Cock - Teatro dell'Orologio (Roma)

Scritto da  Martedì, 01 Marzo 2016 

Sentieri di vita tortuosi e turbolenti che imprevedibilmente finiscono per collidere imponendoci di rivolgere lo sguardo sin giù negli abissi dell'anima, fino ad allora confortevolmente ignorati al ritmo di una rasserenante routine quotidiana. Mentre nel nostro assolato belpaese si dibatte furiosamente su quali requisiti possano sancire la veridicità di un legame affettivo - un medievale vincolo di fedeltà? o forse la sacrosanta aspirazione di tutelare famiglie cementate dall'amore? - il drammaturgo inglese Mike Bartlett già con "Cock" - il cui debutto avvenne nel novembre 2009 al Royal Court Theatre di Londra - sparigliava le carte, raccontando con straordinaria, vibrante acutezza l'incontro di tre anime inquiete, divise tra i loro fantasmi interiori, il terrore della solitudine e la raggelante incapacità di cambiare consapevolmente rotta. Silvio Peroni si prende coraggiosamente cura di questi tormentati protagonisti con una regia rigorosa ed ironica, affidandone affanni ed aneliti a quattro interpreti di grande spessore ed intensità, Fabrizio Falco, Sara Putignano, Jacopo Venturiero ed Enrico Di Troia.

 

COCK
di Mike Bartlett
con Fabrizio Falco, Sara Putignano, Jacopo Venturiero, Enrico Di Troia
regia Silvio Peroni
traduzione Noemi Abe
produzione Nidodiragno, Pierfrancesco Pisani
in collaborazione con Infinito srl

 

La prima incarnazione di "Cock" risale ad ormai quattro anni fa, in occasione dell' XI edizione della rassegna “Trend - nuove frontiere della scena britannica”. Da quel momento lo spettacolo ha continuato instancabilmente il proprio percorso, sino ad approdare nelle ultime settimane al romano Teatro dell'Orologio e al milanese Teatro Franco Parenti, temerari avamposti di drammaturgia contemporanea nel nostro retrivo tessuto culturale, incontrando ovunque un calorosissimo consenso da parte di pubblico e critica. La schiettezza senza fronzoli, l'ironia caustica e a tratti disarmante, il baluginio di spiragli di romanticismo e la profonda intelligenza nello scandagliare l'anima di personaggi nei quali senza dubbio ciascuno ritroverà qualche scheggia di sè: queste le frecce riposte nella faretra ben confezionata da Bartlett, che Peroni ed il suo quartetto di attori scagliano con maestria ed inaudito vigore.

John (Fabrizio Falco) è un ragazzo giovane, inesperto, costantemente irresoluto, è per lui molto più facile ondeggiare sui marosi dell'esistenza piuttosto che afferrare saldamente il timone e dirigerlo verso nuovi lidi; convive da anni, in un ménage ormai dalle sembianze simil-coniugali con M. (Jacopo Venturiero), affermato, cinico ed ambizioso broker che con la sua personalità determinata e dominante ha saputo garantirsi una solida realizzazione professionale, uno status economico brillante, il confortevole riparo di un rapporto di coppia che ha veleggiato tranquillo lungo sette anni di battibecchi (molti) e tenerezze (poche), riappacificazioni e il desiderio di procedere comunque a vele spiegate lungo la rotta, seppellendo all'occorrenza qualche scheletro di troppo dentro l'armadio. Ma a gettare lo scompiglio nella loro tutto sommato placida navigazione, un'improvvisa burrasca: John un giorno in maniera del tutto casuale scambia una manciata di parole con W. (Sara Putignano), attraente, sensibile, estroversa ragazza che più volte aveva incontrato lungo il mattutino, faticoso cammino verso l'ufficio, e repentinamente divampa la scintilla. Attrazione magnetica, capacità di accarezzarsi lo spirito con dolcezza, un'empatia sconvolgente: da parte di lei la voglia di tornare finalmente a mettersi in gioco dopo il naufragio di un matrimonio, da parte di lui l'abbagliante bellezza di trovarsi di fronte qualcuno che sappia realmente accettare ed accogliere le sue fragilità con morbidezza e calore, laddove negli ultimi anni erano stati solamente bersagli del sarcasmo feroce del suo compagno.

La pièce non conduce però lo spettatore lungo le tappe della scoperta di un'insospettata bisessualità; l'acuta lente di ingrandimento della drammaturgia di Bartlett si accosta piuttosto alle ambigue dinamiche psicologiche dei tre protagonisti dinanzi a questo crocevia delle loro esistenze. John appare assolutamente paralizzato e un istante dopo l'altro sempre più tentennante tra i due poli magnetici che lo attirano: da un lato la prospettiva di un futuro possibilmente radioso, un ritratto familiare tradizionale magari con tanto di pargoletti schiamazzanti; dall'altro le rassicuranti certezze di un rapporto ormai consolidato, sebbene nelle sue sinusoidi di alti e bassi, ed il terrore abbacinante che il nuovo sentiero svanisca nell'inconsistenza di un miraggio. Ben più risoluti e volitivi si rivelano invece M. e W. (significativo che nel testo vengano indicati esclusivamente con l'iniziale del sesso di appartenenza, M(an) e W(oman)) in una ardita lotta senza esclusione di colpi, per convincere John che il cammino di vita da loro prospettato sarà quello davvero in grado di garantirgli la felicità. Una battaglia impetuosa che troverà il proprio culmine in una prelibata cenetta a tre organizzata da M. nel suo lussuoso appartamento, durante la quale i due pretendenti inchioderanno John alla necessità ineluttabile di prendere infine una decisione risolutiva sui loro destini: un convito che si rivelerà tutt'altro che sereno per il nostro titubante protagonista, in un tripudio di torte cucinate per catturare il suo affetto, aguzze recriminazioni, sperticate dichiarazioni di buoni propositi e amore imperituro e, a complicare ulteriormente questo enigma insolubile, anche un suocero (Enrico Di Troia) tanto pragmatico quanto ficcanaso, prontamente intervenuto a perorare la causa del figliolo M.

Imperativo non svelare l'epilogo, come questa matassa apparentemente indistricabile sarà sbrogliata dalla personalissima sagacia drammaturgica di Bartlett. E' piuttosto doveroso sottolineare come Silvio Peroni con una regia asciutta, dinamica ed essenziale sposi alla perfezione le caratteristiche narrative - ed emotive - del testo, accompagnandoci lungo le montagne russe esistenziali di questi tre personaggi alla deriva, dei quali certamente sorrideremo talora con un pizzico di scherno, ma verso i quali in fin dei conti non potremo che provare indulgenza, affetto e partecipazione. Peroni li scaraventa su di un palcoscenico-ring, ben simboleggiato da un quadrilatero bianco che sul pavimento circoscrive i loro movimenti, senza alcun orpello scenografico che distolga l'attenzione, round dopo round, dalle loro schermaglie e riavvicinamenti, dai loro fervidi slanci ai loro timorosi tentennamenti. Tutto è affidato dunque alla potenza ed acutezza del testo drammaturgico e alle interpretazioni dei quattro combattenti impegnati in questo decisamente poco convenzionale conflitto amoroso.

Una sfida che gli attori raccolgono con perizia, intensità e sottile intelligenza: Fabrizio Falco, con la sua aria stralunata ed il suo aspetto adolescenziale, indossa con determinazione i panni dell'ambito oggetto del desiderio John; Sara Putignano calibra sapientemente morbida sensualità femminile ed incrollabile decisione nell'affrontare i perigliosi ostacoli di questa passione subitanea, donando al personaggio di W. le levigate sfaccettature di una gemma preziosa; Enrico Di Troia è un perfetto contrappunto ironico allorchè si incastona nel turbolento ménage à trois con tutta la saggezza premurosa di un padre, ma lasciandosi sfuggire neanche troppo di nascosto qualche sguardo di sottecchi alle attraenti curve dell'ammaliatrice W. Ci sia concesso però di elargire un ancor più caloroso applauso all'ottimo e sorprendentemente versatile Jacopo Venturiero che, dopo aver vestito di recente l'inquietante mantello di Dracula e patito gli strazianti tormenti della Passione nei panni di Cristo, ora incarna il ruolo ben più contemporaneo e prosaico del broker M., apparentemente sprezzante, beffardo ed insensibile, ma che in realtà ad uno sguardo più attento si rivela un coacervo di fragilità ben celate dietro una maschera costruita finemente. Venturiero raccoglie tutte le sfumature del complesso personaggio, percorrendone l'intera parabola dalla tagliente arroganza degli istanti iniziali all'austero orgoglio dell'uomo ferito nel non accettare il bizzarro pegno d'amore del compagno contrito per il tradimento, un bizzarro quadretto raffigurante degli orsacchiotti in attesa di un treno; passando poi per irresistibili deragliate di infantile effeminatezza nell'affrontare l'assurda indecisione di John, tentando poco dopo di riconquistarlo con il suo dessert preferito preparato con affettuosa cura, per poi dimenticare in un baleno tutto questo struggimento e tornare a preoccuparsi unicamente delle luci spente e dei cuscini del salotto accuratamente riposti. Grande prova attoriale, poliedrica e densa di carisma per il giovane attore romano.

Un pregiato lavoro di squadra, quello orchestrato da Silvio Peroni con questi ottimi interpreti, al quale auguriamo di non arrestare il proprio percorso dopo le fortunate repliche romane e milanesi. Nel frattempo vi suggeriamo di non lasciarvi sfuggire un altro imminente cortocircuito tra la drammaturgia contemporanea d'oltremanica (nella fattispecie quella del giovane autore Nick Payne), l'attenta cifra registica di Peroni e l'appassionata recitazione di Jacopo Venturiero, in questo nuovo lavoro affiancato in scena da Aurora Peres. "Costellazioni" approderà al Teatro Filodrammatici di Milano dall'8 al 13 marzo, per poi raggiungere Roma, per la precisione al Teatro Brancaccino, dal 17 al 19 marzo.


Teatro dell'Orologio (Sala Orfeo) - via dei Filippini 17/a, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6875550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario biglietteria: dal lunedì al venerdì ore 11/19
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: intero 15 euro, ridotto 12 euro (under25, over65, studenti universitari, tesserati bibliocard, arci, metrebus card), gruppi superiori a 5 persone 10 euro (prenotazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ), Under 25 Days (martedì e mercoledì) 8 euro, Scuole di teatro convenzionate 8 euro (prenotazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) - Tessera associativa stagionale 3 euro

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Stefania D'Orazio, Ufficio stampa Teatro dell'Orologio
Sul web: www.teatroorologio.com

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP