Cattivi ragazzi - Teatro della Cometa (Roma)

Scritto da  Giovedì, 05 Novembre 2015 

Il Romano, il Milanese, il Napoletano, il Siciliano, il Nordico, il Libico, il Rumeno hanno sbagliato e devono scontare la pena. “E’ duro aspettare”. Dietro le sbarre non è facile vivere. Due cast di “Cattivi ragazzi” si alternano in scena dal 22 ottobre all’8 novembre al Teatro della Cometa, con la regia degli stessi autori Veruska Rossi e Guido Governale, accanto al protagonista Francesco Montanari.

 

Formi4 in collaborazione con Omnes Artes presenta
CATTIVI RAGAZZI
di Veruska Rossi e Guido Governale
interpreti Francesco Montanari
e Andrea Amato, Veronica Benassi, Federico Bizzarri, Francesco Buccolieri, Giovanni Crisanti, Ileana D'Ambra, Manfredi Di Placido, Niccolò D'Ottavio, Gabriele Berti, Daniele Felici, Riccardo La Torre, Giovanni Nasta, Alessio Selli, Diego Tricarico, Lorenzo Vigevano, Lorenzo Zurzolo
musiche originali Gemitaiz e Frenetik & Orange
regia Veruska Rossi e Guido Governale
aiuto regia Fabiana Bruno e Leonarda Imbornone
scene Lisa De Benedittis
luci Luca Carnevale
costumi Lisa Sorone
foto Patrizio Cocco

 

Le sbarre, canti di ragazzi e i calci ad un pallone. Il nuovo maestro Giuseppe Scianna arriva nel carcere minorile. Anche lui porta un dolore nel cuore, ma una forte convinzione è altrettanto salda nella sua testa: aiutare i propri allievi a ricominciare a sperare. Naturalmente, com’è facile immaginare, non gli sarà riservata una facile accoglienza in questo contesto... A vestirne i panni è Francesco Montanari, abile protagonista, noto nella veste di malvagio anti-eroe in “Romanzo Criminale”, e al pubblico teatrale - in particolare della Cometa, presso cui è andato in scena durante la scorsa stagione - per “Il più bel secolo della mia vita”.

L'insegnante prova ad approcciare la propria classe con la dolcezza e l’affabilità più consona, ma rischia la sopraffazione; ritenta con maggiore durezza, ma è naturale che ne scaturisca altra violenza ed allora il messaggio veicolato dallo spettacolo sarà piuttosto quello di ricercare il dialogo delle emozioni e delle esperienze. Che almeno all’uscita dal difficile momento ci si sia guadagnati un diploma.

Amara e dolorosa è la notte di un ragazzo dietro le sbarre. C’è chi lamenta la perdita della propria innocenza, per aver protetto la sorella che in un momento di esasperazione ha ucciso il padre che abusava di lei, chi piange la ragazza che lo abbandonato. Basta però il sorriso di un ragazzo che incontra il suo amore che non lo ha dimenticato, a rigenerare l’energia e la speranza: questo l’humus sul quale l’eroe buono può vincere lo smarrimento iniziale.

E’ bene domandare cosa farai da grande, ovvero una volta uscito, anche se il contesto non è quello di un’aula di soli banchi scolastici, ma di vite tormentate e vissute in modo più o meno imprevedibile o incosciente. Chi vorrà aprire un bar, chi coltivare caffè, chi fare rap, ma perché non creare un sano desiderio di sinergia in una comunità di malcapitati.

Festeggiare il Natale, offrendo cibi ed emblemi di calore familiare ad ognuno dei ragazzi per vivere un attimo di armonia e distensione pure nella diversità delle origini, unisce. Aiutare a scrivere chi appunto, afflitto per aver perso la fidanzata, prova con una lettera a manifestare il proprio amore e la sincera voglia di cambiare: ma come può un buon maestro non inculcare il concetto che cambiamento è già imparare a scrivere.

E se l’ambiente è chiuso, chiunque arrivi crea squilibrio e nuova violenza verso gli sconosciuti sopraggiunti, ma anche tenerezze a favore del vento di libertà anche se passeggera, visto che il nuovo ragazzo ha sulla sua testa il reato di spaccio. Difficile abituarsi, ma chi riesce ad affezionarsi alle nuove umanità soffre di più di fronte al saluto ed allora un buon maestro è abile qualora diventi confessore di emozioni e sensazioni, per trasformarle in nuova linfa in una realtà relazionalmente difficile.

E perché poi non svegliare la fantasia e la creatività con delle tute bianche, che tramutino i ragazzi in astronauti, imbianchini, infermieri, piuttosto che con delle vernici di vari colori che, tra un dispetto e l’altro, stimolino l’estro e la mai sopita e più genuina arte, alla volta di una più credibile possibilità di riscatto totale.

La compagnia di giovani attori Omnes Artes regge con straordinaria professionalità e verità il palco ed al contempo il confronto con la maturità in continua crescita di Francesco Montanari, fino al messaggio finale “…anche chi nasce tondo può diventare quadrato….”. Dialetti, diversi slang, esperienze di vita molteplici, coinvolgono con ironia e sorriso la platea, che apprezza calorosamente il bel testo e l’efficace messa in scena.


Teatro della Cometa - via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6784380
Orario prenotazioni e vendita biglietti: dal martedì al sabato, ore 10:00 -19:00 (lunedì riposo), domenica 14:30 - 17:00
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, tranne giovedì 29 ottobre unica replica alle ore 17, sabato doppia replica ore 17 e ore 21, domenica ore 17
Biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro

Articolo di: Massimo Tucci
Grazie a: Maya Amenduni, Ufficio stampa Teatro della Cometa
Sul web: www.teatrodellacometa.it

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