Crack Machine, il denaro non esiste - Teatro Valle Occupato (Roma)

Scritto da  Giacomo Curti Lunedì, 09 Dicembre 2013 

Al Teatro Valle Occupato, dal 5 all’ 8 dicembre, la compagnia MusellaMazzarelli porta in scena un lavoro che tende a investigare un tema di così sferzante attualità quale è quello della finanza, di frequente animata da torbide tattiche attuate allo scopo di accrescere un potere di influenza e controllo sul destino di una comunità di persone. Un meccanismo perverso e al tempo stesso calibrato con cura, che genera nella collettività la percezione di un bisogno, reale o fittizio che sia, al quale rispondere senza alcuno scrupolo etico.

  

  

 

 

 

Compagnia MusellaMazzarelli presenta
CRACK MACHINE - Il denaro non esiste
uno spettacolo di e con Paolo Mazzarelli e Lino Musella
scene Elisabetta Salvatori
musiche Climnoizer - Co'sang
voce registrata Federica Fabiani
organizzazione Carolina Pedrizzetti
si ringrazia Torre dell'Acquedotto di Cusano

 


Il lavoro dal titolo "Crack Machine - il denaro non esiste", è presentato dal duo di attori e coautori Lino Musella e Paolo Mazzarelli. La composizione drammaturgica scorge la propria forza propulsiva in un avvenimento realmente verificatosi in Francia. Cinque anni or sono, Jerome Kerviel, ex trader della più importante banca d’affari francese, la Société Générale, viene imputato quale unico responsabile della più devastante condotta che la finanza mondiale avesse sino ad allora registrato. Ed è così che l’uomo, il professionista con la più fina abilità a generare utili, dapprima riconosciuto con l’attributo di "Cash Machine", crolla sotto il peso del gravoso fardello in precedenza costantemente avallato dalla connivente e spregiudicata avidità espressa dai propri superiori.

 

Tale realtà suscita l’intervento traspositivo e finzionale con il quale gli autori tendono alla restituzione di una visione nostrana, che consapevolmente offra una prospettiva incontaminata, o comunque depurata dagli orpelli derivanti da vizi di convenzione sociale. In tal senso, a mio personale giudizio, è possibile motivare la decisione di un contesto carcerario, quale unico luogo ideale, nel quale concedere ai personaggi una possibilità di sviluppo e relazione fondata sulla concretezza e reale tangibilità di un rapporto quotidiano condiviso.

 

Ad inizio rappresentazione, con palcoscenico a vista, una radiocronaca dona al pubblico presente l’immediata consapevolezza circa l’effettiva evoluzione ed approdo al quale intenderà giungere il montaggio teatrale. Uno spunto che si esaurirà esattamente nel momento in cui l’efficace mescolanza di vivide luci ricondurrà la presenza e la tensione, agli ambienti del carcere dove il protagonista Geremia Cervello è costretto nella tramutata veste di condannato quale unico responsabile del crack finanziario generato. E’ in tale obbligata condizione che il protagonista imparerà a relazionarsi con Eros, malvivente avvezzo alla criminalità spicciola, nella speranza di scorgere un possibile terreno comune di comprensione e condivisione intorno alla sostanza dell’atto delinquenziale perpetrato in funzione di un interesse privato quale può essere quello del profitto, e del denaro.

 

Visioni dapprima inconciliabili, tanto ideale ed evanescente l’una quanto concreta e sanguigna l’altra, troveranno concreta condivisione nel momento in cui tanto Geremia quanto Eros perverranno ad una autentica fusione di intenti nel traguardare un fine morale che riesca a risvegliare un anelito di identità e dignità vitale.

 

E’ in questo percorso di ricerca e sviluppo che si innestano le altre due figure che completano il percorso narrativo: l’arrivista e viscida guardia carceraria Italo e l’assillante e mellifluo avvocato La Parola, emissario dalla banca d’affari giunto allo scopo di convincere Geremia Cervello ad attribuire a sé stesso le responsabilità di una realtà degenerata.

 

Esattamente loro risultano essere i due personaggi che completeranno il puzzle di un testo teatralmente efficace, anche per merito delle adeguate sonorità elettroniche rese dalla musica di Climnoizer - Co'sang, capace di condensare le variabili di probabilità ed imprevedibilità innescate dalla tensione emotiva offerta dai personaggi.

 

Inconsapevolmente saranno proprio loro, Italo e La Parola, attraverso le rispettive condotte ad adoperarsi all’unico e liberatorio possibile epilogo: l’evasione dal carcere dell’ex-trader Geremia Cervello, permettendo così al protagonista la concretizzazione del proprio piano di verità circa le reali responsabilità sottaciute, ed in larga parte attribuibili alla comunità che si affrettò ad individuare un esclusivo quanto funzionale capro espiatorio.


In conclusione, esprimendo così la propria ambizione ad una rinnovata e nobile fiducia nella moralità collettiva.

 

 

 

Teatro Valle Occupato - via del Teatro Valle 21, 00186 Roma
Orario spettacoli: 5, 6 e 7 dicembre ore 21, 8 dicembre ore 18



Articolo di: Giacomo Curti
Grazie a: Cristina Brizzi, Ufficio stampa Teatro Valle Occupato
Sul web: www.teatrovalleoccupato.it

 

 

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