Coraggio il meglio è passato - Teatro Guanella (Milano)

Scritto da  Antonella Vercesi Martedì, 16 Febbraio 2010 

Coraggio il meglio è passato - Teatro Guanella (Milano)Dal 5 al 7 e dal 10 al 14 Febbraio. In America. Era l’epoca dei tutti milionari! E poi il crollo del ’29. Un ciclone d’entusiasmo racconta l’affamata bulimia di oggetti inutili che accompagna l’epopea dei tre protagonisti. La pièce è ispirata al testo di Arthur Miller. Agli anni trenta. Al nostro tempo. Alla vita poetica e allucinata che può rivivere solo in teatro.

 

 

Coraggio il peggio è passato

Produzione Campo Teatrale

Regia Caterina Scalenghe

Con Marco Colombo Bolla, Lia Gallo, Donato Nubile

Disegno luci Domenico Cicchetti

Videoproiezioni e grafica Michele Migliarini e Chiara Mironici

Scene e costumi Caterina Scalenghe

Foto di scena Domenico Cicchetti

 

Ci troviamo in un inaspettato spazio raccolto. Un’atmosfera intima, circoscritta al respiro del pubblico che si unisce a quello degli attori, bravissimi a mantenere una concentrazione continua nella parabola di uno spettacolo elettrico, profondo e accattivante.

Nel ’21 c’era stata la recessione, in seguito, la borsa aveva iniziato a salire. Con lei, in quegli anni crescevano le speranze per tutti, di qualunque ceto sociale facessero parte. Nel  ’29 dopo la crisi economica più improvvisa della storia, chiunque fu danneggiato, da un punto di vista materiale e morale. 

Ma prima del suddetto crollo e delle implicazioni conseguenti, si apre il sipario e cominciano i giochi. Il gioco alla roulette. Scommesse. Una puntata alle corse. I dadi e la fortuna che spesso non è comprensiva. Le serate a teatro. I party. La musica. Lo stordimento della felicità che sopraggiunge con il denaro. Soldi a profusione che cadono concretamente dall’alto. L’acquisto di pietre preziose e la fiducia sconsiderata verso il futuro. In scena entra perfino una gigantesca ”mucca dalle uova d’oro”, che non sembra produrre latte genuino, ma champagne d’annata.

Questi sono  gli eventi surreali che scandiscono le giornate di una famiglia medio borghese all’inizio degli anni trenta in America.

In un epoca di esaltazione dove tutto si poteva comprare oggi per pagarlo domani ad un certo punto si sgretolano le certezze. La borsa crolla e la disoccupazione vigila tra gli uomini. Il lavoro che era l’unica fonte di serenità, si trasforma in un miraggio lontano.

Le tematiche sono molto attuali. Sarebbe stato facile insistere su questi toni e provocare la lacerazione interiore in sala. Ma il gruppo ci stupisce. L’approfondimento e  la ricerca sono stati realizzati in una prima fase di lavoro. Al pubblico non resta che godersi la leggerezza dei fatti, documentati, si, ma mai didascalici, che toccano le sensibilità di ognuno, in modo rispettoso.

È raro incontrare nel panorama contemporaneo, un allestimento scenografico che si fonda totalmente con l’opera. In questa messa in scena, grazie all’interpretazione della regista Caterina Scalenghe, accade. Ci sono dei tessuti bianchi e leggeri che raccolgono in un luogo riparato i protagonisti. Piove. Le piccole luci appese sopra il palco, non sono estetici lumini d’addobbo, ma si relazionano con gli attori come delle presenze vitali. Diventano invadenti, melanconiche e delle reali compagne d’avventura. Ancora, le proiezioni delle immagini finali, i tre protagonisti, estrapolati dagli anni retrò e sistemati in metropolitana, sono esilaranti.

Donato Nubile, il padre, tipico esemplare di Italiano in cerca di fortuna; propone un uomo che ha la luce negli occhi, non vede santi, ma la statua della libertà. Tende verso il sogno Americano vestendo i panni di un patriarca, originale e romantico.

Marco Bolla, il figlio, il sognatore, curioso nei confronti del futuro, non si appoggia agli avvenimenti disastrosi del suo tempo, ma reagisce con serena forza di volontà.

Lia Gallo, la moglie e la madre, è Marilyn dai capelli castani, Edith Piaf e Charlie Chaplin. Affronta i cambiamenti, cantando blues. Dice “Io credo nel bagno. Adesso mi chiudo dentro e guardo le piastrelle per non urlare contro di te”.

 

 

Teatro Guanella

via Dupré 19, Milano

Prezzi intero 13 € - ridotto 9 €
Il numero di posti è limitato per cui è richiesta la prenotazione
INFO E PRENOTAZIONI - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tel./Fax. 026113133

 

 

Articolo di: Antonella Vercesi

Sul web: www.campoteatrale.it - www.teatroguanella.it

 

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