Così tanta bellezza - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Sabato, 16 Giugno 2018 

Dopo una intensa tournée Corrado Accordino è approdato al Teatro Elfo Puccini di Milano da lunedì 4 a venerdì 8 giugno con il monologo “Così tanta bellezza”, il cui sottotitolo potrebbe essere “la leggerezza è la misura della profondità”, soprattutto se condita con l’autoironia. Una prova autoriale interessante, dove la mimica e il gioco sono intrecciati con un teatro tipicamente di parola, che sta tutto nel testo e nel respiro dell’attore sulle parole; una riflessione sulla bellezza come senso della vita. Una parabola implacabile di una vita apparentemente “perfetta”, in cui tutto è al proprio posto e le cose vanno come devono andare fino alla paura di tutto che dilaga, il coraggio di mettersi in discussione e il rovesciamento della posizione iniziale: da una vita di buon senso, operosa e proficua a una vita fatta solo di momenti buoni, di cose inutili ma belle. Un messaggio di grande semplicità che libera dalla prigione dell’uomo contemporaneo e dagli schemi fatti per rassicurare che poi diventano carceri soffocanti.

 

COSÌ TANTA BELLEZZA
di e con Corrado Accordino
assistente alla regia Valentina Paiano
produzione Compagnia Teatro Binario 7



Avevo conosciuto Corrado Accordino in occasione dello spettacolo “Per favore niente eroi” - un lavoro articolato sullo scrittore americano Raymond Carver, andato in scena al Teatro Filodrammatici quando il regista e drammaturgo era coinvolto nella direzione di questo palcoscenico - e mi aveva sorpresa positivamente. Oggi Accordino è direttore artistico del Teatro Libero di Milano e del Teatro Binario 7 di Monza e conferma in questa pièce “Così tanta bellezza” lo sguardo originale dell’autore che lavora a lungo sul particolare, magari sul minimo dettaglio del quotidiano.

Lo spettacolo fa riflettere sull’esistenza dell’uomo contemporaneo, su quello che possiede e su come impiega il proprio tempo. Il finale è un’esortazione a non lasciarsi sfuggire le occasioni di bellezza che quotidianamente accadono. Il protagonista rovescia il senso della propria vita, la mette totalmente in discussione, ammette di non amare più sua moglie, di lavorare seriamente ma non credere nei briefing quotidiani e nelle proiezioni di mercato, che vengono smentite puntualmente, così come di amare i suoi due figli, eppure di volerli diversi. Non cede però alla facile, comoda e ingenua tentazione della rivoluzione; il protagonista non rimpiange nulla della sua vita, non vorrebbe tornare indietro. Perché? Perché c’è ancora molto tempo e vale la pena puntare sul futuro o sul presente e impegnarsi in quello che si può, invece che fantasticare. Un messaggio di coraggio, di slancio vitale e di grande praticità. Come il gesto di regalare un’orchidea bianca alla vicina di casa tutti i giorni solo perché è inutile ma bella. E’ questa la filosofia delle piccole cose di un testo senza sbavature, che non dura un minuto di più di quanto dovrebbe durare. Un’ora à bout de souffle che scorre rapida e leggera, con garbo e il gusto del divertimento. E’ un monologo lieve, ironico, a tratti divertente, come la descrizione della famiglia con i suoi tic nervosi, e allo stesso tempo potente.

Uno spettacolo che vuole raccontare quella bellezza che non si vede, che non ci si aspetta: contraltare all’ovvio e al già visto, che impara a gustare l’odore della vita, apprezzabile solo se si esce dalla zona di confort di un quadro in cui tutte le cose sono al loro posto con un puzzle impeccabile, soprattutto agli occhi degli altri. La riscossa della vita porta con sé il dubbio, l’incertezza e l’ignoto ma solo questo è vivere autenticamente.

Sul palco immerso nel buio Accordino delinea la figura di un uomo normale alle prese con la quotidianità, una routine garbata come il dialogo gentile, superficialmente affettuoso, un po’ affettato con la moglie, rassicurante. Come spesso accade non c’è un evento scatenante ma quel sentirsi ad un certo punto inquieto e aprire improvvisamente gli occhi di fronte a quello che tutti i giorni ci è davanti, come la vicina di casa che porta a spasso il cane. E’ il consiglio di un collega non amato, con la sua smaniosa voglia di condivisione e forse un po’ di saccenza rispetto alla voglia della vita, che lo spinge a fare un corso di teatro per tirare fuori quello che ha dentro. E poi l’avvicinarsi alla psicoterapia, una lunga riflessione sul sé a cominciare dai propri banali malesseri, tutti apparentemente sotto controllo, spie che diventano allarmi e grido. Dalla paura di tutto alla paralisi nelle scelte più banali - Corriere della Sera o Repubblica, inglese o arabo, spesa alla Coop o all’Esselunga, Hogan o Tod’s - sino alla libertà regalata dalla perdita, di tutte le certezze così come delle barriere.

Sullo sfondo la musica gioca un ruolo importante, emozionale e ritmico, insieme alle immagini che richiamano parole chiave e momenti essenziali del testo, illuminandosi alternativamente. La svolta arriva dall’affiorare del ricordo di un “incidente” dell’infanzia, che gli aveva procurato un trauma per cui aveva poi passato tutta la vita a “pulire” mentre cresceva la distanza tra il mondo e la sua reale essenza, riempiendolo di segreti e soffocandolo fino all’ammissione della verità. Interessante che questo cambio di direzione non porti ad un repentino colpo di scena, ad un incendio ma a una rivoluzione interiore, pacata quanto profonda: il cambio di paradigma nella visione della vita. Finalmente il protagonista potrà cantare, danzare e semplicemente “stare” nella vita. Il testo è davvero intenso e non ha bisogno di altro per vivere. Accordino è convincente perché non è enfatico ma semplicemente si racconta spingendo chiunque ad identificarsi.

 

Teatro Elfo Puccini - Corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da lunedì 4 a venerdì 8 giugno, ore 19.30
Biglietti: intero € 32.50, martedì posto unico € 21.50, under25 e over 65 € 17, under 18 € 12, scuole € 12

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Marcella Del Curto, Ufficio stampa Teatro Binario 7
Sul web: www.elfo.org

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