Chiromantica ode telefonica agli abbandonati amori - Teatro Piccolo Bellini (Napoli)

Scritto da  Venerdì, 10 Novembre 2017 

Dal 7 al 12 novembre. Roberto Solofria e Sergio Del Prete portano in scena la Passione, quel concetto di bisogno viscerale, di ricerca di qualcosa che non si riesce a spiegare con le parole ma con la vita, l’esistenza umana messa a nudo, l’esaltazione e la disgregazione dell’Amore. Un’ode a Napoli viscerale e senza freni, un inno alla vita crudele ma necessario.

 

CHIROMANTICA ODE TELEFONICA AGLI ABBANDONATI AMORI
uno spettacolo di Roberto Solofria e Sergio Del Prete
dai testi di Enzo Moscato, Annibale Ruccello, Francesco Silvestri, Giuseppe Patroni Griffi
diretto e interpretato da Roberto Solofria e Sergio Del Prete
produzione 2016 Mutamenti/Teatro Civico 14 e Muricena Teatro
assistenti alla regia Ilaria Delli Paoli e Antimo Casertano
costumi Alina Lombardi
musiche originali Paky Di Maio
foto di scena Marco Ghidelli
organizzazione Napoleone Zavatto

 

Va in scena al Piccolo Bellini dal 7 al 12 novembre lo spettacolo “Chiromantica ode agli abbandonati amori”, scritto, diretto e interpretato da Roberto Solofria e Sergio Del Prete. Già il titolo merita un plauso, riassumendo efficacemente quanto insolitamente al proprio interno una serie di elementi intrinsecamente legati alla pièce. Rievocando il teatro napoletano degli anni Ottanta, i due registi ed interpreti portano sulla scena testi di Enzo Moscato, Giuseppe Patroni Griffi, Annibale Ruccello e Francesco Silvestri in una partitura unica che risulta ben amalgamata e con un suo filone narrativo assolutamente credibile.

La chiromanzia è infatti uno degli elementi fondanti di questo spettacolo: la ricerca della verità attraverso l’inganno, il disperato bisogno di comprendere le proprie vite guardando il fondo di un bicchiere che miseramente contiene solo menzogne e soprusi del più furbo sul più debole, l’ambizione di aspirare ad una condizione di vita migliore rispetto a quella della Napoli viva, cruda e peccatrice degli anni Ottanta. Ecco che allora, tramite gli esoterici mezzi chiromantici o tramite l’ode telefonica, questi protagonisti sono tutti alla forsennata ricerca di un autentico Amore, ma abbandonato appunto, perché fuori dal comune, travestito, diseredato, senza speranze di felicità né di riscatto sociale.

Solofria e Del Prete mettono in scena alcuni estratti dai testi “Ragazze sole con qualche esperienza” di Enzo Moscato, “Scende giù per Toledo” di Giuseppe Patroni Griffi, “Le cinque rose di Jennifer” di Annibale Ruccello, “Streghe da Marciapiede” di Francesco Silvestri, “Schiume” (in “Partitura”) e “Occhi gettati” di Enzo Moscato. Ne scaturisce l’interpretazione profonda, violenta, emozionante di due corpi che in scena mutano continuamente, che all’inizio e alla fine dello spettacolo tornano nelle loro piccole gabbie, con il trucco sul volto, intenti a spalmarsi schiuma da barba per radersi, ma evidentemente bisognosi di rompere quella gabbia, di esplodere nel loro soffocato inno all’amore che si fa ode alla vita.

Le fisicità dei due attori, così mutanti e pronte ad incarnare di volta in volta un nuovo personaggio, uomo, donna o travestito che sia, sono delle autentiche prove di consapevolezza del personaggio, del proprio corpo, di una presenza attoriale magistrale. Le interpretazioni si fanno immediatamente convincenti, alternando in maniera sublime delle partiture drammatiche, ad altre in cui il dramma scolora in un fondo umoristico dinanzi al quale lo spettatore riesce a sorridere, pur consapevole che la sua risata è sulla miseria, sullo sfogo, sul pianto di un travestito che è maschera alla ricerca di una propria identità.

Un allestimento scenico semplice, una gabbia che diventa anche piedistallo, stanza, vico napoletano, e tante altre ambientazioni. Nessuna luce di scena: delle piccole luci attrezzate intorno alla gabbia fanno da contorno alla rappresentazione, che si svolge quasi nella penombra, quasi a non voler spaventare quelle povere anime dannate che nel loro sfogo, nel loro racconto, decidono di deflagrare e di mettersi a nudo. La chiromantica ode avviene tra le risate e l’emozione del pubblico, in quell’inferno delle sirene che è Napoli, la città dai mille volti, che lascia ai margini chi non ce la fa, chi deve nascondersi, che sta troppo stretta a chi ha bisogno di esplodere ma invece, come i personaggi di questo spettacolo, è costretto a rimanere come bestie chiuse in gabbia.

 

Teatro Bellini - via Conte di Ruvo 14, 80135 Napoli
Per informazioni e prenotazioni: telefono 081/5491266, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: aperto dal lunedì al sabato dalle 10:30 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; domenica dalle 10.30 alle 13; tutti i giorni un'ora prima dello spettacolo
Orario spettacoli: feriali ore 21.15, domenica ore 18.30
Biglietti: intero €18, ridotto €15, under 29 €10
Durata: 60 minuti

Articolo di: Francesco Gaudiosi
Grazie a: Katia Prota, Ufficio stampa Teatro Bellini
Sul web: www.teatrobellini.it

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