Cotto e stracotto - Teatro Golden (Roma)

Scritto da  Domenica, 17 Febbraio 2019 

Da sempre attento a costruire storie attorno a messaggi attuali, Marco Falaguasta propone un nuovo lavoro in perfetta linea con il suo stile ironico ed incisivo. «Cotto e stracotto», in scena al Teatro Golden dal 5 al 24 febbraio è un testo divertente, quando non proprio esilarante, incentrato sul tema dello smarrimento e dell’impotenza dell’individuo di fronte alle tortuose vie imposte dalla macchina burocratica dell’apparato statale. La regia è di Tiziana Foschi.

 

LSD Produzioni presenta
COTTO E STRACOTTO
di Marco Falaguasta e Alessandro Mancini
con Marco Falaguasta
e con Sara Sartini
regia Tiziana Foschi

 

Quando si parla di Marco Falaguasta si può contare sulla certezza di assistere ad uno spettacolo intelligente, capace di accende i riflettori sulle anomalie del nostro vivere quotidiano, consentendoci sicuramente di riderne e, allo stesso tempo, di appropriarci di qualche elemento in più per analizzarle. Anche questa volta l’artista romano non delude le aspettative e in «Cotto e Stracotto», in scena al Teatro Golden dal 5 al 24 febbraio, posiziona la lente d’ingrandimento sui contorti percorsi della burocrazia che fra documenti, certificazioni ISO 9001, uscite di sicurezza, maniglie antipanico, planimetrie, scarpe antinfortunistiche e segnalatori di ostacoli, disincentiva ogni forma di intraprendenza.

Partendo da un ricordo d’infanzia, legato alla pizzeria del signor Franco dove ha imparato a muoversi da solo ancora bambino, Falaguasta racconta del suo desiderio di rilevare il negozio per riavviare l’attività e coniugare un’opportunità di guadagno ad un sentimento nostalgico. L’acquisto diventa l’occasione per parlare un po’ di sè, del proprio passato, del sogno di diventare attore, del rapporto con i figli “costantemente connessi” in un mondo reso sempre più complicato da tante istituzioni che emanano regolamenti e leggi senza interloquire fra di loro, rendendo impossibile la vita ad ogni individuo che, volente o nolente, debba farci i conti.

Fra un rimando e l’altro, il protagonista trova il modo per fare lo slalom fra vari argomenti. Evidenzia così come l’eccessivo uso dei forestierismi nell’italiano corrente impoverisca la lingua, anche perché, se non ci abbiamo fatto caso, le situazioni positive pescano dalle lingue straniere - basti pensare all’alone di seduzione che posseggono parole come charmant, bohemien, o all’incisività di altre come benchmark, core business, break even - mentre quelle negative trovano riferimento nel linguaggio colloquiale, tendenzialmente declinato in chiave scurrile, di casa nostra.

Poi, per affrontare il discorso del mancato confronto fra enti pubblici, Falaguasta prende il via dall’esilarante racconto dell’abitudine della mamma di archiviare ogni singolo elemento della vita familiare, dall’atto di Battesimo alla ricevuta emessa dal ristorante dove si è festeggiata la Comunione del piccolo Marco, sino alla notifica della sentenza del giudice di pace che riconosce la validità del ricorso per una multa contestata per eccesso di velocità. Un lavoro enorme che sicuramente avrà un senso, casomai si dovesse dimostrare il riconoscimento di un diritto contro un torto subito. Ma in Italia si deve fare i conti con quella burocrazia che genera una pletora di iter intrecciati dove non sempre è facile districarsi.

Tutta la rappresentazione si snoda lungo un itinerario che trova il suo punto d’inizio nell’acquisto del locale e quello di arrivo nell’inaugurazione della pizzeria. Ma la serranda che rimane incastrata a metà diventa la metafora di questa sorta di limbo in cui i sogni sono destinati a rimanere, nonostante il dispendio di risorse economiche, fisiche e mentali. Abbiamo una speranza? In fondo basterebbe trovare il lubrificante giusto per rendere più fluido l’apparato statale. Il protagonista non riesce ad alzare quella saracinesca e passa il testimone alle giovani generazioni invitandole a lasciarsi coinvolgere affinché, almeno loro, non trasformino “ogni legittima protesta in un compromesso” come avvenuto per i nati all’indomani della contestazione studentesca e cresciuti nell’agio degli anni ’80. Simbolo di questa fiducia nel futuro è il lancio del fantasioso hashtag #alziamolaserranda.

Rimanendo in tema con tutti gli anglicismi più o meno “incriminati” che l’interprete rammenta, possiamo dire che questa stand up comedy diverte tantissimo, e consente agli astanti di specchiarsi nelle parole del protagonista.

Diretto dallo stile preciso di Tiziana Foschi ed affiancato da Sara Sartini, che mostra di essere perfettamente in sintonia con i suoi tempi comici, Marco Falaguasta conferma di possedere una forte presenza scenica e dimostra di poter lanciare messaggi attuali mantenendo una vena di garbata comicità e pungente ironia.

 

Teatro Golden - Via Taranto 36, 00182 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/70493826, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17 e ore 21, domenica ore 17, lunedì riposo
Biglietti: : intero € 26 (+ 4 diritto di prevendita), ridotto € 22 (+ € 3 diritto di prevendita)

Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Daria Delfino, Ufficio stampa Teatro Golden
Sul web: www.teatrogolden.it

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