Costellazioni - Teatro dell’Orologio (Roma)

Scritto da  Martedì, 13 Dicembre 2016 

Approda al Teatro dell’Orologio, dopo tre stagioni consecutive di repliche accolte dall’entusiasmo unanime di pubblico e critica, l’emozionante “Costellazioni” del drammaturgo inglese Nick Payne, impreziosito dalla regia ricercata ed evocativa di Silvio Peroni e dalle interpretazioni magistrali di Aurora Peres e Jacopo Venturiero. La fisica quantistica, negli insondabili territori della teoria del caos, dipinge un infinito caleidoscopio di universi paralleli ed esistenze possibili; come si coniugano però queste astratte speculazioni scientifiche con l’esistenza quotidiana di un uomo ed una donna comuni? Lo scopriremo addentrandoci nei meandri della storia d’amore di Marianna e Orlando, gettando lo sguardo negli angoli più reconditi delle svolte obbligate che il destino porrà loro dinanzi, tra maldestri approcci seduttivi, innamoramenti dirompenti, dolorosi allontanamenti e lo spettro della malattia e della morte che si profila sempre più nitido all’orizzonte.

 

Produzione KHORA.teatro presenta
COSTELLAZIONI
di Nick Payne
traduzione Noemi Abe
con Aurora Peres, Jacopo Venturiero
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
disegno luci Valerio Tiberi
regia Silvio Peroni

 

CostellazioniLa drammaturgia britannica contemporanea non cessa di riservare emozioni autentiche ai suoi estimatori, sempre più numerosi anche in terra italica: ne costituisce una vivida testimonianza “Costellazioni” di Nick Payne che, dopo il debutto al londinese Royal Court Theatre nel gennaio 2012 e le repliche di calorosissimo successo al Duke of York's Theatre nel West End, fu salutato dall’ Evening Standard Theatre Awards come migliore commedia dell’anno, per poi intraprendere una tournée nel Regno Unito e sbarcare anche oltreoceano a Broadway in una produzione del Manhattan Theatre Club con protagonisti d’eccezione quali Jake Gyllenhaal e Ruth Wilson. In Italia lo spettacolo è stato accolto nel 2013 dalle sapienti mani produttive di Khora Teatro e portato in scena dalla fervida creatività registica di Silvio Peroni, ormai sinonimo di teatro capace di coniugare testi inconsueti e densi di spunti di indagine, uno stile narrativo sofisticato ed una visione lucida e disincantata della realtà contemporanea, distillata attraverso interpretazioni sempre calibrate e a fuoco di giovani attori di indiscusso talento.

In “Costellazioni” lo spazio scenico disegnato da Marta Crisolini Malatesta si presenta agli occhi dello spettatore sin da subito nella sua nuda oscurità, priva di ogni superfluo orpello o infingimento, indifesa, schietta e vivida come le anime dei due protagonisti che di lì a poco impareremo a conoscere sin nel profondo; unica concessione visiva, dal potente effetto suggestivo e simbolico, la ragnatela di filamenti elettrici e lampadine che sormonta il palcoscenico ed illuminandosi ad intermittenza disegna costellazioni di un firmamento di stelle al cui cospetto prenderanno corpo le umanissime vicende di Marianna e Orlando. Sarà proprio il disegno luci curato magistralmente da Valerio Tiberi a scandire l’incedere del racconto, assecondandone le vorticose accelerazioni e riannodando invece le fila della narrazione allorché sia necessario fare ritorno al passato per investigare la genesi del presente e recuperarne le radici.

La fisica quantistica e i sentieri imperscrutabili di un rapporto d’amore. Quale binomio potrebbe apparire più singolare ed azzardato? Nick Payne con la sua arguta analisi drammaturgica svela quanto invece i crocevia del destino possano effettivamente dipanarsi come sliding doors pronte a dischiudere orizzonti esistenziali completamente diversi; sono sufficienti un dettaglio, una circostanza fortuita, una mera casualità ad alterare definitivamente il cammino di due vite, destinate a separarsi per sempre o ad abbracciarsi indissolubilmente. Intuizione senza dubbio efficace: mentre le altisonanti teorie scientifiche sgretolano le granitiche certezze di un unico universo monolitico, ipotizzando infiniti universi paralleli nei quali condurrebbero la loro esistenza copie di ciascuno di noi, magari differenti solamente per qualche infinitesimo dettaglio, Payne centra il proprio sguardo su due vite come tante altre, quelle di Marianna e Orlando.

CostellazioniOrlando è un ragazzo concreto, alla mano, è un apicoltore e si procaccia il pane quotidiano producendo del miele delizioso; ben più estese le prospettive di Marianna, sagace e spiritosa ricercatrice universitaria, la cui mente è costantemente in viaggio attraverso le infinite galassie della cosmologia quantistica. Si incontrano nell’atmosfera conviviale di un barbecue da amici, tra imbarazzi e ritrosie iniziali avviano una frequentazione che ben presto si trasformerà in un legame duraturo, incappano poi nella dolorosa trappola del tradimento e della conseguente separazione; si ritrovano qualche tempo dopo ma la prova più atroce li attende al varco, una malattia ancor più devastante perché prima di condurre la ragazza alla morte la depriverà delle sue capacità cognitive, della sua identità professionale ed umana e dei ricordi più preziosi del cammino tracciato assieme.

Ciascun capitolo essenziale dello loro avventura di vita viene ripercorso, vivisezionato, accarezzato dalle infinite e mutevoli possibilità derivanti dall’alterare una microscopica ed apparentemente insignificante minuzia, una sfumatura di voce, uno sguardo appena accennato. Nonostante questa complessa andatura dell’intreccio narrativo e la tragica evoluzione dell’epilogo, non si commetta però l’errore di scambiare “Costellazioni” per una pièce di ardua fruizione o dai toni ottundenti, eccessivamente drammatici; al contrario l’amalgama di paesaggi emotivi rappresentati in scena negli innumerevoli frammenti in cui si decompone la storia d’amore di Orlando e Marianna regala oltre alla sincera commozione degli istanti finali anche irresistibili guizzi ironici grazie all’inconfondibile humour britannico, qualche colpo di scena sapientemente assestato ed in generale una sensazione di calore umano e palpitante emozione tale da instaurare un’autentica ed immediata empatia con lo spettatore. Merito questo da attribuire certamente alla ricchezza ed originalità del testo di Nick Payne, le cui peculiarità stilistiche e la cui capacità di porsi in un dialogo intimo ed onesto con lo spettatore sono però grandemente enfatizzate dalla regia personale e tecnicamente ineccepibile di Silvio Peroni, che negli ultimi anni davvero non cessa di sorprendere (basti rammentare la sua riuscitissima regia di “Cock” di Mike Bartlett, spettacolo andato in scena con gran successo per ben tre stagioni consecutive, ed il più recente “The Effect” di Lucy Prebble presentato in prima nazionale la scorsa estate al Kilowatt Festival di Sansepolcro e poi nell’ambito della rassegna Le Vie dei Festival).

CostellazioniUn testo ed una lettura registica che richiedono moltissimo agli interpreti in termini di precisione tecnica, intensità emotiva e aderenza al ritmo serrato dei continui capovolgimenti di prospettiva. Una prova che i due attori protagonisti affrontano senza riserve mettendosi completamente in gioco. Aurora Peres tratteggia con grande ironia e delicatezza le infinite sfaccettature di Marianna, dalla svampita evanescenza dei primi approcci amorosi alla caparbietà delle sue ricerche cosmologiche, sino allo smarrimento inquietante della malattia che avanza con il proprio morso infame. Jacopo Venturiero d’altra parte si dimostra ancora una volta attore di grande ricercatezza e versatilità; siamo ormai abituati a seguirlo nelle sue sempre convincenti avventure artistiche vedendolo passare con destrezza da un conturbante Dracula a un Cristo di sconfinata umanità, salpare nei panni di un prode Odisseo ed approdare in quelli dell’Oreste sofocleo nel sontuoso Teatro Greco di Siracusa, fino a raggiungere i lidi della drammaturgia britannica contemporanea con il cinico ed ambizioso broker gay di “Cock” di Bartlett o appunto il nostro Orlando in “Costellazioni” di Payne. Venturiero ci restituisce il ritratto irresistibile di un apicoltore goffo, teneramente impacciato, smarrito nella sua concretezza quotidiana di fronte all’immensità delle ricerche quantistiche della sua amata, amaramente irresoluto e affranto nella sua incapacità di essere balsamo lenitivo per la sofferenza in cui lei è destinata a sprofondare. Una coppia di interpreti davvero di talento e generosa, testimonianza di tutto ciò che un giovane attore dovrebbe infondere nella propria arte per avvicinare il pubblico al teatro con emozioni autentiche e vigorose.

Costellazioni” ci accompagna lungo i sentieri di un’umanità coraggiosa ed emozionante, che non si piega inerme alle offese del destino ma le affronta con dignità e la semplicità di un sentimento che non conosce ostacoli, un’umanità di cui Nick Payne e Silvio Peroni sono vividi cantori, attraverso le voci, i corpi e le anime di ottimi interpreti come Jacopo Venturiero e Aurora Peres.

 

Teatro dell'Orologio (Sala Orfeo) - via dei Filippini 17/a, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6875550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario biglietteria: dal lunedì al venerdì ore 11/19
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: intero 15 euro, ridotto 12 euro, under25 e universitari 8 euro (ingresso consentito ai soli soci: tessera associativa annuale 5 euro)
Durata spettacolo: 75 minuti

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Gertrude Cestiè, Ufficio stampa Teatro dell'Orologio
Sul web: www.teatroorologio.com

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