantastica, hanno vinto una scommessa molto rischiosa: portare l’esperienza del circo a una dimensione ultra contemporanea, grazie alla polivalenza dei suoi artisti, e andare oltre portandolo a una dimensione squisitamente teatrale, facendo diventare acrobatica la preparazione di vere e proprie ricette su di un palco allestito come una cucina perfettamente funzionante. Ciò è stato possibile grazie ad una sapiente struttura drammaturgica e all’eccellenza degli elementi della compagnia, di varia provenienza e storie di vita. L’insieme delle performance e l’efficacia del montaggio sono un miracolo di varietà e naturalezza: i nove artisti sono stati di volta in volta danzatori, clown, cabarettisti, cantanti, acrobati, giocolieri, storyteller. Abbiamo ascoltato il racconto della famiglia riunita intorno ad un tavolo rotondo, dove c’è sempre posto per qualcuno, la storia di una ricetta che ha segnato per sempre un momento indimenticabile, e visto, quasi imbarazzati, il tenero approccio a una ragazza timidamente corteggiata proprio nel segreto della cucina. Particolarmente toccante è stato il ricordo del padre desaparecido durante la dittatura in Argentina, nelle parole di chi ha potuto vedere la sua famiglia riunita solo in sogno. Dove la parola non basta è poi il corpo a esprimere l’emozione, ed è a volte gioia di vivere irrefrenabile, come nelle guizzanti coreografie di balletto, a volte istinto di volo nell’esibizione di acrobazie aeree che tolgono il respiro, a volte ironia, come nella giocoleria che usa fruste e scolapasta al posto dei birilli, tra pentole e banconi. Il gesto atletico non è però mai numero circense in senso stretto ma gesto abitato che comunica la densità delle emozioni e raggiunge momenti di altissima poesia, commozione, divertimento.

Quando si entra in sala ci si sente subito convenuti a casa di amici e più precisamente in una cucina vasta come il teatro stesso, per uno stuzzicante odore di aglio che pervade l’aria. L’atmosfera è informale, gli artisti circolano con molta naturalezza tra le poltrone scherzando, offrendo da bere e patatine, fanno conoscenza e chiedono le preferenze culinarie di qualcuno, mentre suona un piacevole swing: poi lo spettacolo entra nel vivo quando la squadra dei cuochi si mette al “lavoro” nella cucina allestita sul palco, col benvenuto ufficiale. Durante la preparazione di omelette, pasta (fusilli) e torta di banane, la squadra di cuochi-circensi si esibisce a turno sul palco. In varie occasioni gli spettatori sono stati invitati a salire sul palco e coinvolti nella preparazione, altri ad assaggiare le pietanze perché cucinare per qualcuno vuol dire fare qualcosa per gli altri ed entrare in sintonia. A trentacinque minuti dalla fine è chiesto al pubblico di sincronizzare il timer dei telefonini. E’ il tempo di cottura della torta di banane, dolcissima e buonissima, che sarà servita a fine spettacolo!

Gli artisti provengono da varie nazioni ed hanno diversa formazione di base, perfezionatisi però tutti alla scuola di circo di Montreal, e contribuiscono in egual misura alla maestria di un collettivo di prim’ordine, anche se, favorito da una maggiore contiguità con la lingua italiana, l’apporto dei due membri argentini ha sicuramente privilegiato l’aspetto narrativo.

Uno spettacolo innovativo, caratterizzato dal rapporto umano col pubblico, nato con l’obiettivo dichiarato di abbattere la quarta parete, costruito con l’uso di varie forme d’arte in cui gli artisti hanno offerto se stessi condividendo cibo e sentimenti.

 

Teatro Brancaccio - via Merulana 244, 00185 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/80687231-2
Orario spettacoli: da mercoledì a venerdì ore 21, sabato 28 novembre ore 16 e ore 21, domenica 29 novembre ore 17
Biglietti: da € 24 a € 35

Articolo di: Rosanna Saracino
Grazie a: Matteo Antonaci, Ufficio stampa Romaeuropa Festival
Sul web: www.teatrobrancaccio.it

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