Confessioni di una mente criminale - Teatro Belli (Roma)

Scritto da  Venerdì, 22 Gennaio 2010 
confessioni di una mente criminale

Dal 19 al 24 gennaio. Negli inquieti e turbolenti anni Settanta, il decennio di piombo in cui l’Italia fu travolta dalla violenza efferata di innumerevoli stragi terroristiche, si snoda il percorso esistenziale di un delinquentello comune, Natale, che con eccezionale energia, intensità ed ironia sanguigna ci racconta gli episodi più salienti di una burrascosa vita di strada. L’istrionico e travolgente Alfredo Angelici dona corpo e passione ad uno spettacolo divertente e capace di scuotere le coscienze con intelligenza ed originalità.

 

EffeGiDi presenta

Al Teatro Belli, dal 19 al 24 gennaio

Alfredo Angelici in

CONFESSIONI DI UNA MENTE CRIMINALE

Liberamente tratto dal romanzo di Danilo Pennone

(edito da Newton Compton, Roma 2008)

Regia di Marcello Cotugno

La banda dal vivo: Alfredo Angelici (Sorcio), Danilo Pennone (Cric), Marco Turriziani (Molisano), Salvatore Zambataro (Capellino)

E con Alessia Pellegrino (Cecilia) e Pietro Morachioli (Pietro)

Adattamento di Alfredo Angelici

Musiche originali di Marco Turriziani e Danilo Pennone

Colonna sonora a cura di Marcello Cotugno

Aiuto regia Giovanna Pellegrino

Grafica Eugenia Scaramuzzino

Foto Lorenzo Pescatori

Capo elettricista Raffaella Vitiello

Tecnico audio Walter Zagarella

 

Roma, quartiere Prenestino, anni Settanta: la storia che verrà narrata in questo spettacolo non è certamente un romanzo a lieto fine; si tratta piuttosto, come d’altra parte recita l’azzecatissimo titolo, delle confessioni, a tratti esilaranti a tratti drammaticamente sordide, di una mente criminale. Protagonista indiscusso è il giovane Natale che, coinvolto sin dall’infanzia nei traffici della piccola criminalità locale, appena adolescente rimane invischiato suo malgrado nell’assassinio di un uomo ed è conseguentemente imprigionato in un carcere minorile; nei lunghi anni di detenzione avrà così modo di riflettere sulla propria vita passata, dissipata tra bagordi, droghe, rapine a mano armata e compagnie decisamente sbagliate, una vita che non gli ha consentito di cogliere al volo le poche occasioni veramente preziose che la sorte gli ha concesso, prima tra tutte l’amore della pura, dolce e generosa Cecilia. Gli anni del carcere saranno fondamentali nel processo di maturazione del ragazzo tanto che, una volta giunto il fatidico giorno in cui gli sarà concesso di tornare finalmente alla libertà, si sentirà un uomo rinato, desideroso di trovare un rassicurante posto fisso e costruirsi una famiglia. Purtroppo però il suo passato tempestoso tornerà a farsi inesorabilmente vivo, strappando con veemenza il foglio su cui Natale iniziava a dipingere l’acquerello di una vita onesta e tranquilla.

I due atti di questa impetuoso ed accattivante “racconto di formazione” vedono come protagonista assoluto, ovviamente nel ruolo del giovane scavezzacollo Natale, uno straordinario Alfredo Angelici che mette a frutto quindici anni di esperienza su palcoscenici teatrali e set cinematografici, plasmando con incredibile vigore ed inesauribile forza espressiva un personaggio complesso a causa delle sue numerose sfaccettature e capace di suscitare nel pubblico un naturale sdegno per i numerosi crimini commessi ma al contempo anche un’umanissima tenerezza.

A far da cornice a questo viaggio a ritroso attraverso gli episodi più salienti della vita di Natale, sono i suoi tre più fidati amici e compagni di avventure, ovvero Cric (interpretato da Danilo Pennone, l’autore del romanzo omonimo da cui è stato liberamente tratto lo spettacolo, che in questo frangente suona chitarra e mandolino), Molisano (ne veste i panni Marco Turriziani, alla voce e chitarra) e Capellino (Salvatore Zambataro, clarinetto e fisarmonica), i quali, infondendo nuova linfa nella tradizione del “cunto” siciliano, accompagnano la narrazione con momenti musicali (eseguiti rigorosamente dal vivo) all’insegna della romanità e del buonumore. A miscelare alla perfezione questi saporiti e intriganti ingredienti contribuisce poi la regia asciutta, rigorosa e dinamica di Marcello Cutugno che intrattiene lo spettatore senza indulgere in fastidiosi tempi morti o in troppo moralistiche riflessioni sulla condotta di vita del protagonista. Tra episodi divertenti e flashback drammatici ci si affeziona sempre più a questo goliardico e irriverente spirito libero ed è inevitabile il proiettare la sua personalissima esperienza su quelle, reali ed assolutamente dolorose, vissute nel quotidiano dai giovani delle periferie degradate del nostro paese.

Uno spettacolo dunque veramente da non perdere, adatto ad un pubblico di ogni età e capace di indurre lo spettatore ad una riflessione intima e profonda, non senza elargire una dose massiccia di sorrisi e risate.

 

Teatro Belli – Piazza di Sant’Apollonia 11/a, Roma

Per informazioni e prenotazioni: 06/5894875 – www.teatrobelli.it

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17.30

Biglietti: Interi 18,00€ - Ridotti 13,00€

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Ufficio Stampa Francesco Caruso Litrico

Sul web: www.teatrobelli.itwww.confessionidiunamentecriminale.com

 

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