Cieli di Roma - Silvano Toti Globe Theatre (Roma)

Scritto da  Sabato, 02 Luglio 2016 

La Capitale riparte dalla Cultura: lunedì 20 giugno il sogno di far rinascere Roma partendo dalla cultura si è incarnato nell’iniziativa "Cieli di Roma”, nata da un gruppo di artisti e operatori culturali, con in testa Simona Marchini, desiderosi di scendere in campo e impegnarsi in prima persona per la propria città.

 

Primo appuntamento di una serie di eventi organizzata con il sostegno di Unicredit lunedì 20 giugno al Globe Theatre di Villa Borghese, con tanti intellettuali, attori, musicisti, scrittori e artisti saliti sul palcoscenico per raccontare, attraverso parole e musica, cantare la Roma in cui vorrebbero vivere: una città piena di energie creative e di bellezza, pronta a riprendersi il suo prestigio e a rispecchiarsi nella trasparenza dei suoi cieli.

Una passeggiata sotto il cielo capitolino, tra suggestioni, artisti romani e adottivi perché nella Città eterna tanti sono stati i figli venuti da lontano che qui hanno trovato una seconda patria. "Cieli di Roma" è stato un reading garbato dedicato alla romanità più genuina, come raramente da molto tempo la si vede in scena. Finalmente due ore di risate non volgari, senza che la romanità prenda quel tono romanesco un po’ becero e cialtrone.

Ha aperto le danze l’Orchestra di piazza Vittorio, realtà musicale multietnica della capitale, da anni simbolo del dialogo tra mondi diversi con la sua allegria malinconica fatta di contaminazioni, che ha accompagnato gli intermezzi. Madrina della serata Simona Marchini, attrice e titolare della Galleria La Nuova Pesa, punto di incontro e di dibattiti, che ha ringraziato per l’adesione corale di un gran numero di personaggi alla sua iniziativa nata in risposta ad una provocazione di qualcuno che ha detto che “Roma non ha gli anticorpi a differenza di Milano”. Contro questi stereotipi e la logica delle dicotomie che fanno male al Paese, l’impegno concreto per rendere visibile l’anima nascosta di Roma, il volto della cultura che non è solo contenuto ma condivisione. La Roma degli artisti che erano una comunità di condivisione si è persa ed è nel solco di questo spirito che Simona Marchini ha deciso di avviare un progetto per creare un fondo che renda possibili iniziative autonome e concrete di sostegno al mondo dell’arte.

Ospite d’onore Franca Valeri, accompagnata da Pino Strabioli, che ha raccontato il suo arrivo a Roma alla fine degli Anni Quaranta del Novecento quando la Capitale l’accolse bocciandola all’Accademia di Arte Drammatica, ma poi dandole successo e amicizie, oltre che la possibilità di vivere nella bellezza. E lei che veniva da quella Milano con gli anticorpi si inventò un personaggio romano, la Signora Cecioni. Con la sua ironia proverbiale ci ha raccontato della prima volta che portò in scena il suo personaggio, quando a via Veneto incontrò Aldo Fabrizi e si sentì riempire di vergogna ma l’attore in romanesco le disse abbracciandola che era più romana di lui.

Sorpresa della serata Gigi Proietti, direttore artistico da 13 anni del Globe Theatre, omaggio a Shakespeare per tutti, un’occasione per portare il grande Bardo all’attenzione dei giovani. Due entrate hanno regalato momenti esilaranti, dalla recitazione di una composizione di Fosco Maraini, tratta da Poesie metasemantiche al cosiddetto vestito petroliniano, “capriccio” per usare l’espressione pittorica del Seicento, applicato alla poesia e al teatro, con una cucitura di versi eterogenei e gli attori “narcisi vanesi” come bersaglio.

Sul palco si sono succeduti Gianna Satta che ha letto del poeta Gianni Rodari L’uomo che rubava il Colosseo; Valerio Aprea con un brano da i Gabbiani Mannari di Dario Damato, gustoso “pezzo” grottesco sullo strapotere dei gabbiani a Roma, fino al capogruppo che è “Il gabbiano" di Cechov che “detto tra noi, ci vede benissimo”.

E poi, Edoardo Albinati con un frammento dal mito di Apollo e Dafne; Francesca Caloja con un frammento di André Gide sulla bellezza, anche se non un omaggio diretto a Roma, lettura che suggerisce un accostamento alla Grande Bellezza della Capitale. Tra gli altri Valentina Carnelutti, attrice che ha scelto una personale rielaborazione di Ennio Flaiano da Un marziano a Roma. Ci sono i versi di La poesia, una cosa da ragazzi di Renzo Paris che ha raccontato come Roma sia un crocevia di poeti, porto di gente nata altrove.

Un saluto di Massimo Romeo Piparo, direttore artistico del Teatro Sistina, ha fatto sentire la voce dei teatri nell’iniziativa e con una metafora ha sottolineato il desiderio di rialzare la testa non per un gesto di orgoglio ma di impegno corale in prima linea che passa anche attraverso piccole azioni come fermarsi davanti a chi attraversa sulle strisce pedonali.

Poi è salito sul palco il poeta Claudio Damiani, autore del titolo della manifestazione che ha raccontato l’idea del cielo coperchio ma anche coperta avvolgente che contiene e protegge la città come un tetto, quello del Pantheon, casa italica, simbolo dell’iniziativa o quadrato e aperto come uno spaccato del cielo stesso come quello del Palazzo della Cancelleria, a due passi da Campo de’ Fiori, ai quali ha dedicato una poesia sul tema della scuola e dell’arte.

A proposito del tema degli stranieri naturalizzati a Roma, Stendhal del quale ha letto un brano Eugenia Costantini e Pier Paolo Pasolini, del quale è stato letto un brano da Emanuele Trevi.

Francesco Siciliano ha poi letto uno stralcio da Campo de Fiori di Enzo Siciliano. Camminando idealmente per i quartieri di Roma, l’Esquilino, quartiere multietnico per eccellenza, al centro della composizione di Daniela Attanasio che ha dedicato al proprio quartiere dei versi. E ancora, Pietro Piovani che ha recitato un breve brano dallo spettacolo di cui è autore “Semo o nun semo” che racconta il rapporto dei Romani con la morte, la vecchia, disincantato e beffardo, doppiamente, per una Città che si fregia dell’appellativo di Città Eterna.

La manifestazione è una maratona a tappe fra teatro e arte che attraversa la città nel tempo e nello spazio per restituirne l’anima e continuarne la vita. 27 Gallerie romane d’Arte Contemporanea hanno dedicato mostre al tema dell’iniziativa. “Vogliamo invertire la rotta, accendere la scintilla della speranza con un progetto che è nato spontaneamente, insieme a un gruppo di amici artisti e intellettuali, per restituire un’altra immagine di Roma”, ha dichiarato la promotrice Simona Marchini, “la vita culturale e artistica della città è estremamente viva, ma dobbiamo creare una comunità per combattere quest’epoca di separazione”. L’attrice ha anche annunciato la volontà di aprire un fondo finanziato dai partecipanti “dedicato a progetti specifici per diffondere l’arte e la cultura tra i bambini e nelle periferie”.

A scendere in campo molti nomi noti tra partecipazioni e adesioni: Gigi Proietti, Giuliano Montaldo, Bernardo Bertolucci, Franca Valeri, Sergio Castellitto, Nanni Moretti, Fabrizio Gifuni, Sonia Bergamasco, Lino Banfi, Remo Girone, Piera Degli Esposti, Cristina Comencini, Andrea Camilleri, Nancy Brilli, Alessio Boni, Franco Nero, Massimo Wertmuller, Domenico De Masi e poi rappresentanti di musei, istituzioni e teatri, tra cui Luca Barbareschi (Eliseo), Giovanna Melandri (Maxxi), Massimo Romeo Piparo (Sistina), Claudio Parise Presicce (Sovrintendente Beni Culturali), Michele Dall’Ongaro (Sovrintendente Accademia S. Cecilia) e Antonio Calbi (Teatro di Roma) insieme al comitato promotore formato da Simona Marchini, Carmen Lasorella, Emilia Costantini, Nicola Bultrini, Claudio Damiani, Marco Lodoli e Giuseppe Salvatori.

 

Silvano Toti Globe Theatre - Largo Aqua Felix (Piazza di Siena) Villa Borghese, Roma

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Federica Fresa e Laura Fattore, Ufficio Stampa Eventi Made in Italy
Sul web: www.cielidiroma.net - www.globetheatreroma.com

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