Cock - Teatro Filodrammatici (Milano)

Scritto da  Domenica, 16 Novembre 2014 

Dall'11 al 16 novembre. Testo brillante e coinvolgente quello di Mike Bartlett ai Filodrammatici: "Cock", fin dal titolo non lascia dubbi in quanto a schiettezza e sincerità, tratti distintivi di quasi tutti i personaggi di questa divertente drammaturgia, tranne che per il protagonista, un giovane di quasi trent'anni, indeciso e insicuro cronico: non sa se ama di più il compagno, affermato broker, con cui sta da 7 anni ma da cui non si sente apprezzato completamente o la nuova fiamma conosciuta per caso, una bella e femminile coetanea che lo coccola e che adora anche i suoi difetti. Ma non è tanto l'indecisione sui gusti sessuali a confonderlo, quanto la difficoltà di fare una scelta tra due differenti stili di vita, tra due possibilità di futuro diametralmente opposte. Ed è qui il bello, ogni distinzione di genere e di preferenze sessuali cade: chi di noi non ha provato, almeno una volta nella vita, la sensazione di baratro di fronte al dubbio e alla necessità di fare una scelta?

 

COCK
di Mike Bartlett
con Margot Sikabonyi, Fabrizio Falco, Jacopo Venturiero, Enrico Di Troia
traduzione Noemi Abe
regia Silvio Peroni
produzione Pierfrancesco Pisani / Nido di Ragno
in collaborazione con Infinito SRL

 

Gli spettacoli che riflettono sul mondo e sulle tematiche lgbt (lesbian, gay, bisex, transgender) sono davvero belli quando ti permettono di riflettere sull'essere umano in quanto tale: ormai l'omosessualità non è più un tabù (a parole); la comunità e gli eventi lgbt si stanno facendo sempre più spazio in qualsiasi contesto sia esso sociale, glamour, civile, legale, mediatico e chi più ne ha più ne metta. Quindi smettiamo di raccontarci che cos'è l'omosessualità, con tanto di feticci e perversioni che spesso si annidano nel racconto di chi tratta l'argomento, e parliamo di persone.

Questo spettacolo è in grado di farlo, con il tratto fine e affilato dell'ironia intelligente alla Oscar Wilde, del cinismo dissacratorio un po' Woody Allen, e con tanto humour inglese. Tali sono infatti i natali dell'autore del testo, Mike Bartlett, che forse ha ereditato un linguaggio schietto e senza troppe sovrastrutture teatrali dalla sua esperienza nel cinema. Nel testo, tradotto con grande fluidità e naturalezza da Noemi Abe, veniamo a conoscere la dimensione domestica e quotidiana di una coppia gay che, come una qualsiasi coppia etero, dopo sette anni di convivenza arriva all'aut-aut: o ci lasciamo o ci evolviamo dallo "stare-insieme-per-inerzia". Ah ops, dimenticavo: c'è anche di mezzo un'altra.

Dopo anni di convinta omosessualità, John (un bravissimo Fabrizio Falco) scopre di essere follemente attratto da una donna, e che il sesso con lei gli piace pure tantissimo. Fabrizio Falco, che abbiamo avuto modo di conoscere sia sugli schermi cinematografici ("La bella addormentata"; "E' stato il figlio") quanto a teatro nei lavori ronconiani ("I sei personaggi in cerca d'autore"; "Celestina") riconferma qui la sua bravura nell'essere un perfetto indeciso, così tanto perfetto da risultare urtante: nonostante i due personaggi coinvolti nelle sue indecisioni amorose si battano per lui con estenuante amore, dedizione e altruismo, lui continua ad essere claudicante nello scegliere, più che tra due persone, tra due stili di vita differenti: da una parte avrebbe il broker di successo (un brillante Jacopo Venturiero), che affronta tutto con spregiudicatezza e che offrirebbe a John una vita divertente, agiata, mai prevedibile o banale; dall'altra la maestra di sostegno (una brava Margot Sikabonyi) che piena di comprensione e di dolcezza può offrire a John una vita normale, tranquilla, con figli, nipoti e tutto quello che segue.

Lo spettacolo è permeato fin dall'inizio di un senso di lotta, di scontro di box che non a caso viene chiaramente citato nella scenografia: i personaggi si muovono e si colpiscono (a parole) all'interno di un quadrato dal quale fanno fatica ad uscire ed è questo l'unico elemento scenico; anche la musica è una grande assente dello spettacolo: i loro movimenti che rievocano i passi dei boxeur misurando lo spazio e le distanze dall'avversario, sono accompagnati dal tipico campanello che negli scontri scandisce il passaggio da un round all'altro.

Ma l'apoteosi di questa lotta si raggiunge negli esilaranti passaggi finali in cui i tre decidono di ritrovarsi a cena e i due amanti possono finalmente contendersi, faccia a faccia, il trofeo-John, ma il tutto con una inaspettata chicca aggiuntiva: alla cena si aggiunge il padre del fidanzato di John, il quale, contrariamente a quello che ci si aspetterebbe di solito, lotta per la coppia omosessuale, cerca di convincere John a rinunciare al sogno di una famiglia "normale" e prende le difese del figlio che soffrirebbe oltremodo di questa separazione. Questo epilogo, che ha un crescendo comico acustissimo, ottimamente interpretato dagli attori che sanno valorizzare davvero bene la potenza corrosiva e cinica di alcuni discorsi e di molte ipocrisie del nostro tempo, ha una brusca frenata nel finale, quando John sembra davvero prendere in mano la sua vita, esprimere i suoi reali sentimenti e risolutamente prendere una decisione: ma questo spettacolo racconta un finale realistico, non l'happy ending con cui molti avrebbero risolto facilmente, e il suo lasciarci amareggiati e più confusi di prima è, a mio parere, segno di grande genialità.

 

Teatro Filodrammatici - via Filodrammatici 1, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36727550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì, sabato ore 21; mercoledì, venerdì ore 19.30; domenica ore 16
Biglietti: intero 20 euro, ridotto convenzionati 16 euro, under 25 13 euro, over 65 10 euro

Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Grazie a: Antonietta Magli, Ufficio stampa Teatro Filodrammatici
Sul web: www.teatrofilodrammatici.eu

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