Cirano di Bergerac - Teatro Menotti (Milano)

Scritto da  Raffaella Roversi Giovedì, 27 Febbraio 2014 

Dal 25 al 27 febbraio. Corrado D’Elia ripropone al Menotti di Milano, per soli tre giorni, il suo Cirano, da oltre sedici anni presentato nelle sale di tutta Italia. L’opera, scritta da Edmond Rostand nel 1897, esalta il valore dell’eroismo e regala il coraggio e la voglia di continuare a sognare e di essere eroi. Eroi non solo di spada, ma anche di spirito. Di uno spirito libero, che rifugge protezione e convenzione e paga la sua libertà, con la morte.

 

 

 

 



CIRANO DI BERGERAC
di Edmond Rostand
traduzione Franco Cuomo
regia e adattamento Corrado d'Elia
con Corrado d'Elia, Monica Faggiani, Tommaso Minniti, Gustavo La Volpe, Tino Danesi, Marco Bambilla, Valentina Capone, Dario Leone, Stefano Pirovano, Andrea Finizio, Giovanni Carretti, Eliana Bertazzoni

 



Il piano sul palco è inclinato verso il pubblico. Proprio come una strada in salita o in discesa, dipende dalla prospettiva da cui si osserva, scivolosa, rovinosa, difficile in ogni caso, ma anche divertente da percorrere tutta d’un fiato. E di fiato Corrado D’Elia e i suoi attori ne hanno davvero tanto. Tutto è movimento, fisicità. Lo spirito goliardico e l’ardore dei guasconi capeggiati da Cirano, fanno arrampicare i giovani moschettieri per i piani inclinati che si staccano, si ricongiungono, si aprono. Il tutto a suon di musica.


Ovunque passi, Cirano lascia il segno, o con la punta della spada o della piuma, con cui scrive poesie meravigliose. Si batte da solo contro quasi cento uomini e ne esce vincente, o si concede delle pause dai duelli per comporre una ballata. In lui tutto è un po’ troppo, superlativo, eccessivo: nel coraggio senza paragone, nel verbo incalzante e canzonatorio, nel suo animo delicato e romantico. Per tutti, deve pagare pegno all’arroganza vigliacca dei potenti e alla mediocrità di chi lo circonda.


E ‘ innamorato di sua cugina Rossana, che vuole sedurre con il suo coraggio, conscio del suo orribile difetto: un grande naso che gli deturpa il viso. Ma Rossana ama Cristiano, il giovane guascone appena giunto nel suo reggimento. E la cugina lo prega di prenderlo sotto la sua protezione. Contrariamente a tutte le aspettative, tra i due uomini nascerà un’amicizia, anzi, daranno luogo ad una “fusione”. Già perché Cristiano è bello come il sole, ma povero di spirito e Rossana vuole lettere e parole d’amore. E allora il temerario Cirano, fingendo di suggerire le parole a Cristiano, trova le parole che nascono dal suo amore.


Ma Cristiano si sente sdoppiato, non arriva a sentirsi amato per quello che è e non sa più se Rossana ami lui per la sua bellezza o Cirano per lo spirito. Ferito a morte in battaglia, chiede pertanto a Cirano di dire la verità. Ma Cirano tacerà per quattordici lunghi anni, andando a trovare ogni sabato la cugina che si è ritirata in convento. Solo nell’ultima visita, alla quale si presenta ferito, si tradirà e Rossana capirà che è il cugino ad aver infiammato il suo cuore con spirito e passione. Ma ormai è tardi e Cirano ha come l’impressione di aver sbagliato tanto nella vita, finanche il modo di morire. Lui che sognava di morire in battaglia, per mano di guerrieri valorosi in duelli focosi, muore per mano di un servo che lo colpisce con una trave alle spalle.


Spettacolo per tutti, capace di avvicinare i ragazzi al mondo fantastico del teatro. Perché, anche se il linguaggio di Rostand perde un po’ della sua forza poetica evocativa, l’allestimento quasi picaresco di D’Elia restituisce una rappresentazione moderna, per i ritmi veloci, la prosa più asciutta e le soluzioni spaziali dinamiche.

 

 

 

Tieffe Teatro Menotti - via Ciro Menotti 11, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36592544, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari biglietteria: lunedì dalle 15 alle 18.30, dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19, sabato dalle 16 alle 19
Orario spettacoli: martedì, mercoledì, giovedì ore 21
Biglietti: posto unico 25 € (prevendita 1,50 €)

 


Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Ippolita Aprile, Ufficio stampa Tieffe Teatro Menotti
Sul web: www.tieffeteatro.it

 

 

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