Coatto Unico Senza Intervallo - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 27 Gennaio 2016 

Giorgio Tirabassi è in scena al Teatro Sala Umberto con uno spettacolo di cui è autore, interprete e regista. «Coatto unico senza intervallo» è il titolo di questo one-man-show che traccia singolari ritratti di varie tipologie umane. In scena fino al 7 febbraio.

 

COATTO UNICO SENZA INTERVALLO
di Giorgio Tirabassi
scritto con Daniela Costantini, Stefano Santarelli, Loredana Scaramella e Mattia Torre
con Giorgio Tirabassi
e con Daniele Ercoli al contrabasso e Giovanni Lo Cascio alle percussioni
light designer Carlo Cerri
direttore di scena Freddy Proiett
regia Giorgio Tirabassi

 

Un onesto imbroglione che ha imparato tutto da solo, orgoglioso di non aver appreso da alcun maestro il mestiere di ladro. Insomma, per dirla con le sue parole, un vero e proprio truffatore “autodidattico”. Stiamo parlando di Angelo Arcangeli, detto Angioletto, un malvivente che vive nella zona di Spinaceto, dopo essere cresciuto all’Alberone. La passeggiata fra le viuzze di una certa periferia romana ideata da Giorgio Tirabassi in «Coatto unico senza intervallo» parte così, con il personaggio del malvivente che si fa vanto di non aver nulla da condividere con spacciatori, rapinatori e tossici. E sì, perché l’uomo col cappotto dal pellicciotto di astrakan ha una propria deontologia professionale e per sopravvivere se la prende direttamente con lo Stato, e nella fattispecie, con il “fantastico mondo dell’Inps”. Lo spettacolo, in scena al Teatro Sala Umberto fino al 7 febbraio, è un singolare one-man-show di carattere musicale, dove si assiste alla contaminazione dello stornello nel blues, passando per la canzone popolare romana, il rap e le moderne melodie. Sul palco, ad accompagnare il protagonista, ci sono Daniele Ercoli (al contrabasso) e Giovanni Lo Cascio (alle percussioni).

Scritto dallo stesso Tirabassi con Daniela Costantini, Stefano Santarelli, Loredana Scaramella e Mattia Torre, il testo accende i riflettori sulla “professione” dell’impostore raccontata da differenti prospettive, ciascuna delle quali combacia con una diversa tipologia di individuo. Si parla dello strafottente Angioletto che si è “sbragato sull’amaca della previdenza sociale” italiana, dei maldestri «Nello» e «Rufetto» costretti a confrontarsi con un libro del destino ostile e malevolo, dello spacciatore reinventato in versione rap, dei disincantati avventori del bar che assistono fiaccamente ad una rapina in banca covando il sogno segreto di una vacanza al caldo delle Seychelles.

Passando dall’evocazione della scena di «Caro Diario» di Nanni Moretti (“Spinaceto. Pensavo peggio, non è per niente male”) a quella di «Tango Romano» di Ettore Petrolini, la rappresentazione riesce a “raccontare” la poliedricità di un artista che si impegna a dare volto, anche se in chiave prevalentemente umoristica, al lato buio della società capitolina. Ma che in fondo, potrebbe essere la fisionomia della parte degradata dei quartieri difficili di una qualunque grande città, con i suoi problemi e le sue contraddizioni. Tirabassi, del resto, è un grande esperto del genere: nel 2004, per esempio, aveva portato in scena sul palco del Brancaccio un lavoro simile, dal titolo «Infernetto - ovvero la resistibile ascesa di Arcangeli Angelo detto Angioletto» accompagnato da sei musicisti che giocavano con gli stornelli romani, elaborati su musiche balcaniche.

«Coatto unico» è nato circa quindici anni fa e, in un primo momento, voleva essere proposto solamente nei sobborghi della città eterna, oltre che nel carcere di Rebibbia. Nel 2006, poi, con la postilla al titolo «senza intervallo» - comunicando così che l’idea ha sempre continuato a crescere dalla prima stesura in poi -, ha oltrepassato le mura della città ed ha ottenuto consensi ovunque.

L’allestimento attuale appare giocato molto sul filo del disincanto e della malinconia, ed il leitmotiv che percorre i singoli quadri è sottile, forse appena un po’ irregolare. Ad ogni modo, c’è un elemento di grande interesse in questo show riassumibile nella specificità dell’angolatura da cui i personaggi sono scrutati, sempre autentica ed originale, anche se divertente e un po’ buffa, e soprattutto non incentrata sulla versione caricaturizzata del coatto romano, peraltro altrove fortemente abusata.


Teatro Sala Umberto - via della Mercede 50, Roma
Per informazioni e prenotazioni: 06 6794753
Orario spettacoli: martedì ore 21, mercoledì ore 17, giovedì e venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Biglietti: da € 23 a € 32

Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Silvia Signorelli e Monica Menna, Ufficio stampa Teatro Sala Umberto
Sul web: www.salaumberto.com

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