Corso involontario per l’uso di evidenti debolezze - Teatro Brancaccino (Roma)

Scritto da  Martedì, 19 Maggio 2015 

La proposta è di partecipare ad un corso che migliori il nostro vivere. Argomento principale? La morte. Questo lo spettacolo che porta la firma di Lorenzo Gioielli, in scena fino al 23 maggio al teatro Brancaccino: otto attori, tra cui lo stesso Gioielli, compongono un quadro cubista di situazioni, episodi di varia quotidianità, in un gioco metateatrale per la regia di Virginia Franchi.

 

LISA - Libere Iniziative Spettacolari Azzardate presenta
CORSO INVOLONTARIO PER L’USO DI EVIDENTI DEBOLEZZE
di Lorenzo Gioielli
con Lorenzo Gioielli, Marzia Meddi, Elisa di Eusanio, Valeria Spada, Andrea Lolli, Marco Morana, Arcangelo Zagaria, Valentina Cretella.
regia Virginia Franchi
scene Mascia Debracenko
costumi Giuditta Londino
disegno luci Paolo Meglio
movimento scenico Marzia Meddi
aiuto regia Valeria Spada
grafica Andrea Minnucci

 

Parlare della morte per narrare, “involontariamente”, la vita. Questa l’idea su cui poggia lo spettacolo presentato dal gruppo L.I.S.A., acronimo interessante per una compagnia che si propone di opporsi alla “società dello spettacolo” per produrre “spettacoli per la società”.

L’espediente è particolare: la narrazione si sviluppa su più binari, partendo dallo stratagemma metateatrale. Gli attori si dicono tali, tanto da raccontare, più che rappresentare, il proprio spettacolo. Spiegano quindi in cosa questo si distingua dagli altri; prevede un epilogo epifanico: ad una persona del pubblico sarà annunciata la propria fine imminente, complice la partecipazione della Morte in persona.

Questa spiegazione viene completata dai racconti delle repliche precedenti, finché fantasmi del passato non irrompono sulla scena. Si innesca una sorta di dialogo con l’aldilà, dal quale è riemerso il defunto ex regista, a criticare i “sopravvissuti” e sbeffeggiare il loro squallido stare al mondo, ma anche a raccontarsi e rievocare i nodi della propria esistenza.

Parallelamente si sviluppano altri personaggi, quelli dello spettacolo originario, che intrecciano una serie di situazioni estremizzate ma plausibilmente quotidiane: un caleidoscopio di tematiche, dal tradimento alla pazzia, dalla vanagloria degli pseudointellettuali contemporanei all’incomunicabilità.

La messa in scena fa ruotare i personaggi su un palco spoglio, componendo quadri prospettici visivamente interessanti. Il materiale tematico però è confusionario, forse troppo vasto, cosa che distrae lo spettatore e gli impedisce di cogliere il messaggio centrale.

Il continuo dentro-fuori della narrazione toglie compattezza al racconto, lo disgrega pur cercando di mettere in dialogo le varie parti: figura unificatrice è infatti la Morte, che si palesa dalla platea per emettere la preannunciata sentenza sugli spettatori. Ma anche questo personaggio non sembra trovare il posto giusto nella storia, e manca della potenza che potrebbe aver avuto.

Degne di nota comunque le interpretazioni degli attori, convincenti ed azzeccati ai propri ruoli.

 

Teatro Brancaccino - via Mecenate, 2 Roma
Botteghino del teatro: via Merulana, 244 (Teatro Brancaccio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/80687231, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario spettacoli: da giovedì a sabato ore 21.30, domenica ore 17.30
Biglietti: 13.50 euro (+1.50 euro prevendita); 10 euro (+1 euro prevendita)

Articolo di: Sabrina Fasanella
Grazie a: Ufficio stampa Giulia Taglienti
Sul web : www.teatrobrancaccio.it

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