Cose Popolari - Teatro Sette (Roma)

Scritto da  Sabato, 18 Marzo 2017 

Un tema complesso e serio, trattato in modo delicato ed intelligente, è il perno attorno a cui ruota «Cose popolari», commedia tragicomica scritta da Nicola Pistoia, Ariele Vincenti e Francesco Stella, in scena al Teatro Sette fino a domenica 19 marzo. Ancora una volta, una scelta azzeccata da parte di Michele La Ginestra, direttore artistico dello spazio di via Benevento, che arricchisce il proprio cartellone con lavori di livello.

 

COSE POPOLARI
di Nicola Pistoia, Ariele Vincenti e Francesco Stella
con Nicola Pistoia, Ariele Vincenti, Francesco Stella e Giordana Morandini
scene e costumi Morena Nastasi
disegno luci Francesco Barbera
luci e fonica David Barittoni
regia Nicola Pistoia

 

Ci sono spettacoli che sarebbe davvero un peccato perdere. E «Cose popolari», in scena al Teatro Sette ancora fino a domenica 19 marzo, è indubbiamente uno di questi. Il testo, scritto da Nicola Pistoia assieme ad Ariele Vincenti e Francesco Stella, narra una vicenda che non può non colpirci, immersi come siamo in una realtà complessa e a tratti svilente. Per via diretta, mediata o interposta, ognuno di noi conosce i molteplici problemi di quelle aree della società più mortificate, così come le difficoltà derivanti dalla frustrazione e le complicazioni provocate dall’insoddisfazione. E allo stesso modo, sa cosa voglia dire lottare per mantenere la propria dignità, per sentirsi a posto con la coscienza, per cercare un ruolo che gratifichi. Tutte questioni connesse, talvolta invece contrapposte, ma pur sempre espressione dell’essere umano nella sua interezza.

Ovviamente, il lavoro in questione deve molto alla presenza di Nicola Pistoia che, impegnato anche in veste di regista e di autore, oltre che di attore, conferma di essere un artista mutevole, capace di trattare con delicatezza, e nondimeno con incisività, argomenti di vario genere, compreso quello legato alla problematica dell’abuso dovuto alla carenza abitativa.

Fabio (Ariele Vincenti), alle prese con un’occupazione precaria e oltremodo sfiancante ai Mercati Generali, riceve una dritta dall’amico “Braciola”, che in cambio di un piccolo compenso gli indica quale appartamento poter occupare in un quartiere non proprio residenziale della capitale. In particolare, l’alloggio Castrichella, scala B, VI piano, collocato in via Tamburaro, è libero perché la signora Rosina, ex proprietaria, è passata a miglior vita. E dunque, prima che l’alloggio venga assegnato ad un altro individuo avente diritto, è bene che il giovane operaio si sbrighi ad occuparlo, se vuole garantirsi una qualche opportunità di viverci. Certo, la modalità del subentro è tutt’altro che legittima e Stefano (Francesco Stella), cognato e complice in questa avventura, non manca di farglielo notare. Ma Fabio si sente giustificato dal fatto che ha bisogno di una casa, che non si può permettere di comprare: del resto, non può neanche più continuare ad abitare con il suocero se vuole mettere su famiglia con Patrizia (Giordana Morandini), sua compagna di vita. La situazione è quella che è: la borgata in questione è povera, l’arredamento lascia a desiderare, la corrente è staccata e per avere un po’ di chiarore è necessario compiere un ulteriore illecito, l’ascensore è in manutenzione da diversi anni. Patrizia, cassiera part time in un supermercato e cantante ai matrimoni, non si lascia coinvolgere e per quanto ci provi, per lei è veramente difficile violare le regole.

Figura centrale della vicenda è Mario Pisa (Nicola Pistoia), ribattezzato Mefisto, che si manifesta come un personaggio piuttosto singolare e sui generis: amante della musica classica, educato, generoso e straordinariamente curioso, l’uomo sbarca il lunario facendo il dog sitter e componendo per conto terzi dei puzzle di una discreta difficoltà. La reticenza che si manifesta nei suoi confronti nelle prime battute si tramuta presto in grande affetto.

I tre ragazzi, per quanto differenti, fanno parte dello stesso ambiente e alla fine si assomigliano molto più di quanto non appaia ad una prima lettura. Il loro comune denominatore, al di là dei contrasti e degli errori, è il peso dato all’amicizia, alla solidarietà, alla valorizzazione del rapporto interpersonale, e tutto sommato, anche all’onestà.

Questa commedia tragicomica, ben scritta e ben rappresentata, è molto sfaccettata: stimola risate, provoca moti di solidarietà, svela comportamenti crudeli, suscita atteggiamenti di condanna, diverte in modo amaro, emoziona per la linearità delle sue affermazioni. E poi, regala momenti di poesia e di commozione proponendo una chiave di lettura di un enorme problema senza avere la pretesa di dare soluzioni. Non assolve nessuno, non accusa nessuno.

Ariele Vincenti, Francesco Stella e Giordana Morandini, guidati in maniera decisa da un bravissimo Nicola Pistoia, mettono il cuore nella loro interpretazione. E il risultato, veramente degno, è davanti agli occhi di tutti.

 

Teatro Sette - via Benevento 23, 00161 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.44236382, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: dal lunedì al sabato 10.30-21.00; domenica 16.00-18.00
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
Biglietti: intero € 24, ridotto € 18 (prevendita compresa)

Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Andrea Martella, Ufficio stampa Teatro Sette
Sul web: www.teatro7.it

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