Coniugi - Teatro Libero (Milano)

Scritto da  Domenica, 07 Dicembre 2014 

Dal 2 al 7 dicembre. Cogliere l'attimo, l’occasione irripetibile che la vita offre, anche nel momento meno opportuno. Si può? Si deve? Quanto la convenienza incide nei nostri rapporti d’amore, di amicizia? Quanto costa la coerenza? Battute continue, situazioni comiche e ritmi che lasciano lo spettatore senza fiato con estrema leggerezza toccano temi che appartengono a tutti noi. Due coppie di amici da sempre, una amante, una vincita plurimilionaria. Una narrazione in cui il tempo si spezza e si rimescola in una cronologia scomposta. Un tuffo in un presente che può capitare a tutti noi. "Coniugi", il testo firmato dall'autore più rappresentato ad oggi in Francia, Eric Assous, arriva a Teatro Libero prodotto da Skené Company Milano con la regia di Claudia Negrin.

 

Produzione Skenè Company Milano presenta
CONIUGI
di Eric Assous
regia Claudia Negrin
con Claudio Gherardi, Anna di Maio, Sergio Longo, Vanessa Korn

 

«L’uomo è un animale opportunista il cui fine è l’autoconservazione»: questa è l’ipotesi che l’esperimento di Eric Assous, con la regia di Claudia Negrin, si propone di verificare. Il nodo centrale è esplicitato sin dal principio al pubblico; si chiarisce che l’azione si svolge in un salotto borghese in una sola sera, che è inerente a matrimonio, amicizia e relazioni extraconiugali e che il suo epilogo si verificherà molti mesi dopo. Anche gli attori, separati sulla scena da sottili divisori trasparenti, sono presentati. E’ probabile che l’illusione scenica che ci si propone di rompere sia quella che ogni spettatore porta con sè ancora prima di entrare a teatro.

Il pubblico, seguendo le vicende dei protagonisti, è accompagnato ad interrogarsi sulle proprie ipocrisie, sui propri valori, su ciò che sarebbe prioritario se si trovasse effettivamente in una situazione simile. Tale chiave di lettura è ulteriormente incoraggiata dalla sovrapposizione di video proiettati sulla scena vera e propria, all’interno dei quali un reporter pone un quesito scottante a persone incontrate al mercato: «che cosa fareste se vinceste la lotteria? Influenzerebbe la vostra coppia?» e ancora: «se vincessi all’oscuro del partner cambierebbe qualcosa?». Prende così vita un documentario dal vivo strutturato su tre livelli: la scena, il video ed il pubblico, che si sente talmente tirato in causa da prendersi la libertà di bisbigliare commenti al vicino di posto di tanto in tanto.

I temi trattati, difatti, non invecchiano mai: la difficoltà di non lasciare appassire un rapporto coniugale, la passione, l’opportunismo, la corruzione e l’incorruttibilità, i propri valori, le priorità, il desiderio che talvolta non ci si concede di provare. E come sempre l’essere umano è portato a giudicare con facilità le situazioni altrui dimenticandosi che spesso anche per noi non è semplice prendere determinate decisioni se solo la situazione diventa reale e personale e ciononostante ci si presenta un variopinto spaccato di umanità per cui non è semplice far pendere la bilancia nettamente da un lato o dall’altro. E’ più deplorevole Bob che cerca di corrompere Desirée affinché divenga la sua amante oppure la moglie che lo ricatta per concedergli il divorzio? E ancora Xavier che nasconde alla moglie di avere avuto una storia con Desirée oppure quest’ultima che vuole sposare il suo migliore amico per denaro? Cambia la nostra valutazione il fatto che sia motivata dall’intenzione di riprendersi sua figlia? E chi avrebbe sospettato che l’incorruttibile Delphine provasse un cocente desiderio per l’amico di suo marito? Certo, alla fine contano le scelte che si effettuano nonostante gli impulsi ma siamo comunque portati ad interrogarci.

Molto bravi gli attori a sostenere questa messa in scena “a puntate”, puntigliosamente introdotta e commentata da Vanessa Korn alla quale va concessa una lode ulteriore per la prontezza con la quale entra ed esce agevolmente dal suo personaggio per poi tornare a condurre l’esperimento che, sentenzia Assous, «è concluso con ipotesi verificata». Da lodare anche le scelte registiche che conservano ciò che in Francia si chiama ambience, e che in italiano è traducibile approssimativamente con il termine atmosfera: a creare questa francesità non contribuisce solo il brano musicale di Zaz, bensì un’attenta orchestrazione registica.

Spettacoli del genere sono fondamentali dal punto di vista sociale, dopo buio - applausi - luce in sala, gli interrogativi risvegliati continuano a vivere nelle coscienze, sollecitando prese di posizione ma soprattutto la consapevolezza che ognuno di noi è l’unico responsabile delle proprie decisioni. Ciononostante la portata non appesantisce, è leggera e brillante, con un’alternanza di ritmi ben studiata. Che dire… Bravo Compagnia Skené.

 

Teatro Libero - via Savona 10, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/8323126, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal lunedì al sabato ore 21, domenica ore 16
Biglietti: intero € 19, under 26/over 60 € 13, allievi scuola Teatri Possibili con tessera associativa € 6, altre scuole di teatro € 10, prevendita € 1,50

Articolo di: Sara Gaia Chiara Tagliagambe
Grazie a: Clarissa Mambrini, Ufficio stampa Teatro Libero
Sul web: www.teatrolibero.it

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