Casanova - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Sabato, 19 Luglio 2014 

Dal 15 al 20 luglio. Un mito che non muore mai quello di Casanova, ma l'omonimo testo di Cappuccio - magistralmente interpretato da Herlitzka - cerca di raccontarcene una nuova sfumatura: l'affascinante seduttore veneziano è anziano e tira le somme della sua vita, delle sue donne, delle passioni carnali e letterarie che lo hanno tenuto vivo soprattutto nei momenti bui della carcerazione. In scena insieme al grande interprete, cinque donne che rappresentano la resa dei conti con tutte le figure femminili che hanno costellato la sua vita, per poi scoprire che, alla fine, la vera donna che ha inseguito per tutta la vita era forse la sua parte femminile mai sopita attraverso il ricordo affettuoso della madre.

 

Produzione Marioletta Bideri e Bis Tremila presenta
CASANOVA
di Ruggero Cappuccio
con Roberto Herlitzka
e con Franca Abategiovanni, Carmen Barbieri, Giulia Odori, Rossella Pugliese e Marina Sorrenti
regia Nadia Baldi
musiche Marco Betta
costumi Carlo Poggioli
luci Carlo Mastrogiacomo


Un Casanova che rinnega la sua fama di seduttore, piuttosto che riconfermarla virilmente, non si era mai visto. Non basterebbe lo spazio di una recensione per elencare tutte le versioni cinematografiche e teatrali che hanno omaggiato questo mitologico conoscitore delle donne; eppure in tutte queste versioni nessuno ha mai pensato di raccontare un Giacomo Casanova che, vicino al tramonto della propria vita, apre il cuore ai suoi ricordi infantili, da quelli più sofferenti a quelli più gioiosi, e che decide di raccontarsi in terza persona, come a voler prendere le distanze da se stesso, per ricomporre i pezzi di uno specchio rotto che restituisce un'immagine frammentata. Più che uno specchio rotto, le infinite sfaccettature del veneziano fanno pensare ad un luminoso diamante dalle mille facce: filosofo, poeta, alchimista, avventuriero, diplomatico; riduttivo pensarlo solo e sempre come provocatorio, libertino e sacrilego nei confronti della religione e del costume morale - fu messo in carcere proprio perchè i suoi testi venivano considerati tali. E' proprio questo che vogliono restituire la drammaturgia di Ruggero Cappuccio e la regia di Nadia Baldi, attraverso un Herlitzka che recita sommessamente, intimamente: un Casanova che non vuole essere ricordato solo per le gesta erotiche o per la spocchia dimostrata nel duello con il conte polacco Branicki, ma piuttosto un uomo che, giunto nel momento in cui "la noia si è talmente rarefatta da confondersi con il cielo" corre verso la fonte più intima e genuina di questo suo amore per la vita.


A rincarare questa interpretazione, l'assenza totale di musica, la scenografia essenziale, composta solo di veli e poche sedie sulle quali si collocano le cinque donne in scena, presenze volutamente distraenti e fastidiose. Queste alternano il loro status di arredo scenografico - nei passaggi in cui il veneziano è più intimo e nostalgico - a momenti in cui riprendono vita e diventano fastidiose, voluttuose, ingombranti, seducenti bambole che con le loro risate stridule, il loro sovrapporsi di voci, il loro continuo stuzzicare e rintuzzare il povero Casanova sembrano essere, talvolta, dei ricordi ingombranti.


Ma l'amore per la vita e per il gentil sesso prevalgono, e nonostante il vecchio Casanova cerchi di rinnegare la sua fama, il sorriso puro e divertito del bambino esce fuori quando racconta della sua sagace fuga dai Piombi; quando racconta l'abile e famosa impresa di seduzione della suora; quando ricorda la passione provata nel conquistare molte donne e l'amore vero provato per poche perchè, in fondo, quello che lui cercava era il loro piacere, la possibilità di farle contente, mai un egoistico piacere orgasmico. E allora se un uomo conosce così bene le donne è forse perchè la sua parte femminile non è rinnegata, come spesso fanno gli uomini per paura di sembrare effeminati: senza sfociare in interpretazioni psicologiche d'accatto, è questo che emerge nel finale, quando Herlitzka e una delle attrici si trovano spalle contro spalle, come a formare una sorta di Giano bifronte. Casanova ha forse cercato, per tutta la sua vita, d'inseguire, sedurre, soddisfare, e forse glorificare la parte femminile di se stesso, attraverso il ricordo immacolato e affettuoso della madre che lo accompagna e lo solleva negli ultimi istanti della sua vita. 

 

Teatro Franco Parenti (Sala Grande) - via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni:
telefono biglietteria 02/59995206, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: intero €32, ridotto Over60 €16, ridotto Under25 €15, convenzioni €22,50



Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

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