Confidenze troppo intime - Teatro Litta (Milano)

Scritto da  Domenica, 13 Luglio 2014 

Del doman, come è noto, non v'è certezza. Però almeno una sicurezza l'abbiamo: il Litta, anche nella prossima stagione, continuerà come sua abitudine a proporre un cartellone che dispensa dubbi e non convinzioni, enigmi e non risoluzioni, labirinti intricati e non linee rette. Confidenze troppo intime, ultimo titolo della stagione 2013-14, è una summa del Litta-pensiero. Si racconta di incontri casuali o forse non casuali, di relazioni sentimentali che hanno molto di cerebrale e poco di carnale, di psicanalisti un po' matti e addirittura - questa è la cosa che colpisce più di tutte - di consulenti fiscali che hanno un cuore. Non si può pretendere, pover'uomini, che sappiano gestire le faccende d'amore come i bilanci delle aziende però se non altro, come diceva quel film di qualche anno fa, “anche i commercialisti hanno un'anima”.

 

Produzione LITTA_produzioni presenta
CONFIDENZE TROPPO INTIME
di Jérome Tonnerre
traduzione David Conati
regia Antonio Syxty
con Caterina Bajetta, Gaetano Callegaro, Ettore Distasio, Giovanna Rossi
scene Guido Buganza
costumi Valentina Poggi
collaborazione ai costumi Celeste Ratazzi
disegno luci Fulvio Melli
staff tecnico Alessandro Barbieri, Ahmad Shalabi
foto di scena Valentina Bianchi
direttore di produzione Gaia Calimani
si ringrazia per la collaborazione Clizia Gurrado e Milena Hirsch

 


La pièce, in scena dal 19 giugno al 9 luglio, è risultata brillante e vivace, con interpreti molto convincenti. Fuor di dubbio che alla base di questo progetto riuscito ci sia una sceneggiatura cinematografica intrigante, ricca di trovate appetitose. Però cerchiamo di dare a Cesare quel che è di Cesare: diamo insomma ad Antonio Syxty quello che è di Antonio Syxty, perché se lo merita tutto. Il talento registico di Antonio è talmente assodato e riconosciuto pressoché all'unanimità che non sarebbe nemmeno il caso di sottolinearlo ulteriormente. Ma i complimenti fanno sempre piacere: gli spettacoli del regista di Buenos Aires sono delle macchine che funzionano alla grande senza particolari intoppi.


Nel caso di Confidenze troppo intime, c'è solo un piccolo problema che non sarà facile risolvere quando verrà riproposto nella prossima stagione: il finale è infinito. La cosa funziona a meraviglia per la prima ora e un quarto, ma nell'ultima mezz'ora ogni tanto - qui e là - il rischio della noia fa capolino. E non è colpa di Antonio né tantomeno degli interpreti: è l’originale che ha le sue imperfezioni. Del resto, se capitava perfino a Omero di sonnecchiare, figuriamoci se non può capitare pure a Tonnerre di schiacciare un pisolino.


È molto importante andare a teatro con le persone giuste, perché possono fornire degli spunti di riflessione ai quali distrattamente non avevi fatto caso. L'amico con cui ho visto Confidenze mi faceva notare, ad esempio, che le luci sono state impiegate in maniera efficace solo nella parte conclusiva: quel tipo di luce così particolare doveva, a suo parere, essere utilizzato già all'inizio dello spettacolo. Parere opinabile, come è normale che sia, ma espresso con molto garbo quindi ancor più legittimo.


Veniamo agli attori. Tutti convincenti, si diceva. Ma vi pare che vogliamo privarci, come nel caso di Straccioni, del giochino molto hollywoodiano del the Oscar goes to...? Ebbene, the Oscar goes to...Gaetano Callegaro, anche questa volta. Il ragazzo ci sa davvero fare: in questa occasione ha sfoderato una corda sobria, trattenuta, molto inglese. Il pizzetto, però, era del viennese per antonomasia: Sigmund Freud. Funziona quel pizzetto lì, caro Gaetano: al posto tuo lo sfrutterei proficuamente anche in ambiti extra-teatrali. Comunque c'è anche una cattiva notizia per il buon Callegaro: l'Oscar del sex-appeal non va a lui bensì a Giovanna Rossi. Tra l'altro la nostra Giovanna, chissà se volontariamente o involontariamente, quella sera lì si congedava dagli applausi finali del pubblico con un andamento particolarmente sensuale, quasi da mannequin. Volontario o meno che fosse, resta il fatto che tutto ciò ha scombussolato gli ormoni. E non poco.


A parte gli scherzi, quando si parla di sex-appeal sia ben chiaro che ci si riferisce alla femminilità nel suo insieme. Nel caso di Confidenze poi Giovanna ha interpretato un personaggio davvero affascinante, ricco di variopinte sfaccettature. Parecchio ‘almodovariano’. Bello, molto bello come ruolo: più completo - oltre ad essere molto più simpatico - della Shirley Fontaine del Censore.


Passiamo ai due protagonisti. Entrambi una piacevole sorpresa. Caterina Bajetta, almeno per quel che ricordo, credo di non averla mai incrociata prima d’ora nelle mie peregrinazioni teatrali; Ettore Distasio lo vidi a suo tempo in Closer, ma mi sembra passata una vita. Caterina ha riassunto in 100 minuti quasi tutto l'arco emotivo che può provare dentro di sé un essere umano - dall'euforia più sfrenata alla disperazione più cupa, con mille e più sfumature intermedie; Ettore è stato molto simpatico: ci si affezionava facilmente al suo William, in bilico tra sprovvedutezza e desiderio di trovare un ordine nel complicatissimo cosmo dei sentimenti.


Scenografia efficace: sobria ma non troppo; presente ma non invadente. Il mobilio aveva un che di razionalista, in contrasto netto con l'irrazionalità delle umane vicende raccontate.


Il Litta, che è il più antico teatro di Milano in attività, continua pervicacemente a proporre un cartellone che non risponde alle domande più antiche dell'uomo. Chi siamo? Da dove veniamo? L'amore è un'ancora di salvezza o una sabbia mobile che ci fa sprofondare sempre più giù? Tutte questioni fondamentali, ma le risposte a esse non si possono trovare in corso Magenta 24. Qui, tra queste mura, si coltiva l'etica del dubbio. La vertigine del dubbio. Quella sottile inquietudine che, strano a dirsi, è una base solida sopra la quale costruire l'arte. Ma anche la vita.

Teatro Litta - corso Magenta 24, 20123 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/86454545, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17, lunedì riposo
Biglietti: intero € 19 / under 18 € 10 / under 25 € 13 / over 60 € 9

 

Articolo di: Francesco Mattana
Grazie a: Matteo Torterolo, Ufficio stampa Teatro Litta
Sul web: www.teatrolitta.it

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