Corti Teatrali al Calàbbria Teatro Festival 2017, terza parte - Teatro Sybaris (Castrovillari)

Scritto da  Domenica, 22 Ottobre 2017 

Si chiude la tre giorni di corti teatrali che arricchisce, da ormai quattro anni, il Calàbbria Teatro Festival. In scena Rukelie” di Peppe Millanta diretto e interpretato da Antonio De Nitto, “L’uovo Bob” di Giorgia Presepi e Chiara Venturini con la regia di Silvia Giorgi e della stessa Venturini, e la “performance gastronomica” “Anna Cappelli” ideata e portata in scena da Margherita Bertoli.

 

Macondo presenta
RUKELIE
di Peppe Millanta
diretto e interpretato da Antonio De Nitto

 

La serata inizia con “Rukelie”, monologo ispirato alla storia di Johann “Rukelie” (albero) Trollman, il pugile tedesco nato da una famiglia sinti e detenuto in un campo di concentramento durante il regime nazista, dopo essere stato sterilizzato. Un’ultima lezione di pugilato gli costerà la vendetta di un Kapò. Lo spettacolo, di Peppe Millanta, è diretto e interpretato da Antonio De Nitto, premiato dalla giuria tecnica come “Miglior attore” per “la costruzione dello sviluppo emotivo, la presenza scenica, il rapporto con il pubblico”. L’opera vince anche il premio della giuria popolare.

I tempi della narrazione sono scanditi dalla velocità delle musiche. La sua vita da campione di boxe cambia radicalmente quando le leggi razziali naziste colpiscono anche i sinti, nel cosiddetto “sterminio dei vagabondi”, di un popolo nomade considerato portatore di criminalità. Digiuno e condizioni disumane non tolgono a Rukelie la dignità e un ultimo incontro sul ring sarà la sua occasione di riscatto. Allo stremo delle forze viene sfidato per scherno in cambio di pane e grappa. Ma il pensiero della sua gente, gli occhi che gridano libertà, sono più forti della fame e della stanchezza. Rukelie riesce a dare la sua ultima lezione sul ring ma la sua vita finisce nel febbraio del 43' per mano di un kapò che vendica l’umiliazione di essere stato battuto.

Un incontro che diventa sfida con se stesso, possibilità di dimostrare il valore suo e di un intero popolo. Una lezione di vita per gli altri detenuti sinti. Rukelie è vittima anche lui, insieme ad altri cinquecentomila, del porajmos, la grande “devastazione dimenticata”, e il merito dell’opera teatrale è quello di aver portato sul palcoscenico una pagina di storia troppo spesso ignorata.

 

Le Baobab presenta
L’UOVO BOB
ideazione Giorgia Presepi e Chiara Venturini
con Chiara Venturini, Giorgia Presepi e Valentina Rastelli
regia Silvia Giorgi e Chiara Venturini
musiche Giorgia Presepi
con la collaborazione di Teatro dei Cinquequattrini

 

Bob è un uovo a cui sono spuntate le ali e le zampette. Vorrebbe spiccare il volo, uscire dal guscio ma ha il timore di non farcela. Lo spettacolo, portato in scena dalla compagnia Le Baobab, interpretato da Chiara Venturini, Giorgia Presepi e Valentina Rastelli, per la regia di Silvia Giorgi e Chiara Venturini, con le musiche di Giorgia Presepi, è un inno a non arrendersi e a superare i propri limiti.

Inizia con brio e originalità il corto teatrale dedicato all’uovo Bob: le attrici coinvolgono gli spettatori iniziando la performance in platea, per poi salire sul palcoscenico insieme ad alcuni di loro. Bob vorrebbe spiccare il volo, uscire dal guscio ma ha il timore di non farcela. Poi arriva Lucciola, una messaggera che illumina il suo percorso e lo conduce al Centro della Terra, dove un grande male sta uccidendo il pianeta sul quale vivono. Una metafora dell’importanza di avere qualcuno accanto, che possa aiutare a credere in se stessi e nelle proprie capacità.

La protagonista interpreta, in un dialogo alternato, entrambi i personaggi, mentre a scandire la narrazione è il suono dell’Handpan che sintonizza con le frequenze della natura, con il solo ritmo della mano, a cui si aggiunge una scenografia ricca di elementi. Una favola moderna, dove realtà e fantasia si mescolano per dimostrare che non bisogna arrendersi dinanzi a ciò che sembra impossibile. I colori e i costumi attirano l’attenzione degli spettatori, anche dei più piccoli, in un intreccio tra bene e male, paesaggi vivi e spenti.

 

Kamma presenta
ANNA CAPPELLI
Performance gastronomica
direzione d’attore Thierry Gaudin
idea Margherita Bertoli
performer Margherita Bertoli
testo Annibale Ruccello

 

Nel monologo portato in scena dalla compagnia teatrale francese Kamma, ci sono le convenzioni sociali e la voglia di emancipazione degli anni ’60. La protagonista, interpretata da Margherita Bertoli, si divide tra ciò che possiede nella sua vita e i suoi desideri. La performer si aggiudica il premio come “Miglior attrice” con la seguente motivazione: “Per aver trattato un tema tanto atroce con naturalezza e ironia senza sfociare nella didascalia drammatica”.

La periferia di Roma degli anni ‘60. Anna, protagonista dalla vita semplice, si divide tra i suoi desideri e ciò di cui deve accontentarsi, un lavoro da segretaria in Municipio, una stanza modesta in affitto con dei gatti come coinquilini, una cucina in comune con la proprietaria. L’opera inizia con una performance gastronomica e la luce segna il cambio delle scene. Anna è una donna ossessionata dalle cose materiali e dall’idea di possesso: “E’ mio, mio, mio”. E anche quando si innamora del geometra Tonino, suo responsabile in Municipio, le cose non cambiano. Anna vorrebbe sposarsi - fare un contratto con un uomo e, in fondo, soddisfare anche le convenzioni sociali - ma ciò che ottiene è solo una convivenza. La casa, Tonino… è sempre tormentata da ciò che vorrebbe e non ha, da ciò che prova davvero ma che è costretta a nascondere. Finché non verrà lasciata e cacciata di casa, vedendosi sfumare tutto ciò che era riuscita ad ottenere. Questo tormento sfocia in un atto drammatico e feroce che le consentirà di riprendersi, forse, una volta per tutte, ciò che le è stato negato per la sua intera esistenza. Una performance eseguita con naturalezza e ironia, nonostante l’atrocità della tematica.

 

Teatro Sybaris - Protoconvento Francescano, via San Francesco D’Assisi 1, 87012 Castrovillari (CS)
Orario spettacolo: sabato 14 ottobre ore 21
Biglietti: posto unico € 7, abbonamento € 20, studenti under 19 ingresso gratuito

Articolo di: Federica Grisolia
Grazie a: Anna Rita Cardamone, Ufficio stampa Arca Communication

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