Cosi’ vicino...tra cielo e terra - Teatro dell’Orologio (Roma)

Scritto da  Martedì, 04 Dicembre 2012 

“Così vicino…tra cielo e terra”, tratto dall’omonimo libro dell’autrice contemporanea Anna Maria Antini, pubblicato da Opposto Net nella collana “La voce della luce”, è lo spettacolo con cui la compagnia Abraxa partecipa alla rassegna Exit. In scena, nel monologo sulla vita di Nemea, l’attrice Francesca Tranfo.

 

 

 

 

 

 

 

Abraxa Teatro e Fed It Art presentano
all’interno della quinta edizione della rassegna Exit – Emergenze per Identità Teatrali
COSÌ VICINO…TRA CIELO E TERRA
scritto e diretto da Emilio Genazzini
dal libro di Anna Maria Artini "Nemea - Tra Terra e Cielo"
con Francesca Tranfo
scenografia Massimo Grippa
costumi Matilde Guiducci
foto Guido Laudani
assistenza tecnica Lanfranco Pantaleoni
produzione Abraxa Teatro

 

 

Nemea, giovane fanciulla, solare, ilare che amava ballare e sorridere.
Nemea, giovane sposa illusa, stuprata dal suo stesso uomo, costretta ad una vita di schiava adornata di gioielli.
Nemea madre.
Nemea amante che conosce l’amore e a lui si abbandona.
Nemea accusata, violata, imprigionata.
Nemea costretta a vedere l’uccisione di sua figlia appena nata.
Nemea giustiziata.

 

Nemea è una donna vissuta nella Magna Grecia del V secolo a.C. Il suo torto è quello di aver voluto vivere un atto d’amore e di gioia e per questo viene costretta ad espiare in modo violento e disumano la sua “colpa”.
L’intento del regista è quello di non fermarsi alla narrazione di una storia di molto tempo fa ma, con questo lavoro, rendere Nemea simbolo della condizione umana. Un intento difficile da realizzare e, forse, solo in parte riuscito. Risulta infatti un po’ forzato il riferimento, la linea; il filo che lega la donna di ieri a quella di oggi, la donna condannata alla morte da una società il cui potere è affidato all’uomo. L’uomo quale essere violento, carnefice; essere dominante e castrante.
Forzatura data non dal fatto che questa condizione non sia davanti ai nostri occhi; no, ciò esiste e ne siamo consapevoli; è, purtroppo, ancora questo lo stato della donna in molti paesi…ma, questo lavoro, seppur ben diretto ed interpretato, non ha la forza dell’universale in grado di trascendere tempo e spazio, congiungendo in un unico punto, il passato e il presente.
Un lavoro differente dagli spettacoli di ricerca dell’Abraxa; un lavoro “classico”, quasi naturalista; pochi ed essenziali gli oggetti scenici utilizzati dall’attrice; un racconto arricchito da musiche ed immagini.
Un racconto troppo vicino all’antico, basato su un linguaggio che non contiene in sé la bellezza e la forza della tragedia greca. Un linguaggio contemporaneo che non può giungere alla catarsi propria del teatro greco.

 

 

Teatro dell'Orologio (Sala Grande) - via dei Filippini 17/A, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6875550
Orario spettacoli: sabato 1 e domenica 2 dicembre ore 21,00
Biglietto unico: 12 euro
Promozione CRAL, Studenti e Anziani ATEATROINDUE: 2 biglietti a 16 euro
Rassegna convenzionata ATAC: ogni coppia che si presenta al botteghino con l’abbonamento ATAC o con un biglietto timbrato in giornata, avrà diritto a due biglietti per un totale di 16 euro invece che 24 euro!
Inoltre tutti coloro che si presenteranno al botteghino a nome di Persinsala e Saltinaria, avranno diritto al biglietto con formula ridotta ATEATROINDUE.

 

 

Articolo di: Laura Sales
Sul web: www.exiteatro.com

 

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