Cats - Allianz Teatro (Milano)

Scritto da  Giovanni Giuseppe Domenico Torcasso Mercoledì, 17 Febbraio 2010 

Come ogni anno, i gatti della tribù Jellicle, si ritrovano al cospetto del loro leader Deuteronomio per scegliere chi di loro passerà nel “Dolce Aldilà” e rinascere così a nuova vita. È proprio in questa notte incantata che i gatti si raccontano affascinanti storie, ma durante i festeggiamenti…

 

 

 

Dal 27 gennaio al 14 febbraio 2010

La Compagnia della Rancia presenta
Cats
Musica di Andrew Lloyd Webber
tratto dal libro di T.S. Eliot “Old Possum’s Book of Practical Cats”
traduzione di Michele Renzullo – adattamento Saverio Marconi – liriche italiane di Franco Travaglio

Scene – Gabriele Moreschi
Costumi – Francesco Martini Coveri
Make-up design – Zaira De Vincentiis
Supervisione musicale – Simone Manfredini
Direzione musicale – Enrico Arias
Direzione d’orchestra – Vincenzo La Torre
Disegno luci – Valerio Tiberi
Disegno fonico – Enrico Porcelli
Assistente coreografo – Michael Peña
Coreografia e regia associata – Daniel Ezralow
Regia – Saverio Marconi
Produttore esecutivo – Michele Renzullo

 

Con, in ordine alfabetico:
Azzurra Adinolfi – Bombalaurina
Federica Baldi – Jemima
Gianluca Ciatti – Caligola/Gattigre
Roberto Colombo – Sghemboexpress
Simone De Rose – Alonzo
Tiziano Edini – Parsifal
Stefania Fratepietro – Jennytuttapois
Silvana Isolani – Cassandra
Alessandro Lanzillotti – Mr. Mistofeles/Quazo
Roberta Miolla – Victoria
Fabio Monti – Gus/Asparagus
Alessandro Neri – Deuteronomio/Ciccio Gourmet
Massimiliano Pironti – Mangojerry
Maria Silvia Roli – Zampalesta
Andrea Rossi – Ram Tam Taggher
Laura Safina – Exotica
Loredana Sartori – Jellilora/Occhibui
Chiara Vecchi – Demetra
Andrea Verzicco – Munkostrap
Giuseppe Verzicco – Macavity/Platone
Chiara Vinci – Electra
e con Giulia Ottonello Grisabella

Orchestra dal vivo

 

Osservando con attenzione il palco dell’Allianz Teatro (o Teatro della Luna, è indifferente; a Milano i teatri cambiano nome più velocemente degli spettacoli che mettono in scena) prima dell’inizio del musical, possiamo notare che la scena è ben realizzata, ricca di dettagli, colori e con le tipiche (per questo show) proporzioni non rispettate: troviamo un carrello gigante, un vaso di dimensioni bibliche, una maschera, alcuni barili e casse di legno, il tutto condito da una rete metallica, alcune scale e delle tettoie. Nonostante le luci della sala siano accese, l’imponente luna che troneggia sul palco e l’ombra sullo sfondo dell’ormai famoso luna park, riescono facilmente a dare uno spazio temporale: la notte. È in questo momento di riflessione, complice il relativo silenzio che ancora domina la sala, che udiamo provenire dal retro del palcoscenico alcuni suoni: sono i 18 musicisti che compongono l’orchestra dal vivo e che stanno accordando i loro strumenti. Sembra che la Compagnia della Rancia abbia fatto le cose in grande.

Finalmente, con qualche minuto di ritardo, le luci si spengono e l’orchestra diretta da Vincenzo Latorre attacca con l’Overture per dare inizio al I Atto. Nel buio che ha inghiottito ogni angolo della scenografia compaiono quasi magicamente due luci gialle al centro del palco che rappresentano gli occhi di un gatto nella notte. Pian piano, ma sempre a ritmo di musica, fanno la loro comparsa alcuni sguardi felini, mentre altri si spengono, si riaccendono e si muovono… bastano pochi secondi per rendersi conto che la prima coreografia si svolge completamente al buio: l’unica cosa che possiamo vedere sono svariati occhi luminosi che danzano a tempo e in sinergia. Alla fine di questa particolare esibizione, quando tutti i felini scompaiono e le note musicali hanno termine, il pubblico esplode in un caloroso applauso. Lo spettacolo è cominciato.

A questo punto fanno la loro comparsa i gatti Jellicle “in carne e ossa” e lo fanno in grande stile. Sparsi per tutto il palco (chi semplicemente seduto, chi appeso alla rete, chi a penzoloni su una scala, chi in bilico su una cassa, etc.) gli attori che compongono il cast danno inizio al Prologo. Ottima anche la realizzazione di questa parte che grazie agli effetti luce rende ben visibile solo chi sta cantando, lasciando in ombra gli altri personaggi. I gatti possono così spostarsi indisturbati per riprendere l’esecuzione della canzone da un altro punto della scena, dando la sensazione di velocità e furtività.

Già da questi primi momenti abbiamo potuto osservare stupefatti gli ottimi costumi (realizzati da Francesco Martini Coveri, stilista della maison Enrico Coveri) e il trucco praticamente perfetto di Zaira De Vincentiis: ogni maschera, infatti, è unica, rendendo semplice l’individuazione di un particolare personaggio tra tutti i gatti presenti. Come se non bastasse, per meglio apprezzare il lavoro di sarti e truccatori, ecco comparire tra il pubblico, durante la terza canzone, alcuni artisti, i quali ci “rendono omaggio” camminando letteralmente sulle poltrone scavalcando gli allibiti osservatori.

Tornati alla “normalità”, ovvero pubblico da una parte e gatti dall’altra, inizia la serie di racconti sui membri Jellicle con il protagonista principale (Munkostrap, alias Andrea Verzicco) che tiene il filo conduttore con maestria e una presenza scenica di spessore: si parte con Jennytuttapois (Stefania Fratepietro) per poi passare a Ram Tag Taggher (Andrea Rossi), Ciccio Gourmet (ovvero Alessandro Neri, che viene salutato dai bambini in sala con un’ovazione visto il suo aspetto buffo e grassoccio) e a Mangojerry & Zampalesta (Massimiliano Pironti e Maria Silvia Roli).

Prima della chiusura del I Atto, con la comparsa tra il pubblico di Deuteronomio (interpretato sempre da Alessandro Neri), appare anche Grisabella, ottimamente interpretata dalla vincitrice di Amici 2002/2003, Giulia Ottonello.

Durante i 15 minuti di intervallo possiamo tirare le prime somme. Ottime le coreografie, davvero spettacolari, di Daniel Ezralow; il suo zampino c’è e si vede. Anche la regia di Saverio Marconi è impeccabile e la traduzione dei testi e delle liriche, affidate a Michele Renzullo con la supervisione di Franco Travaglio (fratello del più celebre giornalista Marco Travaglio) è praticamente perfetta. Un riscontro lo abbiamo anche dal pubblico che mentre si alza per andare a prendere da bere canticchia “Si, no, boh, mah non lo so…” o “penso che lui sia Deuteronomio…”.

Una curiosità: durante l’intervallo Deuteronomio si è seduto al bordo del palco. Ben presto ai suoi piedi si è formata una folta schiera di bambini che, tra l’ammirazione, la paura e la curiosità salutavano con entusiasmo il vecchio gatto, ma non solo; una volta disperso il gruppo dei più piccoli è stata la volta dei grandi, che si sono recati dal leader dei Jellicle per farsi scattare qualche foto.

Il II Atto comincia sempre con Deuteronomio che ci spiega cosa sia la felicità, ma è solo il preludio di uno spettacolo destinato a crescere. Si inizia con l’ottima interpretazione del vecchio Gus (Fabio Monti) spalleggiato da Jellilora (Loredana Sartori) che ci fa salire un po’ di malinconia mentre gli altri gatti lo omaggiano ricordando il suo capolavoro “Fauci di fuoco” (qui troviamo Gianluca Ciatti nei panni di Gattigre).

Il pubblico, però, si esalta con Sghemboexpress (Roberto Colombo) grazie alla fantastica performance di tutti  gli attori coinvolti che ballano e cantano arrampicandosi su, correndo tra e spingendo un carrello gigante. Davvero eccezionale. A questo punto interviene Macavity (Giuseppe Verzicco) a rompere le uova nel paniere dei Jellicle e dopo una sua presentazione a cura delle sexy gatte Demetra (Chiara Vecchi, che è anche la direttrice artistica e capo balletto) e Bombalaurina (Azzurra Adinolfi) osserviamo stupefatti a uno scontro tra Munkostrap e Macavity (che per l’occasione è legato a un altro gatto che, in cima a una scala, sale e scende a seconda della necessità per dare più spessore al combattimento facendo letteralmente volare il cattivo di turno). Per salvare la situazione interviene Mr. Mistofeles (Alessandro Lanzillotti): con i suoi salti, le acrobazie e le capriole stupisce grandi e piccini. Soprattutto questi ultimi, vedendo che il mago batte il cinque agli altri gatti sul palco, si sporgono dai loro posti tendendogli la manina quando quest’ultimo scende tra il pubblico. Vi lasciamo immaginare la loro gioia: l’interprete di Mr. Mistofeles non risparmia nessuno, dando il cinque a chiunque si tenda verso di lui.

Il II Atto si conclude, prima, con l’ottima interpretazione di Grisabella che strappa al pubblico un applauso particolarmente caloroso (grazie all’esecuzione sicura e pulita di Memory – Ricordi) e con Deuteronomio, dopo, che, aiutato da tutti i gatti Jellicle, canta una splendida canzone: “Come parlare ai gatti”.

È proprio sul calare delle note di questo pezzo, e più precisamente sulle parole “così tu parlerai con noi”, che il teatro esplode: è standing ovation.  

 

 

Articolo di: Torcasso Giovanni Giuseppe Domenico

 

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