Costellazioni - Teatro Vascello (Roma)

Scritto da  Sabato, 05 Aprile 2014 

Dal 28 marzo al 6 aprile. Un testo geniale ispirato alla teoria della fisica quantistica, che sostiene l'esistenza di un numero infinito di universi. Nick Payne, traendo ispirazione da questa teoria, scrive questo testo drammaturgico che si aggiudica l’Evening Standard Theater Award nel 2012. Marianna e Orlando si amano? La verità non è un dato conoscibile, ma non è la filosofia a dirlo, è la fisica delle sub-particelle!

 

 

 

 

 

 

 

TSA Teatro Stabile d'Abruzzo in coproduzione con Khora.teatro presenta
COSTELLAZIONI
di Nick Payne
traduzione di Noemi Abe
con Margot Sikabonyi (Marianna) ed Alessandro Tiberi (Orlando)
regia Silvio Peroni
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
scenografia L’Aquila Scena
disegno luci Valerio Tiberi
foto Noemi Commendatore
regia Silvio Peroni

 

Pluripremiato dal successo a Londra nel 2012 al Royal Court Theater di Londra, lo spettacolo è approdato in versione italiana grazie al Teatro Stabile d’Abruzzo in coproduzione con Khora.teatro, e chiude la tournée al Vascello di Roma, con l’occhiello Cento Scene in 75 minuti.


Parlare d’amore oggi è veramente troppo difficile e una pièce che descriva l’ennesimo rapporto di coppia, tra letto e cucina, rischia di essere banale, scontata, dejà vu. Il giovane drammaturgo inglese Nick Payne non si è scoraggiato, ha preso ispirazione da un argomento scientifico e arduo come la fisica quantistica, è uscito da questo nostro brutto mondaccio claustrofobico che non ci basta più, ed è addirittura andato tra le stelle. Ha descritto un rapporto a due nel multiverso, cioè un insieme di universi coesistenti e alternativi che, secondo alcune teorie, esisterebbero al di fuori del nostro spazio-tempo, spesso denominati dimensioni parallele: le “Scene” rappresentano proprio l’esempio degli infiniti stati in cui la storia d’amore potrebbe trovarsi nei vari mondi esistenti in base alle opzioni possibili, se provassimo a non considerarla come la conosciamo, con un inizio, uno svolgimento e una fine determinate univocamente, per sempre.


La regia di Silvio Peroni ben asseconda questa folgorazione creativa, manovrando i due protagonisti, Marianna e Orlando, in un’ambientazione di stelle e pianeti. I personaggi si muovono su una pedana rialzata come su una loro personale navicella, in un continuo alternarsi di flashback e flashforward, separati in maniera neutra da indicazioni sonore e/o luminose. Molto efficace a questo riguardo è la scenografia, composta di semplici luci disseminate ad arte, che rendono efficacemente l’atmosfera magica dell’universo cosmico.


Marianna è una cosmologa quantistica e Orlando si guadagna da vivere facendo l’apicoltore, s’incontrano e credono di aver scelto di amarsi, ma esiste il libero arbitrio? Li vediamo incontrarsi a un barbecue di amici comuni e far l’amore, incontrarsi e non fare l’amore, tradirsi e non tradirsi, prendere lezioni di ballo, ammalarsi e guarire, lasciarsi, incontrarsi di nuovo al barbecue: ogni occasione però non è mai identica a se stessa, piccoli dettagli la differenziano, lo spettatore comincia a confondersi. Ben presto entra nel flusso cosmico anch’egli, si rende conto che il prima e il dopo non hanno senso perché l’opera vuole suggerire che non esiste una sola chance e il caso gioca un ruolo importante nelle nostre vite. Anzi, come a un certo punto dice Marianna, “siamo particelle disseminate a cazzo”, rievocando, grossolanamente, la famosa disputa tra Einstein e Niels Bohr, che fece dire al primo la famosa frase:” non è possibile che Dio giochi a dadi con l’universo”.


La giovane coppia di attori è ben assortita e credibile. Margot Sikabonyi (nota per Un medico in famiglia) assume e mantiene tutto il tempo il carattere della donna dominante ed evoluta e Alessandro Tiberi (noto per Boris) si riserva il ruolo della persona semplice, amante della natura e disponibile: microfonati ed energetici, affrontano senza cedimenti il continuo cambio di situazioni, forse però più intenti al gioco dell’incastro, peraltro perfettamente riuscito, che alle varie, possibili sfaccettature psicologiche dei personaggi.


Lo spettacolo, pur rifacendosi a un argomento serio già nel titolo, non ha la pretesa di approfondire la materia scientifica, ma di raccontare una relazione di due persone normali, emozionando quanto basta e ponendo delle domande, dei dubbi, con leggerezza e originalità, nell’ottica di un teatro vicino a un pubblico che cerca anche qualcosa di diverso dal teatro tradizionale.

 

 

 

Teatro Vascello (Sala Giancarlo Nanni) - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma (zona Monteverde Vecchio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5881021 – 06/5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: dal martedì al venerdì dalle 9 alle 21.30 orario continuato; lunedì dalle 9 alle 18; sabato dalle 11 alle 21,30; domenica dalle 14 alle 19
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: 20 euro intero, 15 euro ridotto, 12 euro studenti e gruppi di almeno 10 persone



Articolo di: Rosanna Saracino
Grazie a: Cristina D'Aquanno, Ufficio stampa Teatro Vascello
Sul web: www.teatrovascello.it

 

 

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