Cercando Picasso - Teatro Quirino (Roma)

Scritto da  Sabato, 26 Marzo 2011 
Cercando Picasso

Dal 15 al 27 marzo. La straordinaria vena creativa, l’indomabile slancio vitalistico e l’eclettico talento artistico di Pablo Picasso, l’uomo che inaugurò la stagione delle avanguardie pittoriche del primo Novecento portando all’estremo la scomposizione della realtà e dell’individuo tipica del cubismo, viene celebrato in uno spettacolo affascinante e complesso, capace di sintetizzare in maniera armonica e complementare diversi linguaggi espressivi: recitazione, danza, musica e pittura si fondono in un unicum teatrale di grande fascino con due protagonisti d’eccezione, lo straordinario carisma interpretativo del maestro Giorgio Albertazzi e la superba eleganza delle ballerine della Martha Graham Dance Company.

 

 

Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – Martha Graham Dance Company

in coproduzione con

Ente Autonomo Teatro di Messina

e Orkestra Entertainment Srl

presentano

Giorgio Albertazzi in

CERCANDO PICASSO

con la Martha Graham Dance Company

scene e costumi Pier Paolo Bisleri

luci Nino Napoletano

regia Antonio Calenda

 

Dopo il debutto al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, giunge al Quirino di Roma uno degli spettacoli più attesi di questa stagione teatrale, nato da un intenso scambio epistolare intercorso tra il regista Antonio Calenda ed il geniale attore protagonista Giorgio Albertazzi. Prodotta dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia assieme alla Martha Graham Dance Company ed in coproduzione con l’Ente Autonomo Teatro di Messina e Orkestra Entertainment Srl, la pièce si prefigge l’obiettivo di catturare con vividezza le molteplici sfaccettature della personalità dell’artista più visionario, coraggioso, poliedrico ed intenso che il secolo scorso abbia conosciuto: in scena incontriamo Pablo Picasso con la sua rivoluzionaria libertà di pensiero, il suo incoercibile furore immaginifico che si traduceva in dipinti dalla dirompente modernità, capaci di coniugare una parossistica astrazione del reale con una sorprendente carica emozionale, il suo amore carnale e impetuoso per il gentil sesso, le sue incursioni in altri sentieri artistici come la poesia e la drammaturgia. Vista la magmatica psicologia del personaggio dipinto in questo sofisticato ritratto teatrale, regista ed interprete si sono trovati immediatamente d’accordo sull’esigenza di superare il realismo della rappresentazione, dando vita ad un atto unico non di carattere prettamente naturalistico ma volto piuttosto a esaltare la fantasia anticonvenzionale di Picasso e a raccontare per immagini e poesia il rapporto con la società a lui contemporanea e le correnti artistiche che sono state da lui profondamente influenzate.

Cercando PicassoAd accogliere gli spettatori al loro ingresso in platea un palcoscenico adornato da un sipario davvero particolare, si tratta della fedele riproduzione di uno dei fondali realizzati da Picasso nel 1917 per il balletto “Parade” di Sergej Diaghilev, con musiche di Erik Satie e sceneggiatura di Jean Cocteau. Dall’apertura del sipario saremo travolti per l’intera durata dell’atto unico in un universo parallelo dalle atmosfere fortemente oniriche, surreali ed avvolgenti: il maestro Albertazzi incarna alla perfezione lo spirito dionisiaco ed individualista da cui era pervaso il grande pittore andaluso, svelandoci le pieghe più recondite del suo animo attraverso frammenti poetici composti dallo stesso Picasso e da scrittori come Lorca, Apollinaire e Rimbaud, notevolmente vicini al suo sentire e alla sua concezione dell’esistenza; a rendere ancor più pregiati e luminosi questi cristalli di poesia contribuisce l’ineffabile eleganza con cui vengono declamati, raccontati, ammantati di un’aura di idealismo e rarefatto sentimento e al tempo stesso resi sanguigni, corporei e appassionanti. Impossibile resistere alla straordinaria capacita dialettica, alla padronanza scenica e alla trascinante immedesimazione nel personaggio con cui Giorgio Albertazzi affronta questa impegnativa prova attoriale, rappresentando uno dei due fuochi attorno ai quali si dipana l’ellisse di questo spettacolo teatrale dal gusto decisamente moderno e sperimentale.

Difatti, seppur l’imponente statura di interprete di Albertazzi rappresenti evidentemente un innegabile punto di forza della pièce, riteniamo però che l’ingrediente più magico, suggestivo ed accattivante di questa ambiziosa opera sia da rintracciare nel costante contrappunto offerto dai balletti delle nove danzatrici della Marta Graham Dance Company. Tra le coreografie con cui queste incantevoli creature ci conquistano senza riserve, alcune sono attinte dal repertorio storico di Martha Graham, che fondò la compagnia nel 1927 ed è attualmente ritenuta una delle madri della danza moderna (tra queste annoveriamo ad esempio “Lamentation”, “Steps in the Street” e “Deep Songs”), mentre altre sono state appositamente allestite per questo spettacolo teatrale da Janet Eilber, attuale direttore artistico della compagnia newyorkese: sensualità raffinata, stupefacente abilità tecnica, connubio tra musica e movimento corporeo capace di innescare una dimensione evocativa di grandissimo impatto. Queste le carte vincenti con cui il gruppo di danzatrici impreziosisce lo spettacolo, venendo a tracciare una sottile linea di connessione tra Picasso e la Graham: due figure dalla personalità indipendente e dalla non comune sensibilità, spesso in radicale contrapposizione con la realtà sociale e culturale limitata e massificante di inizio secolo, che hanno saputo lasciare un segno nei propri rispettivi ambiti artistici rinnovandoli profondamente e sono spesso state accostate come antesignane di un modo rivoluzionario di concepire il processo creativo.

Cercando PicassoLa seconda parte dello spettacolo abbandona momentaneamente l’impostazione del segmento iniziale per focalizzare l’attenzione su una delle poche opere drammaturgiche composte dall’istrionico genio spagnolo, ovvero “Le désir attrapé par la queue” (Il desiderio preso per la coda): ne sono protagonisti personaggi dalla valenza oscuramente simbolica come il Piedone (interpretato dallo stesso Albertazzi), la Cipolla, l’Angoscia Grassa e quella Magra, la Torta, il Silenzio, la Cugina, Dora Maar, il Puntale Rotondo. Secondo una scelta registica tanto straniante quanto efficace i personaggi femminili di questa parentesi dalla forte connotazione metafisica ed intellettualistica sono incarnati dalle nove ballerine che prestano loro il proprio sinuoso corpo, mentre le voci sono registrate e vedono la partecipazione di illustri attrici come Piera degli Esposti (la Torta), Elisabetta Pozzi (la Cugina), Franca Nuti (l’Angoscia Grassa) e Andrea Jonasson (l’Angoscia Magra). Una messinscena incastonata nel cuore dello spettacolo che risulta sicuramente di difficile accessibilità e che, se da un lato conquista lo spettatore da un punto di vista visivo e cromatico (grazie soprattutto ai costumi fantasiosi, coloratissimi e bizzarri realizzati con dovizia di particolari da Pier Paolo Bisleri), d’altra parte accusa talora dei cali di tensione in special modo quando Albertazzi non è in scena a catalizzare l’azione drammaturgica (e l’attenzione dello spettatore).

Lo stesso Bisleri cura anche la scenografia, che è stata concepita volutamente minimale, asettica e spoglia in modo tale da accogliere, in uno spazio invaso dalla purezza del bianco, i colori sgargianti dei costumi e i balletti perfettamente sincronici della Martha Graham Dance Company. Pochissimi gli elementi scenografici ma perfettamente funzionali alla narrazione: nella prima scena troneggia al centro del palcoscenico un enorme e candido letto da cui, grazie a un buco sapientemente nascosto tra le lenzuola immacolate, usciranno sia Picasso-Albertazzi che le sensuali ballerine; successivamente comparirà una chaise-longue su cui il protagonista si assopirà nel pieno del suo delirio di declamazione poetica dando lo spunto per una magnifica coreografia dall’atmosfera delicatamente notturna e lunare, conducendo lo spettatore in una dimensione onirica e vibrante; infine ecco apparire una sontuosa tavolata imbandita attorno alla quale verrà celebrato il rituale vitalistico e suggestivo narrato nella stravagante opera “Le désir attrapé par la queue”, un’evasione dalla realtà per esorcizzare la tesissima atmosfera parigina del periodo del conflitto mondiale.

Uno spettacolo assolutamente coinvolgente e al contempo estremamente ricercato, frutto di un attento lavoro di ricerca e sperimentazione teatrale e capace di fondere in una preziosissima alchimia diversi linguaggi artistici costruendo un sentiero di comunicazione che si insinua in profondità nello spirito dello spettatore. Non lasciatevi sfuggire l’opportunità di conoscere il genio di Pablo Picasso sotto una luce innovativa ed affascinante, quella offerta dalla magia di un’opera teatrale unica nel suo genere. Perché, come ci ricorda lo stesso Albertazzi pochi istanti prima che cali il sipario, “il teatro è guardare vedendo” e questo spettacolo ci ha consentito di cogliere realmente l’essenza dell’ispirazione artistica del più grande, folle e passionale innovatore che la pittura del Novecento abbia conosciuto.

Cercando Picasso

La tournée di “Cercando Picasso”:

MESSINA – Teatro Vittorio Emanuele dal 8 al 13 marzo 2011

ROMA -  Teatro Quirino dal 15 al 27 marzo 2011

FIRENZE – Teatro della Pergola dal 29 marzo al 3 aprile 2011

La tournée proseguirà nella Stagione 2011-2012

 

Teatro Quirino - via delle Vergini 7, Roma

Per informazioni e prenotazioni: numero verde 800013616, biglietteria 06/6794585,

mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.45, giovedì 17 e mercoledì 23 marzo ore 16.45,

tutte le domeniche ore 16.45

Biglietti: platea € 30,00 (ridotto € 26,00), I balconata € 25,50 (ridotto € 23,00), II balconata € 22,00 (ridotto € 19,00), galleria € 16,00 (ridotto € 14,00)

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Paola Silvia Rotunno e Francesca Melucci, Ufficio Stampa Teatro Quirino

Sul web: www.teatroquirino.it

 

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