Compagnia Totò - Teatro Ambra Jovinelli (Roma)

Scritto da  Sabato, 21 Gennaio 2012 
Compagnia Totò

Dal 19 al 29 gennaio Francesco Paolantoni e Giovanni Esposito portano in scena al teatro Ambra Jovinelli “Compagnia Totò”. Testo scritto e diretto da Giancarlo Sepe, lo spettacolo, che ha debuttato il 26 dicembre al Teatro San Ferdinando di Napoli, oltre ad essere un accorato e sincero atto d’amore ad un grande comico quale è stato Totò, costituisce anche un’occasione per riflettere sul teatro stesso e su quello che rappresenta, o meglio dovrebbe rappresentare, in una società come quella odierna.

 

 

Compagnia Gli Ipocriti in co-produzione con Il Teatro Stabile Di Napoli presenta

Francesco Paolantoni e Giovanni Esposito in

COMPAGNIA TOTO’

testo e regia di Giancarlo Sepe

con Carmine Borrino, Virginia Da Brescia, Giovanni Del Monte, Andrea Di Maria, Antonio Marfella, Gianluca Merolli, Alfonso Postiglione, Autilia Ranieri, Giampiero Schiano, Arduino Speranza, Pino Tufillaro

musica a cura di Harmonia Team e Davide Mastrogiovanni

scene e costumi di Carlo De Marino

luci di Umile Vainieri

 

Specchio e metafora della società e delle sue contraddizioni, in cui le miserie si alternano ai fasti, “il teatro è una discarica ma piena di luce” che si oppone alla vita ed alla sua precarietà perché “il teatro è la vita che si ribella alla crudeltà della vita stessa”, questo uno dei messaggi veicolati dalla nuova trascinante pièce del regista Giancarlo Sepe; pur tuttavia, in una valutazione di carattere puramente antropologico, il teatro assume la valenza di uno spazio in cui magicamente si creano le condizioni affinché si possano armonizzare mente e corpo, parola e movimento, reale ed immaginario, natura e cultura, soggettivo ed oggettivo in un ottica di equilibrio psico-fisico difficilmente rintracciabile in altri contesti artistici.

La storia si svolge in un ambiente degradato ed abbandonato adibito a dormitorio, il cui proprietario, chiamato da tutti Maestà, interpretato da un istrionico e sempre esilarante Francesco Paolantoni, è mosso da un unico obiettivo: quello di commemorare il ricordo di un uomo, prima ancora che di un artista, quale è stato Totò.

Artista forse sempre un po’ troppo sfruttato, in termini di passaggi televisivi decisamente inflazionati nelle emittenti locali e nazionali, ma al tempo stesso forse anche un po’ troppo dimenticato in termini di quell’affetto e riconoscenza che tutti noi dovremmo manifestargli anche attraverso semplici momenti di sincero ricordo, nell’auspicio che questo possa evitare il manifestarsi di atti di ingiustificato e irriconoscente vandalismo come lo sfregio della tomba avvenuto nel 2009 o la miopia di alcune amministrazioni locali che ripudiano, salvo poi fare subito marcia indietro, la presenza di una statua raffigurante il grande comico in una piazza del proprio comune.

A tutto questo Maestà, gestore del dormitorio, si ribella tanto da volere ad ogni costo, con l’aiuto del suo fido Ciccillo (interpretato da un eclettico quanto versatile Giovanni Esposito), addestrare i “miserabili” ospiti dell’ex fabbrica per allestire uno spettacolo corale da mettere in scena il 15 aprile, giorno in cui si commemora la morte del grande artista.

L’approssimazione ed i limiti dei potenziali attori creeranno nel gestore del dormitorio uno stato di sconforto apparentemente insormontabile, ma il tutto verrà superato dallo sconfinato entusiasmo che governa gli animi e i cuori di tutti gli ospiti, mossi da un affetto sincero e disinteressato nei confronti del grande Totò.

Affetto tanto smisurato da incardinarsi nelle parti più inconsce delle loro menti fino ad animare le notti in cui i loro sogni prenderanno vita rievocando, in un’atmosfera onirica e affascinante, le sue inconfondibili mimiche, battute, lazzi e canzonette che, come tutto ciò che colpisce in profondità la sensibilità comune, sono divenute per la loro universalità parte di un patrimonio culturale collettivo, in cui ognuno di noi, al di là delle differenze anagrafiche e sociali, si può identificare.

La vicenda scorre su ritmi serrati, in una coralità fatta di suoni, canzoni, movimenti armonici ed evocativi particolarmente seducenti; tuttavia Francesco Paolantoni e Giovanni

Esposito emergono dal coro dimostrandosi una coppia ben assortita, offrendo momenti di particolare comicità, soprattutto nella prima parte della pièce, grazie alla loro indiscussa bravura fatta di tempi comici perfetti e forza mimica sorprendente.

In particolare una bellissima sorpresa è risultata quella di Giovanni Esposito, conosciuto ai più nei ruoli canonici interpretati nelle varie fiction televisive, il quale ha evidenziato grande duttilità interpretativa a dimostrazione che il vero banco di prova per avere consapevolezza dell’eventuale possesso di buone doti recitative è soprattutto il palcoscenico teatrale.

 

Teatro Ambra Jovinelli - Via Guglielmo Pepe 43, 00185 Roma

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83082620 – 06/83082884, mail

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Orario spettacoli: ore 21, domenica ore 17

Biglietti: poltronissima € 30,00 - poltrona € 27,00 - I galleria € 23,00 - II galleria € 21,00

 

Articolo di: Dino De Bernardis

Grazie a: Ufficio stampa Maria Letizia Maffei

Sul web: www.ambrajovinelli.org

 

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