Cinema Cielo - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Sabato, 17 Dicembre 2011 
Cinema Cielo

Dal 15 al 18 dicembre. C’era una volta a Milano il Cielo, un cinema porno – realmente esistito – ora chiuso. Qui si svolge lo spettacolo di Danio Manfredini, vincitore del Premio Ubu 2004 per la migliore regia, che mette una lente d’ingrandimento su un’umanità per la quale il sesso è bisogno, evasione, merce, voglia di compagnia, fantasma d’amore. Lo sguardo è centrato sulla sala cinematografica, lo spettatore spia le presenze che abitano il luogo mentre il sonoro del film che scorre è liberamente ispirato al romanzo di Jean Genet e racconta di Louis, che tutti chiamano Divina, dei suoi molti amanti, e di Nostra Signora dei Fiori, seducente assassino.

 

Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Festival Santarcangelo dei Teatri presentano

CINEMA CIELO
ideazione e regia
Danio Manfredini
assistente alla regia Patrizia Aroldi
luci Maurizio Viani
realizzazione colonna sonora Marco Olivieri
con Patrizia Aroldi, Vincenzo Del Prete, Danio Manfredini, Giuseppe Semeraro

 

Se c’è una cosa che dovrebbe infastidire lo spettatore di teatro, critico o semplice appassionato che sia, è il momento degli applausi finali quando chi sta seduto in platea comunica agli attori come e quanto ha gradito ciò che ha visto (l’effetto, la sintonia e la forza di un applauso, timido o sentito, vale molto di più di mille critiche in forma scritta) ma gli artisti non accennano nemmeno una smorfia di ringraziamento o un leggero sorriso.

Cinema CieloPer quanto un attore possa sentirsi coinvolto, se non si tratta di una commedia fatta e finita, spesso chi recita rimane infilato nei panni che indossava a sipario aperto e non fa un minimo sforzo di gratitudine nemmeno al quarto o quinto inchino. Reazione comprensibile e nobile alla fine di una tragedia, di un memoriale toccante, di una pièce particolarmente drammatica. Però, vizio sempre più comune, questo succede spesso, se non è musical o avanspettacolo. Per quale motivo si rimane così nella parte e così maledettamente seri anche molto tempo dopo la fine della messinscena? Peccato che uno spettatore non abbia sempre un riconoscimento pieno da parte degli artisti per i quali ha pagato un biglietto, a volte profumato.

Fatta questa doverosa premessa, Cinema Cielo – non una tragedia altamente drammatica, ma estremamente legata alla riflessione – resta comunque uno degli spettacoli più d’effetto in scena negli ultimi anni e Dario Manfredini rimane un motivo per il quale essere orgogliosi di avere un patrimonio culturale italiano profondo, colto e indispensabile.

Il Cinema Cielo esisteva davvero, si trovava a Milano in viale Premuda, così come esistono davvero quei comuni, arcinoti ma segretissimi momenti di vita in bilico tra il bizzarro e il tristissimo che si animano all’interno di una sala sgangherata a luci rosse. Chi ascolta, sorride all’idea delle più perverse fantasie sessuali di un cliente con la sua prostituta, ma poi si blocca per quanta verità gli si pone davanti agli occhi. In stile cinematografico, questo l’aspetto registico più interessante, le parole dei personaggi si confondono con quelle di una voce fuori campo, forse il film che gli spettatori del Cinema Cielo stanno vedendo, forse è lo sviluppo delle loro vicende, forse è vita vera.

Transessuali, ladri, sordomuti, ragazzini, extracomunitari, vecchi arrapati, mignotte, addirittura Gesù sulla croce in carne e ossa che abbaglia chiunque con un’unica luce traforante. Poi c’è chi entra per vedere il porno coperto dal giornale, chi fa marchette e si lamenta perché anche solo guardarlo, un pisello, nel bagno del cinema costa quindicimila lire ma il pervertito non lo fa e giù allora con gli insulti e con le botte. C’è la convintissima cassiera Gina e un marito che riceve immancabilmente la telefonata della moglie mentre sta per sedersi in quella desolata poltrona e la tranquillizza, «sono in cantina, sto arrivando».

Cinema CieloQuesta la patina sottile di sconforto e ironia che ricopre questo Cinema Cielo, ma così sottile, quasi trasparente, da lasciarsi spiare.

Si sentono le parole (sono proprio poche quelle effettivamente pronunciate dai personaggi sulla scena) e si vedono i suoni, perché suscitano reazioni. Il suono delle ruote dei manichini che si muovono da una porta all’altra, seguendo le orme di Kantor, o che restano seduti in sala, ad esempio, trasmettendo solitudine e tristezza.

Si tocca un senso di felicità costretta da parte di chi, in realtà, è tremendamente infelice ma lo maschera con ali rosso fuoco, parrucche blu, pellicce che ricoprono completini da pornodiva. Si compatisce chi si aggrappa tremendamente alla fede perché non rimane più nulla, nemmeno una dignità.

La stessa patina sottile protegge atteggiamenti e sensazioni, facendo sì che, argomenti fortemente in voga ultimamente, dai transessuali al sesso all’omosessualità, non siano affatto abusati come succede, ma messi in scena nella maniera più pura possibile, senza secondi scopi.

Avvolto dallo squallore, il sentimento verso mille amanti, prima trasgressivo, poi triste e disperato, si tramuta in carneficina. Così da rendere perfettamente concreto l’aspro dolore dell’ abbandono, scandaloso al punto tale da oscurare quel limite accettabile che da sempre esiste tra la perversione e quel miscuglio di pena, insicurezza e depressione.

Una rappresentazione di forte impatto visivo che si comprende dopo essere usciti dal Cinema Cielo, dal teatro, dal pub a fine serata. Giorni dopo, forse, quando, partendo da uno spettacolo d’effetto, si arriva a metabolizzare il peso della solitudine e di ciò che questa comporta.

 

Teatro Franco Parenti (Sala Grande) - via Pier Lombardo 14, 20135 Milano

Per informazioni e prenotazioni:

telefono biglietteria 02/59995206, orari biglietteria dal lunedì alla domenica ore 10-19

Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì ore 21.15, mercoledì, sabato ore 19.30, domenica ore 16.30

Biglietti: da 25 a 10 euro

 

Articolo di: Andrea Dispenza

Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio Stampa Teatro Franco Parenti

Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP