Cita a ciegas - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Lunedì, 02 Aprile 2018 

Un immenso Gioele Dix è il protagonista di questa commedia scritta da un autore argentino, Mario Diament, tradotta, adattata e diretta da una Andrée Ruth Shammah totalmente affascinata da questo testo che ha saputo trasporre con un’intensità colma di poesia e stupore. Grazie ad un gruppo perfetto di interpreti, al Teatro Franco Parenti di Milano, ci troviamo ad ascoltare una serie di brevi ma profondi racconti che rivelano gli intrecci esistenziali fra personaggi che si incontrano prima in una piazza di Buenos Aires ed in seguito in interni, luoghi che appaiono tramite una scenografia stupenda che trasforma il fondale dell’esterno nello studio di una psicologa, come se i due lati che si avvicinano fossero un enorme libro che vede girare una pagina...

 

CITA A CIEGAS (Appuntamento al buio)
di Mario Diament traduzione
adattamento e regia Andrée Ruth Shammah
con Gioele Dix, Laura Marinoni, Elia Schilton, Sara Bertelà, Roberta Lanave
scena Gianmaurizio Fercioni
luci Camilla Piccioni
costumi Nicoletta Ceccolini
musiche Michele Tadini
produzione Teatro Franco Parenti e Fondazione Teatro della Toscana

 

Il teatro è tutto esaurito e, mentre si abbassano le luci, si diffonde una musica tipicamente argentina, con violini e melodia da tango. Il sipario si apre su una panchina al centro del palcoscenico, addobbato in modo da apparire come un parco, fra prati e alberi fioriti. Seduto sulla panchina c’è un uomo dai capelli bianchi, vestito in un costume color panna, molto elegante. Il suo cappello è poggiato al suo fianco e l’uomo sembra osservare il paesaggio. Un passante vestito di blu, con una cartella in mano, piuttosto agitato, si trova nei paraggi e, come incuriosito, si ferma e parla all’uomo, chiedendogli se conosce il nome dei fiori che circondano la piazzola. “Sono jacarande” gli risponde l’uomo. L’altro chiede di potersi sedere accanto a lui e comincia a conversare ma si ferma. Lo guarda e si accorge che è cieco e di colpo lo riconosce: “Lei è lo scrittore!” esclama, “L’ho vista in televisione!”. L’uomo dai capelli bianchi parla di storie avvenute quando era giovane e di come sia facile perdere le opportunità che la vita propone per banali contrattempi, lasciandoci nella nostalgia di ciò che non è mai avvenuto ma che forse esiste in mondi paralleli, come l’incontro avvenuto a Parigi quando era giovane con una donna bellissima che non ha mai dimenticato.

In Argentina praticamente tutti conoscono questo scrittore, Jorge Luis Borges, filosofo oltre che letterato, e Mario Diament, pure lui emigrato ed esule dal proprio Paese, che oggi vive negli Stati Uniti e insegna alla Florida International University di Miami una materia davvero particolare, ‘Il giornalismo nel cinema’; il testo di questa commedia ha provocato in Andrée Ruth Shammah una specie di ossessione, che l’ha costretta a fare un viaggio a Buenos Aires solo per confrontarsi con l’ambiente reale e le emozioni che l’autore avevano provocato in lei. ‘Cita a ciegas’ si traduce con ‘appuntamento al buio’ ma è giusto che il titolo, poco chiaro, non sia stato tradotto, così da evitare idee preconcette. Non esiste difatti alcun appuntamento ma ogni singolo personaggio ha a che fare con l’altro in maniera puramente casuale e noi, spettatori ignari, scopriamo di scena in scena, di racconto in racconto, di incontro in incontro, come tutto l’intreccio sia simile a una infinita ragnatela che supera il tempo e lo spazio.

L’uomo che si siede accanto allo scrittore racconta di essere un banchiere, in difficoltà perché per la prima volta nella sua vita, passati i 50 anni, si è completamente fatto sedurre da una giovane artista, un po’ strampalata, una scultrice di opere astratte. Confessa al celebre personaggio mai visto prima che si rende conto di rischiare il licenziamento, che ha speso una cifra che doveva servire per fare un viaggio con la moglie, che non riesce più a pensare ad altro oltre al fatto che finalmente a sera vedrà la fanciulla amata. Entra ora in scena una ragazza giovane, che salta alla corda e vede l’uomo sulla panchina. Si ferma, capisce che non ci vede e si spoglia davanti a lui per prepararsi al resto della giornata. Parla con lui e si scopre che è proprio la ragazza di cui abbiamo sentito raccontare prima dall’altro uomo: è un’artista, ha una famiglia che le ha fatto desiderare la fuga, ama un giovane malato, ma ha frequentato un vecchio per riuscire a vendere un quadro e procacciarsi i soldi per aiutare il suo amico a curarsi.

Col cambio di scena, davvero intelligente con il meccanismo del fondale che si ‘piega’ in avanti, facendo scomparire la piazza e riaprendosi per mostrare un interno come se fosse stata girata una pagina grande come il palcoscenico, vediamo ora due donne: una soffre di mal di testa e l’altra è una psicologa che deve visitarla. Man mano che parlano, scopriamo che una è la madre della giovane artista, l’altra è la moglie dell’uomo che lavora in banca e sta per perdere il lavoro. Le inevitabili confessioni, la rabbia, le frustrazioni che emergono dai difficili rapporti interpersonali, ci coinvolgono e ci fanno riflettere. Ormai a noi è quasi tutto chiaro, sebbene si resti ancora col fiato sospeso a proposito dell’esito finale: purtroppo da una parte ci sarà una tragedia, dall’altra un lieto fine.

Una sfida vinta: delicato e fortissimo, questo lavoro si incastona in un programma di spettacoli di tango e degustazioni che il Teatro Franco Parenti dedica alle ‘Voci dal Sur/Argentina, organizzato assieme al Consolato Generale e Centro di Promozione Commerciale Argentino a Milano. Impossibile chiudere senza sottolineare le squisite interpretazioni di Elia Schilton, Laura Marinoni, Sara Bertelà e Roberta Lanave, mai sopra le righe ma anzi coinvolgenti, emozionanti ed ineffabilmente autentiche, oltre al magnifico lavoro dello scenografo Gianmaurizio Fercioni, ai costumi di Nicoletta Ceccolini e alle azzeccate musiche di Michele Tadini.

 

Teatro Franco Parenti (Sala Grande) - via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni:
telefono biglietteria 02/59995206, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì 6 marzo ore 20, mercoledì 7 marzo ore 19.30, giovedì 8 marzo ore 21, venerdì 9 marzo ore 20.30, sabato 10 marzo ore 20.30, domenica 11 marzo ore 16, martedì 13 marzo ore 20, mercoledì 14 marzo ore 19.30, giovedì 15 marzo ore 21, venerdì 16 marzo ore 20, sabato 17 marzo ore 20.30, domenica 18 marzo ore 16, martedì 20 marzo ore 20, mercoledì 21 marzo ore 19.30, giovedì 22 marzo ore 21, venerdì 23 marzo ore 20, sabato 24 marzo ore 20.30, domenica 25 marzo ore 16, martedì 27 marzo ore 20, mercoledì 28 marzo ore 19.30, giovedì 29 marzo ore 21
Biglietti: intero prime file biglietto unico 38€; I e II settore 30€; III settore 23,50€; convenzioni (escluso prime file) > 21€; over 65/ under 26 (escluso prime file) 18€ (più diritti di prevendita)

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Francesco Malcangio e Mattia Nodari, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

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