Così tanta bellezza - Teatro Libero (Milano)

Scritto da  Venerdì, 25 Marzo 2016 

Il Teatro Libero di Milano ha presentato in prima nazionale "Così tanta bellezza", nuova opera scritta, diretta e interpretata da Corrado Accordino, attuale direttore artistico della Compagnia La Danza Immobile e dello stesso Teatro Libero; un lavoro capace di destare notevole curiosità, questo monologo dal titolo un po’ abusato ma che non ci parla né di città antiche né di strane figure bensì di una profonda introspezione personale.

 

COSÍ TANTA BELLEZZA
di e con Corrado Accordino
assistente alla regia Valentina Paiano
produzione La Danza Immobile/Teatro Binario 7
prima nazionale

 

Corrado Accordino sta da anni seguendo sue tracce umane creando spettacoli colmi di contrasti, come l’amore e la rivoluzione, il coraggio e la fedeltà agli ideali e ora sembra approdato alla vita di tutti i giorni di persone praticamente normali, come ad esempio una famiglia formata da un padre che lavora in un ufficio, una moglie e due figli, un maschio e una femmina entrambi adolescenti e del tutto alienati dai rapporti comunicativi a cui gli adulti presumono di doversi attenere. Il monologo parte dalla descrizione di questi punti di partenza e si passa velocemente ai pensieri, parole e rappresentazioni di svariati momenti quotidiani. “Sei sincero? Hai paura di essere irrilevante? Pensi di valere qualcosa? Comincia a descrivere se sei vivo…”. Così inizia l’introspezione e prosegue col tentativo di sentirsi ‘normale’: l’appartenenza a una famiglia tipo, quattro comuni essere umani con banale quotidianità, con tante piccole abitudini. L’umorismo si alterna all’amarezza.

Siamo delle buone persone” sottolinea il nostro protagonista, “siamo fortunati…” ribadisce, descrivendo relazioni in realtà parecchio scoordinate e con ben poca affinità se non la pura convivenza. Finché una sera lui esce di casa per fare due passi, si mette le cuffiette per ascoltare musica, ovviamente random per non dover scegliere, ascolta un pezzo molto rock che lo esalta e al buio di una strada che suppone deserta si mette a ballare, felice per pochi istanti. Finché una vicina in giro col cane lo vede, gli si avvicina proprio mentre lui inciampa e così gli chiede se sta bene, se gli serve qualcosa. Imbarazzato, lui si sente indispettito dall’incontro e si allontana ma poi comincia a chiedersi chi sia davvero quella donna col cane. “Chi è? Ha trovato ciò che voleva dalla vita? Non le ho mai parlato… ora andrò verso di lei e le dirò che è bellissima, la inviterò a ballare con me…”. Ma la donna, vedendolo tornare indietro ripete solo: “Che c’è? Ha bisogno?” e lui risponde soltanto “Niente”.

Il monologo si dipana, talvolta forse un po’ eccessivamente ma, se l’autore e interprete tiene a farci entrare nei meandri dei suoi pensieri, a noi tocca seguirlo e valutare le varie paure: di non piacere, di aver perso troppo tempo e così via, talvolta immedesimandosi e in altre occasioni avvertendo una certa distanza, oppure ritrovando volti noti, familiari e conosciuti o forse no. “Ho bisogno di uno psicologo” finisce per dedurre l’uomo, chiaramente stanco di troppi pensieri, alla ricerca di qualcosa che non riesce a descrivere con parole, forse bisogni dimenticati, forse noia, solitudine, certo una malinconia che rischia di degenerare in depressione, causa la ripetitività dei gesti di tutti i giorni. Il rischio di cadere in una alienazione sempre più profonda. La mancanza di vere soddisfazioni, in casa come in ufficio, dove nessuno gli parla umanamente eppure ogni cosa, va detto, è al suo posto, tutto è in ordine…. E con gesti sempre più scoordinati Corrado Accordino mima questa lucida follia.

Finché una sera, volendo uscire da solo come ormai fa da tempo, perde l’uso della parola. Moglie e figli lo guardano sulla soglia di casa, preoccupati, non capiscono cosa dica e lui va, corre, vola, danza. Non fa più male essere senza parole, niente pensieri, è bello perdere le cose ingombranti attorno alle parole. Rivive episodi dell’infanzia, sensi di colpa e segreti dimenticati. Parla tra sé e sé: “Il crimine è non chiedere, parlare senza dire! I segreti ci logorano dentro… E divorano i legami. Il mio crimine è non dire la verità, nemmeno a me stesso. Ho perso fiducia nella bellezza del dubbio”. A questo punto ritrova la parola e la usa per dire finalmente a tutti la verità. “La verità è come la poesia” confida, “sta sulle palle a un sacco di gente”. Insieme a questo regista, autore e attore dai capelli folti e grigi, dagli occhi blu profondi, dai modi strani, scopriamo che la vita è fatta solo di momenti.Se potessi tornare a vivere nuovamente” conclude, “vorrei soltanto momenti buoni. Ma non voglio tornare a vivere! Comincio ora, perché ho ancora tempo…!”. Un invito da raccogliere.

 

Teatro Libero - via Savona 10, 20144 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/8323126, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da lunedì a sabato ore 21, domenica ore 16
Biglietti: intero € 21, under 26/over 60 € 15, allievi scuola Teatri Possibili con TPCard € 10 (prime rappresentazioni € 3), studenti universitari con tesserino € 10, prevendita € 1,50

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Clarissa Mambrini, Ufficio stampa Teatro Libero
Sul web: www.teatrolibero.it

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