Coco Chanel, colpevole o innocente? - Teatro Manzoni (Milano)

Scritto da  Sabato, 20 Gennaio 2018 

Al Teatro Manzoni una serata unica nell’ambito del ciclo “Personaggi e Protagonisti: incontri con la Storia”, il “Format che cambia la Storia” giunto all’ottava edizione. Lunedì 15 gennaio è stata la volta di “Coco Chanel, colpevole o innocente?”, a cura di Elisa Greco. Il Presidente della Corte Giudicante è il magistrato del Tribunale dei minori di Milano Luca Villa, mentre a sostenere l’accusa è l’Avvocato penalista Ilaria Li Vigni con i suoi testimoni di accusa: il giornalista, capo redattore di Marie Claire, Antonio Mancinelli e la giornalista del Tg1 Rai di moda e costume Paola Cacianti. In contraddittorio l’avvocato Cinzia Calabrese nel ruolo di avvocato difensore affiancato dai suoi testimoni di difesa: la giornalista del Corriere della Sera Maria Luisa Agnese, e l’imprenditore e presidente della Maison Gattinoni Couture Stefano Dominella. A vestire i panni della protagonista Coco Chanel, la stilista e imprenditrice, oltre che scrittrice, Chiara Boni. Idea decisamente originale per stampa e mondo del diritto e una prova attoriale singolare con una grande capacità di improvvisazione e sorprendente estro interpretativo. E’ la cifra dell’ironia ad aver accompagnato la serata con il pubblico che partecipa dal vivo e firma il finale, nel ruolo di giuria popolare. Verdetto a sorpresa.

 

COCO CHANEL
Colpevole o Innocente?
a cura di Elisa Greco



Al Teatro Manzoni di Milano si processa la Storia con il secondo degli appuntamenti dell’ottava edizione del format “Personaggi e Protagonisti: incontri con la Storia - Colpevole o Innocente?” a cura di Elisa Greco. Protagonista di questo nuovo appuntamento è stata Mademoiselle Gabrielle Bonheur Chanel, più nota come Coco Chanel, al centro del dibattimento processuale dove magistrati, avvocati e personalità della vita civile si confrontano, rigorosamente a braccio, in un susseguirsi di tesi contrapposte tra accusa e difesa. I diversi interpreti si sono conosciuti direttamente dietro le quinte, un’ora prima della rappresentazione, senza aver provato lo spettacolo: il teatro diventa davvero imitazione della vita, anzi sua incarnazione. Ottima prova anche nella capacità di contenere i tempi: un’ora e quaranta minuti precisi come da copione. Al termine il pubblico è chiamato ad esprimere una condanna (fiche rossa) o un’assoluzione (fiche gialla), come accaduto in questo caso. Eppure l’accusa era stata più convincente a mio parere ma il pubblico si è appoggiato sul fascino intramontabile di uno stile che dura ancora oggi e che ha cambiato il modo di vestire, anzi di concepire la moda, per la donna.

Coco Chanel per l’immaginario collettivo rappresenta un simbolo, la sua vita ha attraversato il ‘900, le sue creazioni sono sempre vive e cariche di appeal - commenta l’autrice Elisa Greco - tuttavia anche per lei ci sono delle luci e delle ombre che insieme scandaglieremo e analizzeremo”.

Coco Chanel: visionaria o imprenditrice oltre ogni scrupolo? Questo il titolo dell’incontro, con una sfilza di capi d’imputazione lunga quasi come quella contro i capi mafia, sia per sospetta connivenza con i nazisti nel periodo dell’occupazione di Parigi con addirittura l’ipotesi di aver fatto parte dei servizi segreti ed essere stata una spia, sia per aver condotto la propria azienda senza scrupoli, una sorta di marketing ingannevole che oggi più che depenalizzato è usuale, considerato anzi ingrediente stesso dell’impresa.

Commuove il personaggio da romanzo, una bambina povera in un orfanatrofio e poi una donna in un mondo di uomini che ha il coraggio di mettersi in gioco; riesce a costruire un impero e una visione nuova della donna; arriva ad impiegare quattromila persone, fino a cinquemila, ricorrendo poi al licenziamento, e crea addirittura un villaggio estivo per le dipendenti. Certo difficile pensare che tutto questo non sia passato attraverso qualche compromesso, ieri come oggi. Poi arriva la guerra, l’ideologia antisemita si fa strada e quindi arrivano gli anni del collaborazionismo. La neutralità per una persona in vista diventa quasi impossibile: Coco ammette - in scena - di aver fatto il doppio gioco, anche se per gli inglesi, amica-amante di Churchill forse per tutta la vita.

In effetti Mademoiselle, come amava essere chiamata, commette peccati forse più che reati ma come tali le vengono imputati: è l’amante di alcuni nazisti, ma è anche un’amante trasversale. Coco si è conquistata da sola, con le unghie e con i denti, il bel mondo e non intende lasciarselo portar via. E’ questa la storia del Ritz, requisito poi dai nazisti, dove lei già viveva e dove cambia di posizione, da una suite sulla Place Vendôme a una camera che guarda sulla via dove ha l’atelier. Gustosa la ricostruzione di quegli anni, anche attraverso immagini e filmati portati come prove. L’originalità della mise en scène è però soprattutto nel fatto che sul palco ci sono personaggi “reali” nei loro ruoli professionali e più che commenti avrei voglia di fare domande: com’è nata l’idea? Come vengono selezionati i rappresentanti dei diversi ruoli? Qual è l’obiettivo di questo utilizzo del teatro?

Con l’assoluzione finale arriva anche il commento del Presidente della Corte che chiede per l’imputata il minimo di quanto previsto, tolta la fucilazione e l’ergastolo nella versione della legge moderna: ovvero un anno - il minimo - di “correzione”, il servizio nella confezione delle divise per il personale penitenziario in un carcere minorile. Da operatore al Tribunale dei minori infatti ha raccontato che è solito spiegare la condanna o il giudizio finale e chiedere il parere dell’interessato, che in questo caso non poteva essere letto che come il riconoscimento di quello spirito liberale al quale ha aderito Coco. In fondo l’accusa aveva già commutato la pena di morte o l’ergastolo in una rieducazione con la richiesta di indossare a vita i capi di Elsa Schiapparelli, stilista e sarta italiana - nata a Roma il 10 settembre 1890 e morta a Parigi il 13 novembre 1973 - che, insieme a Coco Chanel, viene considerata una delle più influenti figure della moda all'inizio del XX secolo. È l'inventrice del rosa shocking.

“Personaggi e Protagonisti: incontri con la Storia Colpevole o Innocente?” è patrocinato dall’Associazione Nazionale Magistrati di Milano e dall’Ordine degli Avvocati di Milano e si avvale della collaborazione del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Prossimo appuntamento, il 26 febbraio, con Lady Diana.


Teatro Manzoni - Via Alessandro Manzoni 42, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni : telefono 800914350, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: lunedì 15 gennaio, ore 20.45
Biglietti: posto unico € 13,00
Durata spettacolo: 1 ora e 40 minuti

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Manola Sansalone, Ufficio stampa Teatro Manzoni
Sul web: www.teatromanzoni.it

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