Come vi piace - Teatro Arcobaleno (Roma)

Scritto da  Venerdì, 03 Giugno 2016 

Shakespeare tra cabaret e nazismo: così l'originale (e coraggiosa) versione di “Come vi piace” andata in scena al Teatro Arcobaleno di Roma. Con l'adattamento di Glenda Ray e la regia di Ilaria Testoni, la commedia shakespeariana ha assunto contorni e atmosfere più drammatiche mantenendo però invariati i sogni d'amore e libertà dei personaggi. Un'idea riuscita, aiutata da un bel gioco di luci e da un'ambientazione suggestiva, per una delle più classiche commedie d'amore e travestimenti.

 

Compagnia Mauri Sturno presenta
COME VI PIACE
da William Shakespeare
da un'idea di Ilaria Testoni
adattamento Glenda Ray
con Mauro Mandolini, Laura Garofoli, Ilaria Amaldi, Camillo Marcello Ciorciaro, Barbaro Lo Gaglio, Roberto Di Marco, Michela Giamboni, Paolo Benvenuto Vezzoso
scene Bruno Vitale
costumi Cinzia Ungaro
colonna sonora Ferdinando Nicci
coreografie Ilaria Amaldi
luci Pietro Sperduti
regia Ilaria Testoni
in collaborazione con Associazione Le Perle di Novembre

 

Nei quattrocento anni trascorsi dalla sua morte, le opere di Shakespeare sono state rappresentate nelle forme più diverse ed azzardate, stravolte, decontestualizzate, musicate. Abbiamo assistito ad allestimenti tradizionali, horror, romantici, comici, grotteschi, interpretati da attori avvolti in fastosi abiti seicenteschi o completamente nudi, su palcoscenici vuoti e bui o circondati da scenografie sgargianti. Perché le opere di Shakespeare sono immortali e la psicologia e l'anima dei suoi personaggi valide ieri come oggi: così con lui è sempre forte la tentazione di giocare e rischiare - ma spesso si cade. Un esperimento riuscito è stato invece quello di Ilaria Testoni che ha scelto di immergere una commedia la cui ambientazione principale era nell'atmosfera onirica di un bosco incantato, in anni storicamente drammatici, con l'affacciarsi del nazismo, lo spettro della guerra e delle persecuzioni, lo spegnersi dei sogni.

Come vi piace”, rappresentata per la prima volta nel 1600, è da sempre una delle opere di Shakespeare più discusse, storia d'amore e di potere da molti ritenuta lieve e dalla trama inconsistente, da altri abile gioco di un maestro con la volontà, nei temi e nell'atmosfera bucolica raccontati, di accontentare i gusti del pubblico dell'epoca. Quale che sia la verità, “Come vi piace” è comunque una delle sue opere più rappresentate, classico esempio di commedia di travestimenti, scambi di genere, giochi e trucchi fino al lieto fine in cui le coppie si ricompongono e ognuno si rivela per ciò che è. Tutto come vi piace, appunto. Un gioco, perché in fondo il teatro non è che questo, un gioco che riflette la realtà, lo specchio di un mondo che è già di per sé un palcoscenico, come detto in una delle battute più note dell'intera opera shakespeariana: "Tutto il mondo è un palcoscenico. E tutti gli uomini e tutte le donne non sono che attori, con le loro entrate, le loro uscite. E ciascuno nella vita recita varie parti”.

La rilettura della Testoni gioca al gioco di Shakespeare e ben si confà a questo concetto, trasportando tutto nella Germania del 1933 e all'interno di un teatro di cabaret, in un riuscito esempio di meta-teatro. Neanche a dirlo, tutto è estremamente diverso dall'opera originale. Se lì l'atmosfera idilliaca e la natura incontaminata della foresta di Arden, spazio di gran parte dell'azione, erano contrapposte alle insidie e ai giochi di potere della vita di corte e alla turbolenza della città, qui siamo al chiuso e la poesia dell'arte, del ballo, del cabaret che diverte e intrattiene il pubblico va a scontrarsi con il volere della proprietaria del teatro di sostituire gli spettacoli con combattimenti violenti, presagio di dittatura e morte dell'arte. Ruoli e personaggi cambiano e al posto di Duchi, buffoni di corte e pastori abbiamo gli attori che, tra un amore e uno scambio d'identità, sono costretti ad assecondare le imposizioni naziste, l'uomo mezzosangue di madre ebrea che invano chiede sostegno al fratellastro ariano e convinto, la dura direttrice che auspica il teatro come luogo di lotta, un capocomico clownesco dal volto dipinto di bianco, l'elemento più onirico, divertente e tragico. Otto personaggi buoni e cattivi, deboli e coraggiosi, innamorati, esaltati, sofferenti e sognatori.

Tutto lo spettacolo procede su un doppio livello. Visivo, innanzitutto, con la scena divisa da un velo trasparente: al di qua il palcoscenico del teatro, al di là il camerino. L'ottimo gioco di luci e contrasti curato da Pietro Sperduti taglia sui personaggi, aggiunge pathos, divide gli ambienti, segna il cambio scena, illumina o spegne le azioni. Intanto anche il racconto, come la vita, procede su due livelli: mentre in camerino, davanti alle luci dello specchio, gli attori sognano, giocano e sospirano d'amore, fuori dal camerino la storia procede, il nazismo e la tragedia incombono. Così, mentre le coppie si incrociano e interpretano la loro parte in schermaglie amorose, la voce di Hitler si diffonde decisa dalla radio. Così (in una delle scene più efficaci), mentre le attrici provano i loro passi di danza in palcoscenico, l'incedere minaccioso dell'esercito si fa sempre più vicino e potente. La speranza si infrange, la dittatura uccide i sogni e la fantasia e gli artisti per ritrovare e liberare la propria arte devono fuggire e trovare un altrove.

La scenografia pensata da Bruno Vitale è semplice, con pochi oggetti ad arredare il dietro le quinte: sedie, bauli, una radio e il grande specchio con le lampadine tipico di un camerino. Le coreografie sono di Ilaria Amaldi che interpreta anche Celia mentre gli altri sette interpreti sono Mauro Mandolini, Laura Garofoli, Camillo Marcello Ciorciaro, Barbara Lo Gaglio, Roberto Di Marco, Michela Giamboni e Paolo Benvenuto Vezzoso. Lo spettacolo fa parte della sezione “Giovani - Un futuro nel teatro” della Compagnia Mauri Sturno che vede affiancati nel lavoro giovani attori e professionisti affermati del palcoscenico.

 

Teatro Arcobaleno - via Francesco Redi 1/a, 00161 Roma (via Nomentana angolo Viale Regina Margherita)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/4402719, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: dal lunedì al sabato dalle ore 10.30 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00; la domenica, quando c'è spettacolo, dalle ore 16.00 alle ore 19.00
Orario spettacoli: mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21.00; domenica ore 17.30
Biglietti: intero €19.00 + €1.00 prevendita; ridotti €15.00 (Metrebus, Bibliocard, Over 65, Cral e Associazioni) e €13.00 (Studenti) + €1.00 di prevendita

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Ufficio stampa Tiziana Cusmà
Sul web: www.teatroarcobaleno.it

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